In tanti, almeno 500, forse più, hanno dato voce alla speranza, all’urgenza della pace. Lo hanno fatto a Busto, rispondendo all’appello lanciato dall’Ordine Francescano Secolare con la Fraternità dei frati minori (Parrocchia del Sacro Cuore) e il Circolo Laudato si’. Un’iniziativa patrocinata e sostenuta dall’Amministrazione comunale, in primis dall’Assessorato alla Cultura, nell’anno in cui si compiono gli otto secoli dalla morte di San Francesco. Figura rivoluzionaria, interprete di un messaggio di fratellanza che interpella, oggi, un’umanità in guerra.

Davanti al Tempio Civico, punto di partenza, si sono raccolte le associazioni, gli scout, singoli cittadini, non solo credenti. Con loro le autorità civili e religiose: il sindaco, Emanuele Antonelli, l’assessore e deputata Manuela Maffioli, monsignor Severino Pagani. Letture sulla vita di Francesco, riflessioni, canti, silenzi, passi nella città in successione con tappa in piazza San Giovanni e arrivo davanti alla chiesa del Sacro Cuore, la piazza appena sufficiente ad accogliere tutti.
Due gli episodi della vita di Francesco su cui si è soffermata l’attenzione. La spogliazione delle vesti, la rinuncia che combacia con la manifestazione definitiva di una vocazione radicale: «La sclelta non è “non avere” ma “non trattenere”. Non tiene più nulla per sé, decide di disarmarsi completamente». Poi il lupo di Gubbio, reso mansueto da belva temibile, secondo alcune fra le interpretazioni più diffuse da identificare con un brigante violento, terrore per la popolazione: «Francesco riconosce la sua colpa ma sa che questa viene dalla fame. Cambia la visione sul male e sul conflitto, Francesco risponde col dialogo e la responsabilità condivisa (…) il male non si vince con la distruzione dell’altro (…) La pace è il risultato di un equilibrio costruito nel tempo».
Infine la lettura del Cantico delle Creature e il saluto di fra’ Davide, con riferimento al gesto collettivo appena compiuto: «Camminare è un gesto semplice. Non un marciare per conquistare. Ma uno spostarsi per incontrare e conoscere».



























