Volti e immagini che "parlano" del trionfo della Solbiatese, tornata in Serie D dopo 15 anni (leggi e guarda QUI ma anche QUI).
«Abbiamo chiuso il cerchio di una crescita iniziata nel 2019, varcando le porte della Serie D - le parole del direttore Carmine Gorrasi - La società è partita dal nulla con 20 palloni e 2 campi in terra, adesso abbiamo una struttura importante, due stadi e la promozione».
«Arriviamo da due stagioni in cui abbiamo perso la finale della Coppa Italia nazionale che valeva la D davanti a 3 mila persone e da un campionato perso di un punto: questa vittoria nasce anche da quelle sconfitte. È stato importante non lasciare andare il filo di tutto il discorso quando poteva anche succedere: la società è stata brava a continuare a credere nel progetto. Voglio però spendere due parole per la Soncinese che ha perso uno spareggio promozione e, ora, questa finale: spero che possano arrivare anche loro in D» aggiunge Gorrasi.
«Ora bisogna iniziare un nuovo progetto, vediamo cosa c'è nel futuro della Solbiatese» conclude il ds.
Luca Guidetti e Marco Gasparri sono i due condottieri da categoria superiore che hanno riportato la Solbiatese in una categoria superiore. «Ieri è stata decisiva la reazione da grande squadra con il gol di "Gas" un minuto dopo il rigore subito. È venuto tutto da sé perché ci sentivamo all'altezza» dice Luca. «Inizio difficile, annata dura ma abbiamo raccolto quanto meritato - aggiunge Gasparri - ci godiamo questa giornata. Per questi ragazzi farei anche il portiere. Siamo stati forti, in queste partite avevamo la sensazione che non ci potesse battere nessuno. E noi siamo stati chiamati perché questo accadesse».
Ed ecco Daniele Lonardi e Tommaso Minuzzi, la forza delle origini e delle radici di un percorso partito in Promozione. «Ci siamo presi una grande rivincita - dicono Daniele e Tommaso - soprattutto per noi che ci siamo da sempre. Gli incidenti di percorso e le difficoltà ci hanno fatto diventare più forti. Lo zoccolo duro come noi... ha tenuto duro. Tutti in questo gruppo hanno dato il sangue per la Serie D. Ringraziamo anche Bobbo, Galli e Fiorella che hanno sempre risposto mettendoci tutto. Siamo stati forti in campo e fuori, dandoci una mano nei momenti in cui stavamo barcollando: lì, in realtà, abbiamo vinto».
































































































