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Politica | 18 aprile 2026, 14:30

Anche Lattuada con Vannacci, il deputato Pozzolo: «A Busto Futuro Nazionale già molto forte». Stoccate al governo

Lo storico esponente della destra nel territorio aderisce alla nuova realtà insieme al movimento Indipendenza di Alemanno. Senza risparmiare critiche all’ex partito, FdI: «Meloni sembra la fotocopia di Draghi». L’onorevole vannacciano: «Il governo si è dimenticato di fare politica. Alla premier consigliano di ignorare il generale, ma sono gli italiani che non lo stanno ignorando e le 27mila tessere lo dimostrano»

Anche Lattuada con Vannacci, il deputato Pozzolo: «A Busto Futuro Nazionale già molto forte». Stoccate al governo

Anche Francesco Lattuada, esponente storico della destra nel territorio ed ex consigliere comunale di Busto Arsizio, si schiera con Roberto Vannacci. Il passaggio, legato all’ingresso in Futuro Nazionale di Indipendenza, il movimento fondato da Gianni Alemanno a cui aveva aderito Lattuada dopo l’addio a Fratelli d’Italia, è stato presentato questa mattina in una conferenza stampa a cui ha preso parte il deputato Emanuele Pozzolo, uno dei tre parlamentari “vannacciani”.
Il “Checco” è tra gli iscritti al comitato guidato da Massimiliano Nardi (leggi qui), ma oggi in piazza Santa Maria c’era anche Stefano Sartori, referente dell’altro gruppo che attende l’ingresso del consigliere comunale “meloniano” Massimo Rogora (leggi qui). Le due realtà, che uniranno le forze dopo l’assemblea costituente del partito in programma a giugno, insieme contano un’ottantina di tesserati: «Ho subito capito che Busto è già una delle realtà più forti in Lombardia, di Futuro Nazionale», sottolinea Pozzolo

L’adesione di Lattuada e Indipendenza

«Per me è la prosecuzione di un percorso iniziato trent’anni fa», spiega Lattuada, che si schernisce definendosi una «vecchia prostituta della politica di base». Intesa come militanza e non come ricerca di poltrone: «Non ho nessuna velleità di questo tipo», risponde alla domanda su una possibile candidatura alle comunali del prossimo anno. «Anche alle regionali mi ero presentato solo per rivendicare il ruolo di una città che aveva dato tanto e non aveva rappresentanza», sottolinea, ricordando la candidatura sfumata nel 2023 a cui era seguito lo strappo con Fratelli d’Italia. Allora la presidente regionale del partito era Daniela Santanché, e Lattuada lo ha ricordato oggi, togliendosi un sassolino dalla scarpa alla luce delle dimissioni da ministro del Turismo arrivate dopo l’esplicita richiesta di Giorgia Meloni.

Pozzolo, a sua volta ex FdI, ha dato il benvenuto a Lattuada e a tutta Indipendenza, rappresentata questa mattina dal referente lombardo Lele Petrucci. Il quale spiega che «abbiamo accolto con estremo favore la scelta del segretario nazionale Alemanno. La Lombardia ha risposto positivamente col 99 per cento degli aventi diritto di voto. Entriamo in Futuro Nazionale in punta di piedi, il nostro ingresso deve essere un valore aggiunto».

Pozzolo: «Il governo si è dimenticato di fare politica»

«Qualcuno potrebbe dire che non si sentiva la mancanza di un altro partito. Invece chi è di destra la sentiva», sottolinea Pozzolo. Senza risparmiare critiche al governo: «Dopo la vittoria nel 2022 arrivata grazie soprattutto a FdI, nato come partito fieramente di destra, oggi da parlamentare faccio fatica a individuare un provvedimento da rivendicare o una svolta politicamente definibile di destra. In FdI, FI e Lega qualcuno si è dimenticato di fare politica, limitandosi a gestire lo status quo in modo dignitoso».
Per il deputato vannacciano «la destra perderà la propria credibilità se non torna a occuparsi di questioni reali, come il caro bollette. Noi non vogliamo che il centrodestra si suicidi, ma bisogna tornare a fare la destra “sociale”, che vuol dire interessarsi del popolo».

Lattuada: «Meloni fotocopia di Draghi»

Critiche condivise da Lattuada: «Quella di Meloni e FdI è una destra conservatrice di stampo americano e anglosassone. Meloni sembra la fotocopia di Draghi, attua una buona gestione ragionieristica da dottore commercialista, ma ha tradito le aspettative in primis in politica estera, con ripercussioni su quella interna».
Il “Checco” riparte quindi da Vannacci: «Io sono un entusiasta e porto fortuna. Siamo stati i primi a mettere un sindaco e un presidente provinciale di FdI (Emanuele Antonelli, ndr) e il partito qui aveva percentuali più alte di quelle nazionali. Poi quando anche con Futuro Nazionale arriveremo al 30 per cento, mi butteranno fuori», scherza ricordando i trascorsi con il partito meloniano, con una stoccata per Daniela Santanché.
Su una possibile candidatura per tornare nell’assise di Palazzo Gilardoni, Lattuada è tranchant: «Non ci sto minimamente pensando».

«Voglia di una destra vera»

All’incontro di questa mattina non c’erano i rappresentanti dei partiti del centrodestra: «Li ho invitati, ma non sono potuti venire per altri impegni», spiega Nardi, ex presidente cittadino di FdI a Busto. «In Futuro Nazionale vedo la volontà di dare spazio ai territori», con lo sguardo al voto nel 2027: «La partita è aperta e noi ci siamo – aggiunge – vediamo cosa proporrà il centrodestra e valuteremo come comportarci».
Per nulla ecumenico Pozzolo: «A Meloni consigliano di ignorare Vannacci, ma sono gli italiani che non lo stanno ignorando», dice, rivendicando le 27mila tessere già staccate: «Un numero strabiliante, la gente ha voglia di una destra vera. Meloni, Salvini e quello che resta di Forza Italia lo capiranno presto».
Domani mattina il comitato guidato da Nardi (Busto 445) sarà in centro con un gazebo sulla sicurezza. Il percorso che porterà alle elezioni comunali è partito.

Riccardo Canetta


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