Persone fin dal primo mattino, vie piene e stand sempre frequentati: AgriVarese 2026 ha portato nel centro di Varese circa 30mila visitatori, confermando quanto l’appuntamento sia ormai radicato e capace di attrarre grandi numeri (clicca qui per guardare la nostra fotogallery e leggera l'articolo sul taglio del nastro). Anche quest’anno l'evento ha richiamato un pubblico eterogeneo: dai residenti della provincia ai visitatori provenienti da tutta la Lombardia e dal Canton Ticino.
La presenza di turisti stranieri, ancora in città per le appena trascorse festività pasquali, ha ulteriormente animato l'atmosfera, contribuendo ad un afflusso vivace e costante per l'intera giornata. Tra stand, degustazioni e momenti di incontro con i produttori, l’evento ha restituito un’immagine concreta dell’agricoltura locale raccontando direttamente i prodotti, le lavorazioni osservando da vicino parte del lavoro quotidiano che le aziende agricole svolgono ogni giorno.
Formaggi, salumi, miele e altre specialità del territorio hanno attirato curiosità e partecipazione, con tante persone che si sono fermate a chiedere, assaggiare e confrontarsi.
«La risposta del pubblico è stata molto forte - commenta Mauro Vitiello, presidente di Camera di Commercio di Varese - e dimostra che c’è grande interesse per un rapporto più diretto con chi produce. Eventi come questo funzionano proprio perché accorciano le distanze valorizzando il km 0. L’iniziativa evidenzia anche la nostra attenzione ai temi più attuali del settore come la filiera corta, la sostenibilità e la valorizzazione delle produzioni locali».
L'edizione primaverile della manifestazione è stata accompagnata da diversi momenti di spettacolo che si sono intrecciati anche con le performance di chiusura dell'Olympic Fringe Festival: gli artisti di strada hanno incantato grandi e piccoli guidandoli per il centro cittadino. Anche questi momenti hanno contribuito a rafforzare la partecipazione rendendo il centro città ancora più vivo.
Agrivarese si è confermata, anche grazie alle tante iniziative che l’hanno caratterizzata, un’occasione per riscoprire il legame con il territorio: una manifestazione capace di evolversi senza perdere la propria identità. «Il nostro territorio ha molto da raccontare e queste giornate aiutano a farlo conoscere sempre di più - conclude Vitiello -. Il coinvolgimento visto in questa edizione è un segnale chiaro in questa direzione e speriamo di poterlo replicare anche nell’edizione autunnale ad Angera».

















