Una folla impietrita dal dolore, il nero del silenzio e del lutto, le rose gialle e un tenero lunghissimo applauso hanno detto addio a Matteo Syku, il diciottenne studente del liceo Ferraris scomparso per un malore nei giorni scorsi.
Nella chiesa di Biumo inferiore tanti giovanissimi, molti varesini, tra cui il sindaco Davide Galimberti, insieme alla comunità albanese di Matteo, che ha dimostrato una dignità e una compostezza infinite, si sono riuniti per il funerale di un ragazzo che ha lasciato il segno pur nei suoi purtroppo unici 18 anni. Un commovente messaggio dei parenti è stato accolto dalle gente con lo sguardo basso e con le lacrime che stentavano a non scendere sul volto dei presenti: "Matteo, figlio e nipote amatissimo. Nessun genitore e nessuna famiglia è preparata a quello è successo - alcune parole del messaggio rivolto dai famigliari a un pezzo di loro che non c'è più - sei stata una luce nelle nostre vite, capace di sorprenderci e stupirci in tutte le nostre giornate. Ci hai insegnato anche il valore delle cose semplici, come un abbraccio o una risata. A te caro Matteo diciamo grazie per ogni istante e per ogni emozione. Ti facciamo una promessa: non ti dimenticheremo mai".
L'unico applauso, in un momento di sofferenza indicibile, è stato quello che ha accompagnato i palloncini bianchi rilasciati in cielo dai compagni di liceo: proprio uno di quei palloncini, a cui era legata una delle rose gialle presenti sulla bara di Matteo, ha continuato a volteggiare sopra il campanile della chiesa di Biumo inferiore a lungo. Tutte le persone che se ne tornavano a casa non potevano fare a meno di voltarsi e guardare verso l'alto quell'unico e solitario pezzettino dell'anima di Matteo che non voleva andarsene e che non se ne andrà mai.
Il rito funebre è stato presieduto dal parroco don Maurizio Cantù che ha concelebrato la funzione con diversi sacerdoti.


















