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Territorio | 28 maggio 2026, 08:36

Davide e il suo amore per la bicicletta: dopo le corse da giovane la bottega a Laveno per ripararle: «Così riscopro l'anima del ciclismo»

La passione di Davide Brughera per le due ruote nasce a sette anni quando inizia a gareggiare nella categoria Giovanissimi e poi di pedalata in pedalata fino alla Juniores, con lusinghieri successi: «Oggi ho 36 anni e sono soddisfatto della scelta fatta a 17 di andare a bottega per imparare a riparare bici di ogni tipo. Pedalare fa bene alla mente e al cuore, agli appassionati dico di non dare troppo peso ad una tecnologia sempre in evoluzione, ma di godersi la natura attraverso la bicicletta»

Davide Brughera con la moglie Valentina

Davide Brughera con la moglie Valentina

La passione per la bici di Davide Brughera di Laveno Mombello è qualcosa di molto particolare e intimo, che nasce da lontano: inizia a sette anni a correre nella categoria Giovanissimi e poi macinando chilometri su salite e pianure non solo del Varesotto, passa nelle categorie Esordienti, Allievi, Juniores under 23 portando a casa lusinghieri successi.

Poi come spesso capita nella vita, arriva il momento di fare delle scelte che guardano al futuro e così Davide lascia il mondo delle corse agonistiche, per iniziare la professione del riparatore di biciclette di ogni tipologia.

Davide ci racconta come è nata questa scelta? 

Ho iniziato prestissimo a correre, poi sono andato a bottega per acquisire competenze e professionalità per imparare a riparare le biciclette. Ho seguito qualche corso e ancora oggi devo stare sempre "sul pezzo" e al passo con i tempi sulle tecniche avanzate; oggi il settore della mobilità dolce è in continua evoluzione e occorre essere sempre competenti ed aggiornati per eseguire diagnosi ed effettuare riparazioni.

Dopo il periodo di apprendistato ha aperto il suo negozio a Laveno?

Sono 10 anni quest' anno che svolgo questa attività in proprio in via Labiena 91, devo dire con grande soddisfazione. 

Cosa l'ha spinta a svolgere questa professione?

La voglia di mettermi in gioco, la voglia di costruire qualcosa con le mie mani. Nell'attività mi aiuta mia moglie Valentina che si è appassionata nel tempo; adesso che ho 36 anni sono contento della scelta che ho compiuto, è stata dura, ma sono arrivato al traguardo. Certo non è finita, devo ancora fare meglio, ma professionalità, competenza e qualità del lavoro ci vengono riconosciute dai nostri clienti e questo ci aiuta ad andare avanti e a migliorarci sempre. 

Com'è cambiata la sua professione in questi anni?

Come tutte le professioni anche questa si è evoluta e anche in futuro ci saranno cambiamenti, per questo bisogna sempre rimanere aggiornati e offrire al cliente un servizio che va oltre il prezzo e la qualità, cercando di fornire consigli giusti. Quando sistemo qualche bici storica mi sembra di riscoprire l'anima del ciclismo di un tempo, attraverso la meccanica di una volta. 

Quali consigli possiamo dare agli appassionati della mobilità dolce?

Di godersi la natura attraverso la bicicletta, di prendere tutto come divertimento e passione e di non dare troppo peso ad una tecnologia seempre più in evoluzione. Pedalare fa bene alla salute, sia al corpo che alla mente, pedalare aiuta ad alleviare lo stress e a migliorare l'umore, oltre che socializzare e a conoscere posti nuovi. 

Claudio Ferretti

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