Maltrattamenti ai danni di ospiti disabili di un centro diurno di Cassano Magnago. E' questa l'accusa di cui dovrà rispondere un ausiliario socio-assistenziale residente in provincia. Nei giorni giorni scorsi i carabinieri di Cassano Magnago, parte della Compagnia di Busto Arsizio, gli hanno notificato un'ordinanza di applicazione della misura cautelare interdittiva emessa dal Gip del tribunale di Busto Gianmarco Cantalini.
La misura prevede «il divieto di esercitare il pubblico servizio di ausiliario socio-assistenziale e tutte le attività ad esso inerenti per la durata di mesi dodici e del divieto di esercitare la professione in forma privata di ausiliario socio-assistenziale per la durata di mesi dodici» come reso noto dai carabinieri in una nota stampa.
L'accusa a carico dell'uomo è di maltrattamenti continuati ai danni di ospiti di un centro diurno di Cassano Magnago, affetti da gravi disabilità e l'operazione dei carabinieri costituisce l'esito di una attività di indagine svolta grazie a intercettazioni ambientali di conversazioni e comunicazioni tra presenti che hanno avuto luogo all'interno dei locali del centro diurno, disposte dal pubblico ministero della Procura di Busto Arsizio Flavia Salvatore.
Secondo il quadro accusatorio l'operatore socio-assistenziale avrebbe, in base all'imputazione elevata a suo carico dal pubblico ministero, «posto in essere nei confronti dei soggetti disabili reiterate condotte di violenza fisica - ricorrendo a metodi di contenimento sproporzionati rispetto alle esigenze - verbale e psicologica» si legge nella nota.
Sempre secondo le accuse, l'indagato - per il quale vale il principio della presunzione di innocenza fino all'eventuale sentenza di condanna definitiva - «avrebbe frequentemente adottato atteggiamenti aggressivi ed intimidatori nei confronti degli ospiti giungendo a compiere atti di violenza fisica come torcere loro i polsi, colpirli con schiaffi o con cuscinate o bagnarli con pistole ad acqua. In una circostanza lo stesso avrebbe anche avvolto del nastro adesivo sul volto di un paziente coprendogli naso e bocca» conclude la nota degli investigatori.














