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Basket | 05 settembre 2026, 20:19

Il pifferaio di Hamelin e noi topini biancorossi. Il suono magico di ADV si prende già Varese

Il debutto del fuoriclasse azzurro illumina il Palascieghi: 14 punti e 6 assist in meno di 10 minuti, senza quasi forzare. La nuova Openjobmetis travolge una Trieste ancora incompleta (104-65) e mostra altri indizi interessanti, da Hale ai giovani

Amedeo Della Valle alla sua prima con la maglia di Varese (foto Ossola)

Amedeo Della Valle alla sua prima con la maglia di Varese (foto Ossola)

Prima azione: inquadra Hale con il radar in campo aperto e gli regala due punti. Seconda azione: pick and roll poetico e scarico per Kamagate, che schiaccia. Poi, nell’ordine: cioccolatino per Ladurner, mitragliata per Ikangi pescato all’angolo (e son tre), bomba personale.

E brividi.

A quel punto il Palascieghi, oltre che caldo, anzi torrido, diventa luminoso. È la luce di Amedeo Della Valle. Avete presente il pifferaio di Hamelin? ADV appare sul parquet, inizia a suonare e dietro gli vanno tutti: compagni, avversari, topini, bambini e i 300 che si sono sciroppati due ore di trasferta per un’amichevole di settembre (anche qui: brividi).

E in tanti sono venuti proprio per guatare lui, spinti dalla curiosità che si riserva ai campioni. Missione compiuta, azzarderemmo: 14 punti e 6 assist giocando meno di 10 minuti e in modalità surplace, senza forzare alcunché. La Varese che ha già assimilato bomber Hale e iniziato ad apprezzare la fragranza di diversi protagonisti e gregari assortiti, allora, non può far finta di non avere una mela luccicante in mezzo ai propri occhi.

Con calma e con gesso. Perché nel centro della Valtellina non si consuma una partita vera e dunque florida di indicazioni. Il 104-65 finale travolge una Trieste non ancora squadra (lo anticipavamo ieri: leggi QUI), tenuta insieme esclusivamente dal talento di Colbey Ross e McDermott, piena di giovani e soprattutto di buchi. L’equilibrio dura 8 minuti, fino all’avvento dell’ex Brescia sul match, quindi si spacca per non aggiustarsi più.

In attesa del derby più significativo di domani (ore 18: ci sarà anche la diretta tv su LE-NEWS e forse anche sul canale Youtube del Valtellina Summer League), si procede quindi per indizi nello scoprire una squadra in pieno lavoro, al netto delle peculiarità dei singoli elementi. L’attacco prova spesso a correre e gode della bontà di tanti handler capaci di dare del tu alla palla: questo fa e farà la differenza. La difesa - lo sappiamo - è affare di regime, ma risente ancora del legno nelle gambe e sopperisce con i falli alla mancanza di mobilità e fiato.

Dietro a Della Valle sono stati tanti i cammei, più o meno apprezzabili: con McDowell-White che non forza e poi si accomoda in panchina per tutto il secondo tempo (piccolo risentimento) c’è stata la sicurezza di Hunter Hale (12 punti) a fare da guida. È piaciuta anche l’abnegazione di Nikolic e Ikangi (11 punti per entrambi), con il primo che si muove con tipica intelligenza slava e il secondo che ruzza e segna dall’angolo quando serve.

Detto infine di un Kamagate che ancora sbuffa come un tir sui tornanti della Cisa (copyright il maestro Pigionatti), di un Renfro attento sugli scarichi e di un Duke che ha dimostrato di poter avere sprazzi tali da gonfiare il tabellino, l’esibizione di Sondrio si è piacevolmente trasformata con i minuti anche in un interessante showcase dei virgulti di Varese Basketball aggregati alla prima squadra. Applausi per loro: per un Martino Risi sicuro in regia, per un Robert Kangur raffinato a tutto campo (alla fine MVP) e per un Ivan Prato capace di andare in doppia cifra. Manca solo da citare Ladurner, che a un certo punto segna anche una tripla: sì, è qui la festa.

IL TABELLINO

OPENJOBMETIS VARESE – PALL. TRIESTE 104-65
(24-18, 57-34; 80-47)

VARESE: McDowell-White (0-2), Hale 12 (2-4, 1-3), Alviti 3 (1-6 da 3), Nikolic 12 (2-4, 2-2), Renfro 6 (3-4); Duke 5 (1-3, 1-1), Della Valle 14 (1-1, 4-7), Prato 11 (2-2, 1-3), Kamagate 6 (3-4), Kangur 6 (2-4, 0-2), Ladurner 11 (3-7, 1-1), Ikangi 11 (1-2, 3-5), Risi 7 (2-4, 1-1). All. Kastritis.
TRIESTE: Ross 22, McDermott 14, Deangeli 3, Paiano 2, Bregant 7; Falcomer, Cossutta 6, Ruzzier 6, Martucci 7, Norbedo 2. Ne: Canka All. Taccetti.

La cronaca

1° quarto

Primo quintetto con McDowell-White, Hale, Alviti, Nikolic, Renfro. E prime buone circolazioni di palla biancorosse, a mandare a canestro Nikolic, Renfro ed Hale. Trieste però non vuole partire battuta e resta a ridosso (o addirittura avanti: 6-8 al 4’) sfruttando un McDermott in versione mohicano e i tanti liberi concessi da una difesa varesina fallosa. Quando la girandola dei cambi - tutti dentro già nella prima frazione - manda il turno di Della Valle, il match cambia immediatamente registro: l’ex Brescia prima distribuisce assist pregevoli a premiare Hale, Kamagate, Ikangi e Ladurner, poi si mette in proprio con la tripla. Risultato? Si va dal 16-15 al 24-16 della prima sirena.

2° quarto

Qualche errore offensivo di troppo e allora ritorna Amedeo: tripla e vantaggio che si incrementa, soprattutto quando anche Renfro vola a schiacciare con Alviti mandante (32-21). Trieste è un uomo solo al comando - Ross - anche un po’ bistrattato dagli arbitri, Varese è una panchina lunga da cui pescare la gloria di un contropiede per Kangur e 5 punti in fila - finalmente - anche di Duke. Tali giocate scavano un solco reso ancora più deciso da un’altra bomba di ADV (45-27 al 17’). Manca Alviti? No, tripla e scarico no look per Renfro: contro un’avversaria infarcita di ragazzini (anche la Openjobmetis nel finale però: ecco minuti per Risi e Prato oltre che per Kangur) si arriva fino al 57-34 del 20’.

3° quarto

È un canovaccio che non può cambiare quello del match del PalaScieghi: Nikolic, Renfro e il giovane Risi lo mettono ancora più in chiaro fino al 65-35 del 23’. Gli squilli giuliani tornano con Ross e McDermott (e chi se no?), quindi le rotazioni di Kastritis (dentro, oltre a Risi, anche Prato, Ladurner e Kangur) creano un plateau competitivo che trascina la partita per quasi tutta la terza frazione: sono allora applausi per i cesti trovati dai virgulti (in particolare Risi e Kangur), ma il gap non si allarga ulteriormente. Almeno fino al finale: alla terza sirena è 80-47.

4° quarto

Deve ancora dire qualcosa il match? Sì, continuare a far capire ai 300 del Palascieghi quanto son belli i ragazzi di Varese Basketball. E allora quanto sarebbe orgoglioso papà Krjstian delle giocate convinte e pulite del figlio Robert. E quanto emoziona vedere un “verde” playmaker varesino con la sicurezza di Martino Risi, bravo a mettersi in proprio così come ad attivare i compagni. Ovazione per entrambi, come giusto, mentre Kamagate aggiunge minuti come Pollicino alla sua preparazione. Il punteggio? Al 34’ siamo sul 91-57. Segna anche Prato, i big non entrano più ma quando anche Ladurner segna da 3 capisci che la festa è proprio qui. Si scollina quota 100, si arriverà a 104 (contro 65). Sirena, l’ultima.


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