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Varese dalla vetrina | 04 aprile 2026, 16:39

Ottica Casati, la forza della tradizione e della voglia di ricominciare. «A parte quello che manca, il resto c’è tutto»

VARESE DALLA VETRINA/65. Il negozio di occhiali più antico della città, fondato nel 1929 da Angelo Casati, a maggio riceverà il prestigioso riconoscimento “Top optician Italia 2026". La sua è una storia fatta di passione e resilienza. La titolare Suely Bianchi: «Il signor Angelo era un personaggio d'altri tempi: quando consegnava l’occhiale al cliente andava a festeggiare bevendo un “bianchino”. Il suo motto? Era un inno alla versatilità»

Suely Bianchi, Chiara Cortellezzi e Francesco Dellacasa

Suely Bianchi, Chiara Cortellezzi e Francesco Dellacasa

È una storia di eccellenza quella dell’Ottica Casati, ma anche un esempio di sana imprenditoria varesina, quella che sapeva unire l’intuito all’artigianalità, la pervicacia alla fantasia. Non a caso il negozio di occhiali più antico della città, fondato nel 1929 da Angelo Casati, ha ottenuto un prestigioso riconoscimento, il “Top optician Italia 2026” che verrà assegnato il 24 maggio a Castelbrando, nel trevigiano, promosso dall’Aio (Associazione italiana ottici) e da Eidos Communications, che premia i migliori centri ottici italiani, selezionati per qualità, innovazione e imprenditorialità.

«Quasi non ci volevo credere quando è arrivata la notizia. Prima siamo stati ammessi tra i 180 selezionati su oltre 10mila ottici in Italia, poi ci hanno comunicato che eravamo tra i vincitori. Ero con una cliente, ci siamo emozionate in due», spiega Suely Bianchi, titolare di Ottica Casati, dopo il ritiro delle sorelle Maria Teresa, Carla ed Emilia, figlie del fondatore Angelo.

«Angelo Casati è stato una figura singolare di ottico e imprenditore, un personaggio che quando consegnava l’occhiale al cliente andava a festeggiare bevendo un “bianchino”. Fu lui negli anni ‘30 a ideare il logo che ancora oggi, seppur modificato negli anni, ci contraddistingue. Il suo primo negozio lo aprì in corso Matteotti con un socio di Como, ma si trasferì quasi subito in via Vittorio Veneto. Noi siamo in Piazza XX Settembre dal 2018, il primo negozio ad aprire qui, le sorelle Casati scelsero il più grande».

Suely, l’attuale proprietaria, è di madre brasiliana e padre italiano, e lavora in negozio dal 2006: «Emilia Casati credette subito in me, dopo quattro mesi dall’assunzione già studiavo a Milano alla scuola di ottica per poi specializzarmi in optometria. Durante il covid le sorelle Casati mi convocarono, mettendomi dinnanzi a un bivio: o subentravo a loro come proprietaria, oppure le aiutavo a chiudere per sempre l’attività. Erano anziane e i loro figli facevano tutt’altro. Scelsi la prima opzione, ed eccomi qui. Oggi mi occupo dell’analisi visiva e del laboratorio di 180 metri quadrati che abbiamo al piano superiore, ho due collaboratori, Chiara Cortellezzi ottico e Francesco Dellacasa, che analizza e applica le lenti a contatto. Siamo “vision expert” della Zeiss da quattro anni, una nomina importante che abbiamo soltanto noi in città. Devo moltissimo però a Edoardo Bernasconi, che ha lavorato qui per 62 anni, incominciando a 16 con Angelo Casati. Per me è stato un maestro-padre, mi ha insegnato ogni tecnica di laboratorio, era un personaggio, austero con la barba bianca, incuteva un po’ di soggezione. Ancor oggi ci vediamo qualche volta per un caffè, lui vive a Cantello».

Da Casati si trovano naturalmente tutti i grandi marchi commerciali, da Ray Ban a Missoni, Persol, Tommy Hilfiger, Modo o Lindberg, solo per citarne alcuni, ma anche realtà artigianali spesso preferite dai più giovani: «I varesini non amano esibire i marchi, sono riservati, questa è una piazza che ama il classico. Accanto a quelli dei colossi, teniamo infatti in negozio i prodotti artigianali italiani della zona del Cadore e anche made in Varese, come gli occhiali per i ciclisti della NRC. Non è stato facile, perché Ottica Casati aveva una clientela âgée che rispecchiava un po’ l’età delle proprietarie, ma piano piano sono riuscita, anche attraverso i social, ad attirare i giovani, che amano molto avere occhiali diversi da quelli dei grandi brand internazionali», aggiunge Suely Bianchi, il cui nome significa “luminosità”.

Contrariamente a quel che si pensi, gli occhiali da sole non sono la prima scelta dei clienti: «Sono un contorno nella nostra attività, basata soprattutto sulle lenti e le montature per gli occhiali da vista. Certo, abbiamo anche prodotti per lo sport, come appunto il ciclismo, lo sci e la pesca con lenti polarizzate, e lenti che combattono la luce blu emessa dagli schermi di computer, tablet, tv e smartphone. Uno studio ha dimostrato che nel 2050 la metà della popolazione mondiale sarà miope e i giovani potrebbero soffrire di cataratta molto prima dei loro genitori».

Suely, che ama di Varese «soprattutto l’architettura, il Sacro Monte, le ville e i giardini», vorrebbe maggiore sicurezza in Piazza XX Settembre, «dove spesso bande di ragazzi sono fuori controllo. Tenere pulito e in ordine è davvero faticoso, purtroppo anche qui diverse attività hanno chiuso e c’è un certo degrado. Non nascondo che un pensierino di trasferire il negozio ogni tanto mi attraversa la mente».

A Varese non mancano certo i negozi di ottica, ma Casati, da sempre considerato “ul negozi di sciuri”, non pare risentirne: «Noi indipendenti, come Carcano, Vettore o Zago, non ci facciamo “guerra” più di tanto, danno più fastidio le grandi catene, con i prezzi troppo bassi per non far pensare a una qualità non proprio al top. Noi siamo considerati dai clienti come l’ottica forse più cara, ma gli anni di lavoro e i servizi che forniamo parlano per noi. Però se le attività aumentano, vuol dire che c’è mercato per tutti».

La signora Emilia Casati, purtroppo scomparsa lo scorso 7 marzo a 84 anni, del resto aveva ben chiara la grande versatilità del suo negozio, tanto da ripetere come un mantra - e il detto è stato ripreso da Suely - «A parte quello che manca, il resto c’è tutto».

Mario Chiodetti

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