Grazie alle telecamere di videosorveglianza e ai sistemi di lettura targhe, la polizia locale, in collaborazione con i carabinieri, ha individuato il presunto autore di un abbandono di rifiuti davanti alla sede di Coinger di Jerago con Orago. Il Comune ha presentato denuncia all’autorità giudiziaria delle norme penali in materia.
È la prima volta che si procede in via penale e non con una semplice sanzione amministrativa: per effetto della Legge 147/2025, l’abbandono di rifiuti costituisce oggi reato, punito con ammenda fino a 18.000 euro e, se commesso con un veicolo, con la sospensione della patente da 4 a 6 mesi.
Nei giorni scorsi il sistema di videosorveglianza comunale, integrato dai dispositivi di lettura targhe, ha registrato lo scarico di rifiuti davanti alla sede di Coinger, l’ente che gestisce il servizio di raccolta per i Comuni del territorio. L’attività di indagine della polizia locale, condotta in collaborazione con i carabinieri, ha consentito di risalire al presunto responsabile, un cittadino residente ad Azzate.
Il Comune, congiuntamente all’Arma dei carabinieri, ha quindi presentato denuncia all’autorità giudiziaria per la violazione dell’art. 255 del D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale) e dell’art. 639 del Codice Penale (deturpamento di cose altrui).
Si tratta della prima volta in cui l’amministrazione procede con una denuncia penale anziché con la sola sanzione amministrativa. La scelta è resa possibile dal nuovo quadro normativo ed è proporzionata alla gravità della condotta accertata.
Il nuovo quadro normativo: l’abbandono di rifiuti è un reato
Con il decreto-legge 116/2025 (cosiddetto decreto “Terra dei Fuochi”), convertito nella Legge 147/2025, l’abbandono di rifiuti non costituisce più un illecito amministrativo che si esaurisce con il pagamento di una multa: è un reato, che comporta l’apertura di un procedimento penale,l’iscrizione nel registro degli indagati e, in caso di condanna, l’annotazione nel casellario giudiziale.
Le conseguenze previste dalla legge sono le seguenti: ammenda penale da 1.500 a 18.000 euro per l’abbandono di rifiuti non pericolosi (art. 255, comma 1, D.Lgs. 152/2006); sospensione della patente di guida da 4 a 6 mesi se l’abbandono avviene utilizzando un veicolo a motore; reclusione da 6 mesi a 5 anni nei casi più gravi, quando dal fatto deriva pericolo per la salute o per l’ambiente (art. 255-bis); reclusione da 1 a 5 anni in caso di abbandono di rifiuti pericolosi (art. 255-ter); reclusione fino a 6 mesi o multa per il deturpamento di cose altrui (art. 639 Codice Penale); arresto fino a 1 anno per chi non ottempera all’ordinanza sindacale di rimozione e ripristino dei luoghi; obbligo di rimozione dei rifiuti e di ripristino dello stato dei luoghi, con costi interamente a carico del responsabile.
La normativa consente inoltre espressamente l’accertamento del reato tramite sistemi di videosorveglianza, anche in modalità differita: le immagini registrate dalle telecamere e dai lettori targa installati sul territorio sono pienamente utilizzabili come prova, come dimostra il caso in questione.
Un presidio costante del territorio
L’amministrazione comunale di Jerago con Orago, guidata dal sindaco Emilio Aliverti, evidenzia che il territorio è presidiato da sistemi di videosorveglianza attivi e che le immagini consentono di risalire ai responsabili anche a distanza di tempo «Chi pensa di liberarsi dei propri rifiuti scaricandoli sul territorio deve sapere che oggi non rischia più soltanto una multa - spiegano - ma rischia un processo penale, la sospensione della patente e una condanna che resta sul casellario giudiziale. Abbandonare rifiuti non conviene mai — né civicamente, né economicamente, né penalmente. Ringraziamo la polizia locale e l’Arma dei carabinieri per l’attività svolta e ricordiamo che il corretto conferimento dei rifiuti attraverso i servizi di raccolta Coinger e i centri di raccolta è capillare, strutturato e a disposizione».














