Riceviamo e pubblichiamo la nota del Comune di Varese sul Piano di Governo del Territorio:
La calda estate 2026 ha reso ancora più evidente una realtà con cui le città devono fare i conti: il cambiamento climatico non è una questione astratta o lontana, ma qualcosa che entra nella vita quotidiana delle persone e modifica il modo in cui viviamo gli spazi urbani. L'obiettivo diventa così molto concreto: le città devono essere progettate per temperature che non sono più quelle a cui eravamo abituati. Il nuovo PGT di Varese che verrà adottato ai primi di settembre contiene una serie di strategie strutturali a questa esigenza.
Sebbene Varese sia già una città molto verde e con una buona qualità dell'aria, e non sia stata tra le città da bollino rosso per le temperature, il periodo tra il 17 e il 30 giugno 2026 è risultato il più intenso per temperatura media tra le ondate di calore registrate negli ultimi sessant'anni. E il caldo non si è fermato a giugno: nel corso dell'estate sono state registrate ulteriori ondate di calore, fino al nuovo record di 37,2°C raggiunto il 6 agosto. Anche a livello lombardo, i primi due mesi dell'estate hanno evidenziato temperature eccezionalmente elevate: a inizio agosto ARPA Lombardia ha definito l'estate 2026, sulla base dei dati disponibili, tra le più calde degli ultimi trent'anni.
È proprio alla luce di questa nuova realtà che assume ancora più valore la visione ambientale e climatica contenuta nel nuovo Piano di Governo del Territorio di Varese. Il PGT non si limita infatti a disegnare dove costruire o dove trasformare la città. Punta a costruire una Varese più capace di adattarsi al cambiamento climatico, intervenendo direttamente sul rapporto tra edificato, verde, suolo e acqua. «Questa estate ci ha dimostrato ancora una volta che il cambiamento climatico riguarda direttamente le nostre città – sottolinea il sindaco Davide Galimberti – Non possiamo limitarci a intervenire quando arrivano le emergenze. Dobbiamo progettare una città capace di affrontare il caldo, le piogge intense e gli effetti delle isole di calore. Per questo il nuovo PGT mette al centro oltre 64 ettari di depavimentazione e più di 6000 nuovi alberi: significa più suolo permeabile, più ombra, più verde e una Varese più resiliente. È il modo con cui la Città Giardino si prepara alle sfide dei prossimi decenni».
Uno degli interventi riguarda la de-pavimentazione di oltre 64 ettari di territorio, pari a più di 640 mila metri quadrati di superficie (come 90 campi da calcio), che potranno tornare permeabili ed in cui potranno essere piantumati alberi. È una scelta strategica per una città che deve prepararsi contemporaneamente a due fenomeni sempre più frequenti: il caldo intenso e gli eventi di pioggia molto concentrati. Meno superfici impermeabili significa infatti maggiore capacità del terreno di assorbire l'acqua piovana e, allo stesso tempo, la possibilità di ridurre l'accumulo di calore prodotto dalle superfici artificiali. Il principio è semplice: meno cemento dove non è necessario, più suolo che respira e assorbe acqua. Questa strategia rappresenta un cambio di paradigma: la rigenerazione urbana non significa soltanto recuperare ciò che è stato costruito, ma anche restituire spazio alla natura per aumentare il benessere dei cittadini. Dopo l'estate 2026, la sfida climatica non può più essere rimandata. E il nuovo PGT sceglie di affrontarla partendo da ciò che una città può concretamente cambiare: il suolo, gli alberi, il verde e gli spazi pubblici.
Il secondo grande numero relativo agli aspetti ambientali e climatici previsto dal PGT riguarda le alberature: sono previste piantumazioni di oltre 6000 nuovi alberi tra pubblici e privati. Gli alberi sono una vera infrastruttura urbana per affrontare il clima che cambia. Creano ombra, contribuiscono alla regolazione del microclima, aumentano la qualità degli spazi pubblici e rafforzano la biodiversità. In una città che durante l'estate può raggiungere temperature sempre più elevate, significa anche intervenire concretamente sul fenomeno delle isole di calore urbane: quelle zone dove cemento, asfalto ed edifici contribuiscono a trattenere il calore e rendono le temperature percepite ancora più elevate.
«La scelta del PGT - conclude il sindaco Galimberti - è quindi quella di considerare il verde, come avvenuto in questi anni con le migliaia di piantumazione, una vera infrastruttura fondamentale della città. Il nuovo PGT rafforza quindi la vocazione di Varese città ricca di verde attraverso una visione che mette insieme ambiente, biodiversità, permeabilità del suolo, alberature e connessioni ecologiche. L'obiettivo è costruire una città nella quale il verde non sia concentrato soltanto nei grandi parchi, ma sia sempre più presente anche nei quartieri, lungo le strade, negli spazi pubblici e nelle aree oggetto di rigenerazione».














