Giusto parlare della chiusura della piscina di via Copelli e interrogarsi sul suo futuro, ma è anche giusto dire che le società sportive che erano di casa come la Von continuano a tenere in vita l'amore per la pallanuoto grazie a passione, sacrifici e competenze, ma anche a chi le aiuta, dai dirigenti ai genitori degli atleti e anche al Comune.
La storica e malmessa piscina comunale di via Copelli è chiusa da oltre un anno, in attesa di una riqualificazione e dell'apertura della vasca olimpica dell'area ex Aermacchi di via Sanvito, ma le società costrette a trovare strutture alternative con evidenti disagi non sono lasciate sole.
Come accaduto un anno fa, un provvedimento per l'attività della stagione 2026/2027 arriva dalla giunta di Varese che ha deciso di sostenere chi si occupa di avviare alla pallanuoto da sempre giovanissimi e non solo, oltreché di sostenere questa disciplina agonistica, in base alle ore utilizzate in vasca e ai relativi costi della stagione 2025/2026 sostenuti in altre strutture come quella della Robur o la piscina di Ispra. Così nel bilancio comunale è stato stanziato l'importo di 119 mila euro che racchiude la spesa delle ore per proseguire l'attività in altre vasche "amiche" (44 mila euro nel bilancio 2026 e oltre 75 mila nel bilancio 2027).
Nella delibera di giunta si legge si spiega come il sostegno sia dovuto «per sopperire all'indisponibilità della piscina comunale a seguito della sua chiusura in data 30/06/2025»: così «a decorrere dalla stagione 2025/2026 si è reso necessario garantire la prosecuzione delle attività di promozione della disciplina della pallanuoto al fine di salvaguardare le realtà sportive cittadine mediante la stipula di apposite convenzioni con i gestori degli impianti sportivi disponibili».
Lo sport della pallanuoto è «fortemente radicato nella tradizione sportiva cittadina e da sempre promosso all’interno dell’impianto comunale “F. Fabiano” soprattutto attraverso le attività del settore giovanile, fulcro di tutto il movimento pallanuotistico del territorio».
La stessa giunta guarda anche al futuro e sulla trasformazione dell'ex area Aermacchi, dove il Comune «potrà disporre presumibilmente entro dicembre 2027 di un nuovo impianto natatorio, per utilizzo collettivo, che potrà soddisfare la domanda potenziale degli sport acquatici».
Le finalità dell'intervento del governo di Palazzo Estense è dunque quella di «sostenere direttamente anche per la prossima stagione sportiva 2026/2027 i costi relativi all'acquisto degli spazi acqua necessari, stipulando con altri impianti sportivi disponibili, apposite convenzioni» e punta a «mantenere inalterate le modalità di accesso alla pratica della pallanuoto agonistica senza gravare sui nuclei familiari cui fanno capo i soggetti che svolgevano l’attività presso la piscina comunale».
In assenza di un intervento comunale diretto ad assorbire gli extracosti derivanti dall’aumento delle spese legate allo spostamento delle attività (acquisto di spazi acqua, costi di trasporto, ecc.), si sarebbe infatti rischiato «un aumento rilevante e tendenzialmente insostenibile dei costi per l'accesso alla pratica della pallanuoto, con potenziale aumento del rischio di “drop-out” sportivo a livello cittadino, fenomeno sociale assolutamente da contrastare a tutti i livelli per il perseguimento del benessere psico-fisico nella popolazione giovanile».
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