In occasione della festa conclusiva del Campus 2026 di Sesto Calende abbiamo intervistato Alberto Quaglini, storico presidente del Circolo Sestese e da anni punto di riferimento per le famiglie del territorio, e Valeria Spinelli, figura sempre più centrale nell’organizzazione dell’iniziativa.
Giunto nel mese di giugno alla sua ventisettesima edizione, il campus estivo rappresenta ormai un appuntamento consolidato per la comunità sestese, per le famiglie e soprattutto per i ragazzi. Anche quest’anno l’iniziativa ha registrato una partecipazione molto ampia, confermandosi un grande successo grazie al lavoro organizzativo, al sostegno dell’Amministrazione comunale e all’impegno quotidiano degli educatori, degli animatori e di tutto lo staff.
«Siamo orgogliosi del nostro Campus, che è molto diverso dalle altre proposte presenti sul territorio», commenta Alberto Quaglini. «Il nostro obiettivo è utilizzare lo sport come scuola di vita, non soltanto dal punto di vista fisico. Il segreto del successo credo sia stato quello di trasformare un problema in un’opportunità: non abbiamo più a disposizione la Marna, ma possiamo contare su numerose strutture nelle quali i ragazzi possono ritrovarsi e svolgere tante attività differenti. Il nostro fine è creare passioni e interessi, contribuendo anche a superare alcune difficoltà sociali».
Il progetto del Campus nasce da una domanda precisa: “Che cosa possiamo fare per aiutare i ragazzi a diventare grandi in modo serio e responsabile?”. La risposta, secondo Quaglini, è semplice: «Dobbiamo sostenerli nelle diverse situazioni, attraverso lo sport ma anche mediante attività sociali, incontri formativi e molte altre esperienze».
Attività e sedi differenziate in base all’età
Uno degli elementi caratterizzanti del Campus è la suddivisione dei partecipanti in gruppi organizzati per fasce d’età. Le attività e le strutture vengono infatti scelte in base alle diverse esigenze dei bambini e dei ragazzi. I partecipanti sono distribuiti tra la scuola Ungaretti, lo Sporting di Lisanza, il Campeggio Lido OK, la piscina Wave e gli spazi del Parco Europa. Nel corso della stessa settimana i gruppi possono cambiare sede in funzione delle attività programmate.
«Le proposte vengono organizzate diversamente a seconda dell’età», spiega Quaglini. «Alcuni ragazzi praticano canoa o wakeboard, altri partecipano a gite o ad attività pensate appositamente per la loro fascia d’età. Questo ci permette di utilizzare linguaggi differenti e di proporre esperienze più adatte alla maturità di ciascun gruppo. È un modo per accompagnarli nella crescita».
Il Campus mantiene una forte impronta sportiva e nasce anche con l’obiettivo di far conoscere discipline diverse, grazie alla collaborazione con numerose associazioni del territorio. I ragazzi possono provare nuove attività durante l’estate e, successivamente, decidere di proseguire iscrivendosi alle associazioni sportive locali. Accanto allo sport trova però spazio anche una particolare attenzione ai temi sociali, educativi e inclusivi. Sono inoltre previsti momenti di confronto con professionisti, tra cui un incontro nei prossimi giorni con una psicologa e docente dedicato al tema delle emozioni.
«Curiamo molto la crescita sociale e umana dei ragazzi», sottolinea Quaglini. «Per noi lo sport è soprattutto uno strumento utile per trasmettere valori».
Il sostegno dell’Amministrazione comunale
Fondamentale, secondo il presidente del Circolo Sestese, è stato anche il supporto dell’Amministrazione comunale guidata dalla sindaca Betta Giordani. «Desideriamo ringraziare davvero molto il Comune, sia per il patrocinio sia per averci messo a disposizione le location», afferma Quaglini. «Grazie a questo sostegno possiamo contenere i costi organizzativi e mantenere le rette il più possibile accessibili alle famiglie».
Valeria Spinelli: «Circa 360 iscritti e una squadra di animatori qualificati»
A tracciare un bilancio dell’edizione 2026 è anche Valeria Spinelli. «Questo è il ventisettesimo anno in cui organizziamo il centro estivo», spiega. «Le realtà promotrici sono l’OdV Circolo Sestese e l’ASD Mago Libero. Quest’anno abbiamo registrato circa 360 iscritti. Ringraziamo le famiglie per la fiducia che continuano ad accordarci da così tanto tempo. Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto, reso possibile dalle competenze e dalla professionalità degli educatori e degli animatori che ogni giorno affiancano i bambini».
Una particolare attenzione viene riservata proprio agli animatori, considerati il cuore dell’intero progetto. «Quest’anno le loro competenze sono state fondamentali, sia dal punto di vista umano sia sotto il profilo organizzativo e della gestione dei gruppi», prosegue Spinelli. «Molti collaborano con noi da parecchio tempo e questa esperienza si vede. In ogni gruppo erano presenti coordinatori capaci di gestire le diverse situazioni con grande professionalità».
La preparazione del Campus comincia già nel mese di febbraio, con riunioni organizzative e momenti di formazione durante i quali vengono illustrate le regole, le modalità di gestione dei gruppi e i valori che guidano il progetto. Gli animatori maggiorenni seguono indicativamente un rapporto di uno ogni dieci bambini. Al loro fianco operano anche ragazzi di 15 e 16 anni, che svolgono una funzione di supporto e hanno così l’opportunità di imparare, collaborare e sviluppare un maggiore senso di responsabilità. Ogni settimana vengono impiegati circa 30 animatori. L’età varia generalmente dai 19 ai 25 anni, ma sono presenti anche figure adulte e di maggiore esperienza, in alcuni casi fino ai 55 anni. Il Campus si conferma quindi non soltanto un luogo di svago estivo, ma un vero progetto educativo e comunitario.














