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Politica | 01 luglio 2026, 15:10

Ristorni ai comuni di frontiera, Italia Viva: «Il governo sta incrinando un patto costruito in decenni»

«Il blocco dei ristorni non è solo una questione contabile ma un segnale politico grave», denuncia Salvino Reina (Italia Viva). «I territori di confine non sono periferie dello Stato ma laboratori europei: serve un passo indietro per tutelare accordi e fiducia tra Italia e Svizzera»

Ristorni ai comuni di frontiera, Italia Viva: «Il governo sta incrinando un patto costruito in decenni»

Il confine non è una linea che separa, ma un luogo che unisce. Lo dimostrano ogni giorno le decine di migliaia di lavoratori che lo attraversano, le imprese che vivono di relazioni economiche reciproche e le comunità che, da entrambe le parti, condividono interessi, servizi e prospettive. Per questo il blocco dei ristorni destinati ai comuni italiani di frontiera non rappresenta soltanto una questione contabile, ma un segnale politico che rischia di incrinare un rapporto costruito in decenni di collaborazione.

«Da ormai troppo tempo – afferma Salvino Reina, presidente provinciale di Italia Viva Varese e assessore al bilancio e ai frontalieri del Comune di Saltrio – il governo di centrodestra, sia nazionale che regionale, affronta con leggerezza e superficialità un tema che invece rappresenta un banco di prova per la credibilità delle istituzioni».

I comuni di frontiera attendono risorse sulle quali hanno costruito bilanci e programmazioni e assistono con crescente preoccupazione a una situazione che rischia di compromettere servizi, progetti e opere già avviate.

«Forse è bene ricordare – prosegue Reina – al ministro Giorgetti e al presidente Fontana che i territori di confine non sono periferie dello Stato, ma laboratori europei nei quali ogni giorno si misura la capacità delle istituzioni di collaborare oltre i confini nazionali. È necessario fare un passo indietro su quella che viene definita “tassa sulla salute”, che ha già generato tensioni nei rapporti italo-svizzeri e si è dimostrata incostituzionale, di difficile applicazione, iniqua e inefficace rispetto agli obiettivi dichiarati».

Secondo Italia Viva, Governo e Regione devono uscire rapidamente dall’impasse non per una concessione ai Comuni o ai frontalieri, ma per garantire il rispetto degli accordi internazionali e la stabilità dei rapporti istituzionali. La credibilità di uno Stato, infatti, si misura anche dalla capacità di mantenere gli impegni assunti.

Mettere a rischio il sistema dei ristorni significherebbe, inoltre, compromettere un meccanismo che ha garantito negli anni equilibrio e collaborazione tra territori. Pur nel contesto del nuovo accordo fiscale sui frontalieri, che ha modificato regole consolidate, resta centrale il principio alla base dei ristorni: riconoscere che il lavoro oltreconfine produce effetti economici e sociali che richiedono responsabilità condivise. La sua cancellazione rischierebbe di alimentare diffidenza invece che cooperazione.

«I ristorni ai comuni – conclude Reina – non sono un privilegio né una concessione politica, ma il simbolo di un patto tra territori che condividono economia, infrastrutture e persone. Il Governo Meloni e la Regione guidata dal leghista Fontana stanno incrinando questo patto in modo grave e incomprensibile. In gioco non ci sono soltanto decine di milioni di euro, ma la qualità dei rapporti tra Italia e Svizzera e la fiducia delle comunità di confine nelle istituzioni. E quella fiducia, una volta persa, è molto più difficile da ricostruire di qualsiasi ristorno».

Comunicato Stampa


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