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Basket | 06 marzo 2026, 13:40

Quella vittoria che manca e che cambia tutto il “racconto”...

Torna in campo la Pallacanestro Varese: domenica (palla a due ore 17.30) si troverà di fronte in trasferta una Udine che con un solo successo in più in saccoccia sta conquistando il favore della critica e dei propri tifosi, a differenza dei biancorossi. Kastritis: «Partita importante ma come le altre otto successive. Cancelliamo l’andata con intelligenza e attenzione». E sul mercato: «Noi fermi? Evidentemente è la decisione che ci fa stare meglio…». Scavigliata Librizzi

Moore, Kastritis, addirittura c'era ancora Moody: facce tristi all'andata a Masnago contro Udine (foto Averna)

Moore, Kastritis, addirittura c'era ancora Moody: facce tristi all'andata a Masnago contro Udine (foto Averna)

Quanto sta negli occhi di guarda il crisma della “bella stagione”? Tanto: lo dicono Udine e Varese inquadrate nello stesso spettro, alla vigilia del match (palla a due domenica ore 17.30) che le metterà una contro l’altra per la sesta giornata di ritorno del massimo campionato italiano di basket.

Otto vittorie e ottavo posto (con Coppa Italia appena disputata) per i friulani. Sette vittorie e dodicesimo posto per i lombardi. Una sola “W” può cambiare un’intera narrazione? Sembrerebbe di sì: da una parte si esalta il cammino di una matricola terribile, la grande sorpresa, e del suo allenatore in cerca di rivincite, e dei suoi lunghi, e della sua difesa; dall’altra parte ecco Varese, un piccolo mondo a se stante in fatto di pallacanestro, nel bene e nel male: la Varese fin troppo realista, la Varese “mai contenta”, la Varese che guarda sempre con forse troppa invidia l’erba del vicino.

Eppure, una sola vittoria di differenza. Una sola.

Che sia, il match di domenica, l’occasione buona per conquistarlo questo benedetto successo che “manca” modificando, almeno parzialmente e in attesa di altri eventi, il racconto della stagione biancorossa?

L’interrogativo resterà nell’aria ancora 48 ore. Ioannis Kastritis, ritrovato dopo due settimane di pausa, non vuol peraltro sentire parlare di “match fondamentale”: «In realtà in totale ci sono nove partite importanti per noi. È solo una partita, la prossima gara contro Udine. Una squadra molto buona, una squadra solida. Meritano la posizione in cui sono e quello che hanno raggiunto finora nella stagione. E sì, siamo entusiasti di tornare in azione e non vediamo l’ora di giocare questa partita».

C’è innanzitutto da cancellare il match di andata (a Masnago vinse l’Apu 66-59), uno dei fondi stagionali della Openjobmetis: «È stata una delle nostre peggiori prestazioni offensive - ammette l’allenatore greco - Ovviamente, come ho detto molte volte, dobbiamo rispettare il nostro avversario e dare loro merito perché durante la stagione hanno dimostrato di essere una grande squadra difensiva. Ma noi non abbiamo preso le decisioni migliori in campo. Dobbiamo essere più intelligenti contro una difesa molto buona e provare a giocare il nostro gioco. In realtà questa è la cosa più importante. Non abbiamo giocato il nostro gioco nella partita di andata. Dobbiamo assicurarci di farlo adesso».

La carta d’identità bianconera non è di difficile interpretazione. Antitetica nella velocità rispetto a Varese (73 di pace contro 78), quella dell’ex Adriano Vertemati è una squadra “pesante”, che difende bene come quella prealpina ma in modo diverso (basandosi più sul fisico dei suoi uomini che non sul loro atletismo) ed è terza per percentuale a rimbalzo, sesta nel defensive rating e terza nella percentuale di palle perse.

In attacco (110 di offensive rating contro 104) Udine tira meglio della Openjobmetis da 3 ma non da due, e si è affidata - alla porta girevole che ha messo fuori causa per 4 mesi per doping la stella designata Anthony Hickey, fra un mese peraltro pronto a tornare - alla classe e all’imprevedibilità di Semaj Christon, miglior scorer ma anche quarto miglior assistman della Serie A. Al suo fianco non sono poche le scelte: c’è il solido Mirza Alibegovic (13,4 punti di media), c’è la doppia dimensione di Bendzius, non più splendente come ai tempi di Sassari ma sempre molto pericolosa (44% da 3, quarto miglior tiratore del campionato) e ci sono gli exploit sempre più frequenti del varesino Andrea Calzavara, ormai salito a quasi 9 punti di media in 20 minuti medi trascorsi sul parquet.

E i lunghi? Due operai, ma dall’altissimo rendimento: sono l’altro ex di turno Skylar Spencer (quasi 7 rimbalzi di media) e il nigeriano Christian Mekowulu a dividersi i minuti sotto le plance e a fare del pacchetto lunghi udinese uno dei più temibili e performanti dell’intera Serie A: «Sia noi che loro siamo tra le due migliori difese del campionato, in modo diverso. Difendiamo in modo diverso ma con la stessa efficacia, diciamo - argomenta Kastritis -  E loro con i rimbalzi cercano di controllare la partita e ottenere seconde opportunità. Allo stesso tempo controllano bene i possessi difensivi. Quindi il rimbalzo sarà importante e sarà importante anche il modo in cui cercheremo di spingere il ritmo della partita».

La pausa non ha comportato interventi sul mercato in casa Varese, ma il condottiero ellenico non se ne rammarica: «Dal momento che questa è stata la decisione, significa che è così che ci sentiamo meglio. E penso che tutti siano d’accordo che il vero valore alla fine è la continuità e, sapete, la fiducia nel gruppo. Alla fine della giornata non mi stancherò mai di ripeterlo ancora e ancora, anche se a volte divento noioso: questi ragazzi se lo meritano. Lavorano, lavorano e costruiscono buone relazioni tra di loro. Quindi questa è la cosa migliore: se possiamo restare tutti insieme e combattere fino alla fine, è la squadra migliore».

Piccola brutta notizia dall’infermeria: capitan Matteo Librizzi è stato sfortunato protagonista di due scapigliate (una questa settimana, una quella precedente) che ne mettono in forse la partecipazione al match del PalaCarnera: il suo utilizzo o meno verrà deciso a ridosso della partita.

Fabio Gandini


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