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Cultura | 17 febbraio 2026, 15:42

L’orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala e Pietro De Maria a Varese: un dialogo tra il romanticismo di Schumann e Brahms

Mercoledì 18 febbraio alle 20.30 la Basilica di San Vittore accoglierà il ritorno della compagine scaligera diretta da Pietro Mianiti

L’orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala e Pietro De Maria a Varese: un dialogo tra il romanticismo di Schumann e Brahms

La Stagione Musicale Comunale di Varese, giunta alla 26ª edizione sotto la direzione artistica di Fabio Sartorelli, si appresta ad offrire ai giovani musicisti dell’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala una nuova opportunità di crescita artistica.

Mercoledì 18 febbraio alle 20.30 la Basilica di San Vittore accoglierà il ritorno della compagine scaligera, più volte ospitata dalla manifestazione varesina. La formazione, che continua a distinguersi nel panorama internazionale per la capacità di coniugare il rigore tecnico con la freschezza interpretativa, giunge a questo appuntamento nel pieno di una fervida attività artistica, reduce dalla recente missione culturale in Oman che l’ha vista protagonista di uno scambio fruttuoso con i musicisti omaniti della Muscat Royal Philharmonic Orchestra fra masterclass e concerti sinfonici.

Sotto la guida di Pietro Mianiti, direttore particolarmente amato dal pubblico di Varese per la profondità e l'equilibrio delle sue letture, l’orchestra dialogherà con un solista di fama mondiale: il pianista Pietro De Maria. Interprete sensibile e pluripremiato nei più prestigiosi consessi internazionali tra cui il Premio della Critica al Concorso Čajkovskij di Mosca (1990), il primo premio al Concorso Dino Ciani (1990), al Géza Anda di Zurigo (1994) e il Premio Mendelssohn di Amburgo (1997).

De Maria affronterà il Concerto in la minore op. 54 di Robert Schumann. L'opera, definita dallo stesso autore come un ibrido visionario tra sinfonia e sonata, rifugge il virtuosismo fine a sé stesso per privilegiare un intreccio cameristico serrato con l’orchestra. La partitura, nata dall'intesa elettiva tra Robert e Clara Wieck, si snoda attraverso una serie di variazioni poetiche che oscillano tra l’interiorità sognante e lo slancio appassionato, culminando in una coda di radiosa vitalità.

Nella seconda parte della serata, il programma volgerà lo sguardo verso la Terza Sinfonia in fa maggiore di Johannes Brahms, composta nel 1883. Il lavoro è profondamente radicato nel motto personale dell’autore, "Frei aber froh" (libero ma felice), le cui iniziali musicali fungono da cellula generatrice dell'intera architettura sonora. Sebbene accolta dai contemporanei come una prova di forza eroica, la sinfonia rivela in realtà una natura più intima e crepuscolare. Attraverso il celebre Poco Allegretto, dove il canto dei violoncelli raggiunge vette di struggente bellezza, e un finale che si dissolve in una rassegnata contemplazione invece di risolversi in un'apoteosi trionfale, Brahms realizza una delle sue sintesi formali più mature.

Il concerto, dedicato alla memoria di Giovanni Sante Bombèn, si configura così come un viaggio nel cuore del romanticismo, dove la tensione ideale di Schumann incontra la sapienza nostalgica di Brahms in un’atmosfera di assoluta sacralità.

mercoledì 18 febbraio, ore 20.30
Basilica di San Vittore

Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala
Pietro De Maria, pianoforte
Pietro Mianiti, direttore

Robert Schumann
Concerto per pianoforte e orchestra in la minore, op. 54

Johannes Brahms
Sinfonia n. 3 in fa maggiore, op. 90

C.S.

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