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Politica | 17 agosto 2026, 13:55

«Dal 34 al 5 per cento: la Lega deve trovare una via d’uscita dal declino»

Il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, in una lunga intervista al Corsera pone l’esigenza di un rinnovamento nel partito, non esclude la necessità di un passo indietro del segretario Salvini, rilancia federalismo e autonomia. Su Roberto Vannacci: «Un anno e mezzo fa aveva giusto scritto un libro, ora ha cambiato il quadro politico»

«Dal 34 al 5 per cento: la Lega deve trovare una via d’uscita dal declino»

Sono tanti gli spunti che il governatore lombardo e dirigente leghista Attilio Fontana ha lanciato nell’intervista a Giampiero Rossi sul Corriere della Sera di oggi, 17 agosto. Tanti e dirompenti, almeno potenzialmente. Perché si parte da dati di fatto e si arriva a ipotizzare  1) una nuova impostazione del partito, 2) un connesso passo indietro del segretario Matteo Salvini, 3) un ritorno convinto a temi quali federalismo e autonomia, 4) la nascita di una associazione che alimenti il confronto e proponga (alla Lega e solo alla Lega?) nuove soluzioni per affrontare le sfide dell’Italia (forse del Nord).

La base è data dai numeri. «Siamo passati dal 34 al cinque per cento, un problema c’è» rimarca Fontana. Il crollo è forse presentato in modo un po’ drastico (termometropolitico, pubblicando l’abituale media di tutti i sondaggi politici sulle intenzioni di voto, al momento riconosce alla Lega un 6,1 per cento, più o meno il livello di Alleanza Verdi Sinistra, mentre Futuro Nazionale, al 6,8, sta via via allungando sul partito di Salvini).

Come uscirne? Il governatore elenca: creare un nuovo “luogo di dibattito”, ossia un’associazione larga e aperta che discuta temi come la modernizzazione dello Stato; tornare a remare verso federalismo e autonomia delle amministrazioni locali; diritti civili (senza ulteriori precisazioni); una leadership collettiva (evidentemente non compatibile con l’assetto attuale e con la posizione di Matteo Salvini). Rossi incalza facendo presente che anche Vannacci, quando era nella Lega, costituì un’associazione, poi si smarcò fondando un nuovo partito… Non ho la sfera di cristallo, reagisce il governatore, poco dopo avere ricordato l’ascesa del generale: «Un anno e mezzo fa aveva giusto scritto un libro (…) poi ha cambiato impostazione, il quadro politico, le necessità».

 E se il presidente della Regione spende parole positive per la «…credibilità internazionale guadagnata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni» e per la «…credibilità finanziaria conquistata dal ministro Giancarlo Giorgetti», sul possibile passo indietro di Salvini dice: «Nessuna soluzione va esclusa a priori. La Lega non teme il cambiamento».

Redazione


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