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Ultim'ora | 22 giugno 2026, 11:56

Emicrania, contro stigma e ritardi diagnostici arriva il docufilm 'Una vita a metà'

Emicrania, contro stigma e ritardi diagnostici arriva il docufilm 'Una vita a metà'

(Adnkronos) - In Italia sono circa 6 milioni le persone che soffrono di emicrania. Non si tratta di un 'semplice' mal di testa ma di una seria malattia neurologica che colpisce maggiormente le donne (rapporto 3:1 rispetto al genere maschile). È poi molto frequente tra le persone di età compresa tra i 25 e i 55 anni. Gli attacchi di emicrania possono essere caratterizzati da forti cefalee pulsanti, deficit cognitivi, sensibilità alla luce e ai rumori e nausea, con conseguenti limitazioni significative nelle attività quotidiane. L’Organizzazione mondiale della sanità posiziona l’emicrania severa in una scala da 1 a 7 al più alto grado di disabilità, al pari della demenza. In occasione di giugno, il mese dedicato alla consapevolezza dell’emicrania, la comunità scientifica e le associazioni dei pazienti uniscono le forze per lanciare un messaggio chiaro. La malattia oggi può essere trattata grazie a percorsi di cura mirati e a terapie di ultima generazione, riservate però ancora a pochi. È necessario superare gli ancora troppo frequenti ritardi diagnostici, rivolgersi subito ai Centri Cefalee per una diagnosi tempestiva e garantire un accesso più equo alle cure. Attraverso una presa in carico da parte di strutture idonee è possibile diminuire l’impatto della malattia che costringe i pazienti ad anni di sofferenze. 

Per sensibilizzare il grande pubblico contro lo stigma causato dalla malattia è disponibile su Prime Video il documentario 'Una vita a metà'. È stato scritto e diretto da Donatella Romani e Roberto Amato, prodotto da Telomero Produzioni e realizzato - iforma una nota - con il contributo non condizionante di AbbVie. La pellicola vede la partecipazione dell'attrice Francesca Cavallin nel ruolo di narratrice. Sono raccolte le testimonianze di personaggi noti come lo stand-up comedian Saverio Raimondo, la giornalista del Corriere della Sera Monica Guerzoni e il canottiere olimpico Matteo Sartori. Attraverso le loro storie si vuol far comprendere cosa significhi realmente convivere con una malattia 'invisibile'. L'opera esplora l'impatto della patologia sul lavoro, sugli affetti e sulla vita sociale, mostrando però anche il punto di svolta: la rinascita grazie alle nuove cure.  

"L'emicrania è stata per molto tempo considerata la Cenerentola delle malattie neurologiche - sottolinea Alessandra Sorrentino, presidente Associazione Al.Ce. Alleanza cefalalgici -. Per fortuna qualche anno fa qualcosa è cambiato e sono arrivati trattamenti innovativi e specifici. Ė una patologia che non può essere sottovalutata perché impatta gravemente sulla vita delle persone che ne soffrono, soprattutto quando evolve in forma cronica, rendendo veramente difficile affrontare anche le più semplici azioni quotidiane. Tutto questo non è ancora percepito in modo corretto da parte dell’opinione pubblica e spesso anche dagli stessi pazienti. A nostro avviso sono estremamente importanti iniziative come il mese di sensibilizzazione e il documentario 'Una vita a metà'. Fare una corretta informazione significa abbattere il muro del pregiudizio, dare dignità sociale alle persone che soffrono di questa malattia neurologica invisibile e spingerle a non rassegnarsi, ricordando loro che la sofferenza non è un destino ineluttabile". 

 

Nel panorama della gestione dell’emicrania - si legge - la più recente innovazione è rappresentata dai gepanti, classe di farmaci progettati per il trattamento e la prevenzione della malattia. Agiscono come antagonisti orali del recettore del Cgrp (peptide correlato al gene della calcitonina). 

"Per anni abbiamo curato l’emicrania con farmaci già utilizzati per altre patologie e che però determinavano pesanti effetti collaterali - aggiunge Piero Barbanti, ordinario di Neurologia, Università Irccs San Raffaele di Roma, direttore Unità per la cura e la ricerca su Cefalee e Dolore -. L'introduzione degli anticorpi monoclonali prima e dei gepanti ora segna una rivoluzione senza precedenti. Sono disponibili molecole orali specifiche ed efficaci che possono sia prevenire l’attacco che spegnerlo. Ciò semplifica la vita del paziente e modifica la storia naturale della malattia. È però cruciale che le persone si affidino ai centri di riferimento e che vengano snellite le lunghe lista di attesa. Il sistema attuale presenta ancora delle lacune. Diventa fondamentale facilitare l'accesso ai trattamenti per i pazienti cronici e intercettare i pazienti episodici, perché più a lungo un paziente aspetta per essere curato, più difficile e costoso sarà gestire l'emicrania e le sue conseguenze". 

"Ascoltare le storie di chi vive con l’emicrania ci ha toccato profondamente - affermano gli autori del documentario Donatella Romani e Roberto Amato - L’obiettivo del nostro lavoro è stato duplice, da un lato aumentare la conoscenza della patologia per combattere stigma e pregiudizio di chi considera l’emicrania “un banale mal di testa”, e dall’altro incoraggiare i pazienti a chiedere aiuto e rivolgersi agli specialisti perché oggi grazie all’innovazione l’emicrania non è più una condizione a cui doversi rassegnare". "Siamo orgogliosi di aver sostenuto un progetto che mette al centro l’esperienza dei pazienti e contribuisce a diffondere una maggiore consapevolezza dell’emicrania - conclude Irma Cordella, Corporate Affairs Director AbbVie Italia -. Il nostro impegno nella ricerca scientifica nell’ambito delle neuroscienze va di pari passo con la responsabilità sociale. Crediamo nella comunicazione accessibile, seppur rigorosa e vicina alle persone, come strumento per promuovere una corretta informazione". 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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