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Calcio | 22 maggio 2026, 08:33

La beffa di Empoli e un Varese arcigno, caparbio e generoso a cui mancava solo il gol: ricordi anche da lassù, vero mister Magni?

Alfredo Magni, che si è spento all'età di 86 anni, non riuscì ad impedire la caduta in C2 dei biancorossi nel '90/91: servivano i tre punti in Toscana all'ultima giornata, prima di una delle beffe più clamorose della storia del club con un incredibile gol dell'1-1 subito all'87'. Sarebbe bastato avere ancora Tatti-gol o Gigi Zerbio, esattamente come l'anno successivo in cui il tecnico lecchese giunse terzo. Solo due squadre nella sua carriera di calciatore: bei tempi

Alfredo Magni, scomparso a 86 anni, e il varese 1990/91 (foto tratte dal libro di Vito Romaniello "100 volte Varese")

Alfredo Magni, scomparso a 86 anni, e il varese 1990/91 (foto tratte dal libro di Vito Romaniello "100 volte Varese")

Provò ad arginare la caduta del Varese, appena risalito in serie C1 nell'89/90 dopo il primo fallimento dell'88 grazie alla guida di Peo Maroso e alla coppia "Tatti-gol-Tatti-gol-Tatti-gol" e "Gigi-Gigi-Zerbio-Zerbio!", come cantavano i Boys in curva, ma dovette arrendersi in modo beffardo e purtroppo indimenticabile all'ultima giornata a Empoli con i biancorossi ricaduti a inizio anni Novanta nel purgatorio della C2 che, vedendo le vicende di questi anni, sembra il paradiso. Quindi, l'anno successivo, conquistò un terzo posto a un passo dal ritorno in C1 senza troppi rimpianti per la mancata promozione perché quel Varese, finito dietro a Ravenna e Leffe, diede l'impressione di mancare sempre di qualcosa o qualcuno per fare davvero la differenza e lasciare il segno. 

Alfredo Magni, nato a Missaglia in provincia di Lecco e scomparso a 86 anni, aveva provato a fermare l'inevitabile con quelle doti da stopper arcigno ma in fondo buono che lo avevano esaltato al Monza e al Como (due sole squadre per lui nella carriera da giocatore, un record che ai tempi era la regola e che chiunque ami il calcio guarda con nostalgia e affetto) e, poi, in panchina sempre a Monza,  Brescia, Bologna, Lanerossi Vicenza, Arezzo, Varese, Atalanta (da vice), Montevarchi, Spal, Genoa e Venezia.

Nel'annata di poca grazia biancorossa 1990/91 Magni subentrò a gennaio al Peo e, con una squadra con pochi gol nelle corde che pagò gli errori iniziali di mercato - primo fra tutti l'aver diviso e poi perduto la coppia gol Tatti-Zerbio, vera anima di una squadra organizzata dietro che davanti, con loro, segnava sempre quando doveva, ispirata da Paolillo, che danzava spesso sulla linea laterale sfornando assist -, arrivò comunque a giocarsi la salvezza in un'ultima giornata da dimenticare che, però, non sarebbe mai stata dimenticata perché anche da beffe o, meglio, malaugurati episodi del destino si diventa grandi e si impara ad amare la maglia biancorossa, fatta da episodi esaltanti e cadute altrettanto eclatanti come quella. 

Il solo punto conquistato nelle ultime tre gare, quando la salvezza sembrava in cassaforte, posizionò i biancorossi prima della partita finale di Empoli con l'obbligo di dover vincere contro la squadra allenata da Vitali che aveva poco o nulla da chiedere - se non la qualificazione in Coppa Italia - al campionato per assicurarsi la salvezza. Avanti 1-0 con gol di Bruno Limido dopo un quarto d'orta, a tre minuti dal termine il Varese subì un incredibile gol di Carboni con il pallone caduto in rete dal... nulla a causa di una sfortunata scivolata in uscita del portiere  Fadoni. Quella squadra generosa, caparbia, difficile da piegare proprio come Alfredo Magni con gente come Sean Sogliano, Modica, Danova, Sala, Pessotto, Pedretti, Mazzola, Bolis, Antonioli, Raza, Mosele avrebbe meritato la salvezza, ma alla fine mancò solo Tatti-gol o Gigi Zerbio per farcela. 

Andrea Confalonieri


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