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Economia | 21 aprile 2026, 07:00

Iacchetti, Boldi e Francesco Salvi, per chi tifano i tre comici di Luino?

Iacchetti, Boldi e Francesco Salvi, per chi tifano i tre comici di Luino?

Esistono piccoli posti di provincia in cui il genius loci è particolarmente prolifico perché riesce a modellare persone di straordinario talento. Uno di questi è proprio Luino, che negli ultimi 80 anni ha regalato al mondo dello spettacolo tre artisti estremamente poliedrici che hanno raggiunto le vette più alte del teatro, del cinema e della TV italiane. Scopriamoli più da vicino, compresa la loro incrollabile fede calcistica.

”L’intruso”: Enzo Iacchetti

Nato a Castellone (Varese), ma Luinese d’adozione. Enzo Iacchetti ha vissuto praticamente tutta la sua vita in riva al lago. Almeno nel tempo libero, lontano da impegni televisivi e teatrali. La sua carriera di inizia nel 1978, a 26 anni, come attore comico. Dai primi anni ‘90 si inserisce stabilmente negli ambienti Rai, Fininvest e Telemontecarlo. Interminabile la lista di programmi TV, film e spettacoli teatrali in cui presta la sua pacata comicità. Dal 1994 è colonna portante di Striscia la Notizia: da sempre una delle trasmissioni Mediaset più seguite in Italia. In tutto ciò Iacchetti non ha mai nascosto la sua fede nerazzurra. “Sono diventato interista soprattutto per fare un dispetto alla mia famiglia: avevo un padre e due fratelli juventini”. Su Pio Esposito non ha paura di sbilanciarsi: “Mi ricorda Van Basten”.  Come tutti gli interisti spera nel 21° tricolore in questo 2026. Anche perché i nerazzurri dovrebbero essere certi, o quasi, della vittoria dello Scudetto. Una fiducia che si percepisce ulteriormente dalle quote, a volte addirittura chiuse, sul Tricolore dei migliori siti scommesse di aprile comparati dalla redazione di Superscommesse. Magari Enzino starà facendo tutti gli scongiuri del caso.

”Cipollino”, Massimo Boldi

Stesso paese, stessa sorte. Anche Massimo Boldi nasce in riva al lago. Anche Massimo Boldi percorre una straordinaria vita nello spettacolo. Attore, comico, produttore cinematografico, cabarettista e musicista italiano. Nasce a Luino nel ‘45 e attorno ai 18 inizia a esibirsi nel milanese come batterista della sua band. La musica lo porta a inserirsi negli ambienti dello spettacolo meneghino dove inizia a conoscere quelli che saranno i compagni di una vita. Faletti, Villaggio, De Sica, Teocoli, Greggio, Calà, Abatantuono e molti altri. Inizia l’ascesa, tra Canale 5, cinema e cabaret nei locali di Milano. Arriva il successo con Drive in, i programmi in TV, l’apoteosi dei film con De Sica e i cinepanettoni di Vanzina. Una carriera di successo, longeva e strabordante di apparizioni che lo consacrano al grande pubblico.

In mezzo c’è la fede rossonera, tramandata da “Mario Vitali, campione nella maratona di 100 chilometri, uno dei fondatori del Milan”, ci tiene a sottolineare lo stesso Boldi in una lunga intervista che tocca il cuore e l’anima dell’artista di Luino. Tutto nasce da lì. La fede resta immutata negli anni. Nel film “Fratelli d’Italia” e in “Tifosi”mette in scena la sua appartenenza rossonera con l’equivoco di Roma - Milan. Nel 2025 ha festeggiato 80 anni. E in 80 anni ha visto 16 scudetti, sette Champions e tre Coppe intercontinentali. Il Milan che ha nel cuore? Ovviamente quello di Berlusconi, con cui era grandissimo amico. Squadra preferita? Quella di Gullit, Van Basten e Baresi. Allenatori? Capello e Sacchi.

Francesco Salvi

Attore, comico, cabarettista, cantante, umorista, regista e scrittore. La passione per il teatro lo porta a costituire la compagnia teatrale Nisba, si introduce così negli ambienti del Derby Club Cabaret di Milano dove viene selezionato da Diego Abatantuono. Nell’85 approda in Tv, dove è tra i protagonisti di Drive In di Antonio Ricci e Beppe Recchia. Gli anni ‘80 sono l’inizio della carriera nel mondo dello spettacolo. Mediaset, cinema, radio e musica. Epiche le sue hit come “Esatto” e “C’è da spostare una macchina” nell’album Megasalvi dell’89. Doppiatore di Lupo Alberto ha partecipato a oltre 100 film e programmi TV, prima di percorrere anche la carriera di sceneggiatore. Francesco Salvi, appena 73enne, è un seguace della Juventus. Tutto merito di Omar Sivori, che nel suo trascorso in bianconero esaltava il pubblico con “cose mai viste, gol di tacco, acrobazie geniali. E poi era un ribelle, giocava all'ombra quando c'era il sole” (cit. Salvi). Stregato dalla garra argentina, Salvi resta però un bianconero pacato. “Non mi definisco un tifoso: la stessa parola, tifoso, non mi piace, sembra una malattia”.







 

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