La graziosa leggerezza di una bimba che volteggia su una trave può essere un’immagine come tante altre di una semplice e sana precocità sportiva, bella e piena di speranza ma non degna di particolare nota. E così i suoi occhi felici in cima a un podio, coppa in mano e medaglia al collo, sono normalmente una notizia che vola via.
Tutto questo fino a un cognome, che cambia il flusso della logica, accende il ricordo e moltiplica l’affetto: quegli occhi, quella medaglia, quella coppa sono una storia che continua e un filo d’amore che congiunge il presente a un passato comune pieno di gioia e orgoglio.
Quegli occhi, quella medaglia, quella coppa sono di Bianca Pereira Neto de Sousa, figlia di Leônidas Neto Pereira de Sousa, il Neto biancorosso, a suo modo una leggenda del nostro piccolo mondo antico calcistico, con le sue oltre 160 presenze nel Varese, i suoi gol, la sua Serie B e tutto quello che prima c’era e ora non c’è più.
Orgoglio di papà e mamma, Bianca - 9 anni - si è laureata campionessa ai campionati nazionali di ginnastica artistica Csen, categoria Eccellenza, che si sono disputati a Cesenatico, portando un programma che comprendeva parallele, corpo libero, trave e volteggio. La piccola ginnasta fa parte dell’asd SkillGym e con i suoi allenatori - Luca e Sara - e le sue compagne - Alice, Arianna e Irene - ha fatto en plein, conquistato il podio (in questo caso il terzo gradino) anche nella gara a squadre di Acrobat.
La classe, insomma, non è acqua. Su un campo da calcio, nel chiuso di una palestra, mentre accarezza i piedi di un bomber o sfida la gravità in un salto giovane cui auguriamo di non atterrare mai.
















