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Territorio | 29 aprile 2026, 08:10

Assedio dei conigli nel Parco Alto Milanese: l'appello per un nuovo equilibrio

Gli animali proliferano nell'ampia area verde tra Busto, Castellanza e Legnano, cambiando l'ecosistema. Castiglioni (Ente Parco): «La situazione è critica, pronti a un confronto con gli agricoltori per tutelare boschi e colture». Si attende che la competenza diventi di Regione Lombardia

Assedio dei conigli nel Parco Alto Milanese: l'appello per un nuovo equilibrio

Il tema della presenza dei conigli nel Parco Alto Milanese è tornato d'attualità (LEGGI QUI). Il sovraffollamento di questa specie non rappresenta solo una sfida per la gestione dell’area protetta, ma anche una fonte di preoccupazione per le aziende agricole che operano nel territorio. Flavio Castiglioni, presidente del Parco Alto Milanese, ha fatto il punto sulla situazione, delineando un percorso che punta alla collaborazione tra gli attori coinvolti.

«Il problema dei conigli è serio e tocca diversi punti del nostro territorio», spiega Castiglioni. Il fenomeno, che si estende ben oltre i confini del Pam, richiede a detta del presidente una risposta che superi la gestione locale. «Siamo consapevoli del disagio che questo sovraffollamento sta creando. Purtroppo, la gestione della fauna selvatica è un tema complesso che richiede una cornice normativa chiara a livello regionale».

Proprio la mancanza di decreti attuativi uniformi, secondo Castiglioni, rappresenta il principale scoglio operativo. «L’auspicio è che la competenza dei parchi diventi presto regionale e che vengano attuate norme che permettano di intervenire in modo efficace e coordinato. La nostra intenzione è quella di riprendere l’iter che avevamo già avviato in passato: un tavolo di confronto con gli agricoltori e le associazioni di categoria, che ci permetta di analizzare le criticità e individuare le azioni da intraprendere».

L’approccio prospettato dal presidente non è quello di una soluzione unilaterale, ma di un percorso condiviso. «Dobbiamo ragionare insieme sul da farsi, coinvolgendo le province e la Regione per avere un quadro completo delle possibilità di intervento». Il richiamo è alla collaborazione istituzionale, necessaria per evitare che la gestione della fauna diventi motivo di scontro sociale invece che oggetto di una programmazione tecnica.

Il tema della protezione delle nuove piante è diventato, negli ultimi mesi, una delle priorità dell’Ente Parco. Come spiegato dal presidente Castiglioni, il Parco ha promosso diversi interventi di riforestazione per arricchire il patrimonio arboreo della zona, ma il successo di queste operazioni si scontra con la pressione costante della fauna. Questa attività di "cura del vivente" dimostra come l'impegno del Parco non sia venuto meno, ma ribadisce al contempo quanto la gestione della fauna sia una variabile determinante: senza un controllo efficace della popolazione di conigli, anche il piano di riforestazione più ambizioso rischia di vedere vanificati i propri sforzi nel giro di poche stagioni.

«Il nostro obiettivo — conclude Castiglioni — rimane quello di garantire la tutela della biodiversità e, allo stesso tempo, di sostenere chi lavora la terra. È un peccato che gli agricoltori, pur potendo ricevere il rimborso per i mancati introiti dei raccolti rovinati dai conigli, decidano di abbandonare i campi e, di fatto, contribuiscano a impoverire il Parco. È un lavoro lungo e complesso, che richiede il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, ma è la strada giusta per ristabilire un equilibrio che oggi appare precario».

Giovanni Ferrario

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