/ Varese dalla vetrina

In Breve

venerdì 17 aprile
sabato 04 aprile
sabato 14 marzo
giovedì 26 febbraio
sabato 21 febbraio
mercoledì 18 febbraio
sabato 07 febbraio
giovedì 29 gennaio
mercoledì 21 gennaio
martedì 06 gennaio

Varese dalla vetrina | 14 marzo 2026, 19:35

Bowling Varese, quel mondo a colori di viale Belforte. «Vedere un bambino sorridente e una famiglia felice ripaga di tutti i sacrifici»

VARESE DALLA VETRINA/64. Benvenuti in un luogo senza tempo che sembra uscito da "Stranger Things" fatto di otto piste illuminate, una sala giochi con ogni bendidio, carambola, calcio balilla e freccette, dove si può sorseggiare un cocktail pestato da Michelle, mentre il fratello Brian si dedica alla cucina, mamma Virna è l'angelo silenzioso e il papà, Alessandro Cagna, l'autore di una gestione fatta di sensibilità, bravura e passione: «Qui c'è la nostra vita, il nostro sogno. Dai 3 ai 70 anni c'è spazio e divertimento per tutti, dalle famiglie ai nonni che portano i nipoti a giocare e magari fanno pure due tiri. Accogliamo scolaresche, associazioni, aziende e feste di compleanno. Il bowling affratella»

Alessandro Cagna con la figlia Michelle al Bowling Varese di viale Belforte 165, un indirizzo storico e magico per la città

Alessandro Cagna con la figlia Michelle al Bowling Varese di viale Belforte 165, un indirizzo storico e magico per la città

Entrare nella “cave” del Bowling Varese in viale Belforte 165, un indirizzo ormai storico per la città, è come immergersi nel ventre della balena oppure, chissà, in quello materno, perché si è catapultati in un mondo di luci e suoni, colori fantasmagorici e musica a palla che lascia alle spalle la banalità del quotidiano. 

Qui si va per scegliere il divertimento personalizzato, la gara in una delle otto piste illuminate con tonalità sgargianti oppure il tuffo in sala giochi dove c’è ogni bendidio, o ancora a far due tiri a carambola, a calcio balilla o a freccette, magari sorseggiando uno dei cocktail pestati di Michelle, 28 anni, la figlia del titolare Alessandro Cagna, esperta di long drink, bibite e tutto ciò che è caffetteria, mentre il fratello Brian, di 25 anni, si dedica alla cucina e la mamma Virna, 54, probabilmente fa quadrare i conti di famiglia.

Noi vecchietti abbiamo un ricordo della pista in legno e ancor prima del bocciodromo scoperto della cooperativa, allora proprietaria dei muri, e più recentemente del “Grande Lebowski”, protagonista del film del 1998 dei fratelli Cohen che si trascinava al bowling tra una fumata di “maria” e un drink di “white russian”, dove lo aspettavano amici squinternati come lui. In realtà, nell’immaginario collettivo, il gioco, nato forse nell’antico Egitto, ma furoreggiante da sempre in America, e è ben presente, sia per la serie Netflix “Stranger Things” ambientata negli anni ’80, poi per “Bones” e per “La vita secondo Jim”, sitcom con James Belushi, mentre qualcuno, come Alessandro Cagna, ricorda lo spot di Giovanni Rana ambientato nell’impianto di Ciampino.

«Il Bowling Varese è nato nel 1988 da un’idea di Cesare Fermi, proprietario allora anche del ristorante alla Prima Cappella. Mio padre Giovanni gestiva la sala, io sono qui dal 1997 e, d’accordo con i miei figli, nel 2020 ho acquistato l’immobile dopo essere precedentemente entrato in possesso di tutte le quote del bowling. Senza l’assenso di Michelle e Brian non lo avrei fatto, loro garantiscono continuità. La nostra è una gestione familiare, con due dipendenti che ci danno una mano», spiega Alessandro Cagna, che ha 56 anni e fin da ragazzo aiutava il papà nel locale.

Mentre intervistiamo il titolare, una frotta di bambini delle elementari si sfida sotto gli occhi degli insegnanti, con le femmine molto più intraprendenti e brave dei maschi.

«Da oltre 14 anni, in collaborazione con l’associazione sportiva “Tutto bowling”, organizziamo, per i ragazzi delle medie inferiori, un torneo nazionale. I primi due classificati partecipano al torneo nazionale di Fano. Qui vengono ragazzi dalle elementari alle superiori, abbiamo apposite promozioni per gli studenti e, grazie all’ASA Varese, accogliamo tutti i lunedì anche persone disabili. Il bowling affratella, tanti ragazzi festeggiano da noi il compleanno, organizziamo anche cene aziendali, abbiamo un’utenza variegata, dai 3 ai 70 anni, famiglie intere e nonni che portano i nipoti a giocare e magari fanno pure due tiri».

Al Bowling Varese passano circa 100 persone al giorno, all’interno si muove l’associazione “BC Split Varese” che organizza tornei in Italia e all’estero, il mercoledì arrivano i soci del Vespa Club interno al locale, mentre l’ultimo giovedì del mese si radunano i soci di Arci gay.

«Apriamo alle 16 per i compleanni, la mattina dalle 9 alle 12,30 per accogliere le scolaresche, il sabato invece siamo aperti dalle 15 alle 2 di notte, chiudiamo solo il 24 e il 31 dicembre e la settimana di Ferragosto, in pratica non ci riposiamo mai. Abbiamo il bar paninoteca, due sale ristorante e forniamo una varietà di piatti che vanno dai panini alle piadine, toast, hamburger, pizze e pinse e fritti vari. Chi viene, spesso prende il pacchetto completo, partita a bowling e cena, oppure aperitivo e carambola o sala giochi», dice Michelle.

Le piste sono otto, quando giocano i bambini si alzano automaticamente delle sponde che impediscono alle palle di entrate nei corridoi, e per i più piccoli ci sono scivoli colorati in plastica per permettere di accompagnare la sfera sulla pista.

«Che è fatta in materiale sintetico, mentre le palle, tutte dello stesso diametro, hanno un peso che va dalle 6 alle 15 libbre, ovvero dai 3 ai 7 chilogrammi, e sono ormai prodotte in Cina anche se ci arrivano da Olanda e Stati Uniti. Poi ci sono le scarpe che aiutano a scivolare sulla pista, le abbiamo dal numero 25 in su. La pista, dalla linea di fallo ai birilli, è lunga 19 metri, poi ci sono i 4,5 metri della zona rincorsa, lo spazio di sicurezza di 1,5 metri e quello delle macchine che sistemano i dieci birilli. I giocatori hanno palle e scarpe personali», aggiunge Alessandro, che non gioca più a bowling, mentre il figlio Brian in gioventù ha disputato i campionati europei juniores nel 2017 a Vienna.

“La carambola è l’arte di unire i punti quando sembra che non ci sia una strada dritta”, si legge sul muro della saletta dei biliardi, poi “Busca lo que encienda tu alma”, “In vino veritas in sogni felicitas” e, naturalmente, “Only positive vibes”, un augurio buono per tutte le stagioni e i divertimenti, anche se il lavoro di gestori di un bowling non è tutto rose e fiori.

«Non tiriamo mai il fiato, l’attività richiede attenzione continua, i clienti sono sempre più esigenti e a volte gestire le famiglie è davvero pesante e complicato. In più non è facile stare ore qui sotto, bombardati da luci e musica ad alto volume, però è la nostra vita e ce la siamo scelta. Se sentiamo la concorrenza del nuovo impianto di Gazzada? Certo, la proprietà cinese ha investito parecchi soldi, la sala è faraonica e iper tecnologica e i prezzi adeguati. Se i miei figli non avessero scelto di continuare un’attività che ormai è storica, come certificato dalla targa consegnataci dal comune, avrei già chiuso baracca, da solo non ce l’avrei mai fatta. Però quando un bambino mi sorride o faccio felice una famiglia, mi sento ripagato di tutti i sacrifici e delle rinunce che sono costretto a fare».

In viale Belforte, insomma, c’è un coloratissimo paese dei balocchi costruito anno dopo anno da una famiglia laboriosa che ha creduto in un sogno. Del resto, non lo avrebbe scritto a chiare lettere anche sui muri.

Mario Chiodetti

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD APRILE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Aprile 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore