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Malpensa | 29 maggio 2026, 16:42

FOTO e VIDEO. Rinasce Cascina Malpensa: posata la prima pietra per la base dei Carabinieri "Cacciatori delle Alpi"

Cerimonia questa mattina a Somma Lombardo, appena al di fuori dello scalo aeroportuale, alla presenza del ministro Giorgetti e del generale Luongo. Il nuovo reparto speciale contrasterà lo spaccio nei boschi tra Varesotto, Comasco e Brianza. Un investimento di 30 milioni di euro per la nuova caserma di Case Nuove che ospiterà anche la Stazione aeroportuale e il Nucleo Cites. Giorgetti: «Non è un costo, ma un investimento per la comunità»

Un luogo simbolo della storia del nostro territorio si prepara a diventare un punto di riferimento fondamentale per la sicurezza del Nord Italia. Questa mattina, alle 10, la località Case Nuove di Somma Lombardo ha fatto da cornice alla solenne cerimonia di posa della prima pietra di quella che sarà la caserma dell'istituendo Squadrone Carabinieri Eliportato "Cacciatori delle Alpi", primo a venire istituito al di fuori del Mezzogiorno.

All'interno della storica struttura denominata Cascina Malpensa, l'evento del 29 maggio 2026 ha preso il via con l'alzabandiera, di fronte a un imponente schieramento in armi. Erano infatti presenti i militari del Comando provinciale di Varese, le Squadre d’Intervento Operativo del 3° Reggimento "Lombardia", ma soprattutto i baschi rossi dei Carabinieri Cacciatori giunti dagli Squadroni di "Calabria", "Sardegna", "Sicilia" e "Puglia", affiancati da una pattuglia a cavallo e dalla Fanfara.

A delineare i contorni tattici e storici dell'operazione è intervenuto il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, generale Salvatore Luongo. «Ci troviamo qui per condividere un momento importante, un momento in cui la storia smette di essere racconto e diventa eredità» ha esordito il Comandante, spiegando come la nuova infrastruttura non ospiterà solo i Cacciatori delle Alpi, ma accoglierà anche la Stazione Carabinieri dell'aeroporto di Malpensa e il Nucleo Cites. Un vero e proprio «presidio strategico, capace di rafforzare la nostra presenza operativa in uno snodo fondamentale per il Paese».

La scelta di istituire uno squadrone di "Cacciatori" al Nord risponde a un'emergenza ben precisa, emersa con forza negli ultimi anni nelle nostre zone. Nati nel 1991 per fronteggiare la piaga dei sequestri di persona in Aspromonte e Barbagia, oggi questi militari altamente specializzati sono chiamati a una nuova sfida. L'istituzione di un presidio settentrionale, forte delle esperienze maturate al Sud, è dettata dall'esigenza di «garantire la migliore sicurezza possibile alla collettività», ha sottolineato il generale Luongo. «La specificità operativa dei Cacciatori si è rivelata la risposta più incisiva per contrastare le cosiddette piazze dello spaccio. Un fenomeno complesso da contrastare, che impegna costantemente i carabinieri e le forze dell'ordine, mettendo in serio pericolo la sicurezza dei cittadini». La vicinanza all'aeroporto, inoltre, garantirà tempistiche di intervento rapidissime grazie all'impiego degli elicotteri per il trasporto delle unità tattiche.

Dal punto di vista istituzionale e finanziario, è toccato al Ministro dell'Economia e delle Finanze, il varesino Giancarlo Giorgetti, illustrare il peso dell'opera, non mancando di fare un tuffo nel passato. Il ministro ha ricordato come proprio in quest'area, nel maggio del 1910, Gianni Caproni fece decollare il primo aereo sul territorio italiano, un leggero biplano costruito proprio in quella cascina. «Un edificio, dunque, con una storia alle spalle e un forte valore simbolico, ma nel tempo purtroppo abbandonato al decadimento» ha ricordato Giorgetti. «Ora è pronto a rinascere con una nuova funzione grazie all'Arma dei Carabinieri».

L'opera, sostenuta anche dall'impegno politico locale (il ministro ha citato pubblicamente l'onorevole Stefano Candiani per essersi speso per l'iniziativa), comporterà un investimento di circa 30 milioni di euro, garantito da un apposito capitolo di bilancio pluriennale. Una cifra che, per il titolare del Mef, ha un significato preciso: «Questa linea di spesa non va intesa come un costo per lo Stato, ma soprattutto come un investimento in sicurezza per la nostra comunità. Un impegno per restituire legalità a fette di territorio ostili, diventate terre franche di bande criminali e di spacciatori». Territori boschivi che, per la loro naturale morfologia, offrono rifugi ideali tra la fitta vegetazione, specialmente nelle province di Varese, Como e Monza e Brianza.

La cerimonia si è poi conclusa con la posa effettiva del primo mattone, seguita dalla benedizione religiosa e dagli onori militari finali. Una giornata che segna un punto di svolta tangibile per le dinamiche di contrasto alla criminalità nel Varesotto e in tutto il Nord Italia, portando "dal basso", per usare le parole del ministro, una risposta concreta alle istanze di sicurezza dei cittadini e dei sindaci del territorio.

Soddisfazione anche per il sottosegretario all'Interno Nicola Molteni: «Il cantiere aperto oggi dimostra ancora una volta l’impegno concreto del Governo e della Lega sul fronte della sicurezza. E' un progetto che avrà un impatto molto significativo per la sicurezza di un’area molto vasta del Nord Italia. Grazie all’insediamento in una posizione strategica di questo nuovo reparto dell’Arma altamente specializzato nelle operazioni in aree boschive e impervie, che potrà contare su ben 100 militari, intensificheremo le attività di contrasto all’illegalità e ai fenomeni criminali, in particolar modo allo spaccio di sostanze stupefacenti. La nuova unità di baschi rossi, che va ad aggiungersi a quelle già presenti nel territorio di Como e Varese, garantirà, in sinergia con tutte le istituzioni locali di sicurezza, un presidio stabile e costante per rafforzare ed estendere le operazioni che in questi anni hanno dato risultati straordinari, riuscendo a stanare i pusher che oltraggiano i nostri boschi, trasformandoli in supermarket della droga a cielo aperto e seminando morte nelle nostre comunità. Andiamo avanti con determinazione nella lotta senza quartiere contro questi delinquenti senza scrupoli, riaffermiamo la presenza dello Stato e ripristiniamo la vivibilità dei nostri territori, sottraendoli a criminalità e degrado».

Giovanni Ferrario

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