La Polizia di Stato di Domodossola ha rintracciato e soccorso un uomo di età compresa tra i 50 e i 60 anni, residente in provincia di Varese, che aveva manifestato l’intenzione di togliersi la vita. L’intervento si è concluso con il rientro dell’uomo a casa insieme ai familiari.
L’episodio è avvenuto nella serata di mercoledì alla stazione ferroviaria di Briga, in Svizzera, dove gli agenti del Settore Polizia di Frontiera di Domodossola stavano effettuando un normale servizio di controllo transfrontaliero. L’uomo, diretto oltreconfine senza una meta precisa, ha attirato l’attenzione dei poliziotti per il forte stato di agitazione mostrato durante i controlli. Nel corso del colloquio con gli operatori ha riferito di voler compiere un gesto estremo.
Compresa immediatamente la delicatezza della situazione, gli agenti sono riusciti, non senza difficoltà, a convincerlo a seguirli e a rientrare in Italia, accompagnandolo nuovamente a Domodossola, da dove era partito autonomamente. Gli accertamenti successivi hanno permesso di scoprire che i familiari ne avevano denunciato la scomparsa il giorno precedente ai carabinieri di Angera.
Sono stati quindi contattati il fratello e la figlia dell’uomo, entrambi residenti nel Varesotto, che si sono subito messi in viaggio verso Domodossola. Considerate le condizioni psicofisiche del 57enne, una volta arrivato negli uffici di via Bonomelli l’uomo è stato affidato alle cure del personale sanitario di un’ambulanza medicalizzata richiesta dagli stessi poliziotti. Dopo i primi accertamenti medici, il 57enne è stato riaffidato ai familiari, con i quali ha potuto fare rientro a casa.
Determinanti, sottolinea la Polizia di Stato, sono state la sensibilità, l’attenzione e la professionalità dimostrate dagli agenti della Polizia di Frontiera di Domodossola, il cui intervento ha permesso di evitare il peggio.














