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Politica | 10 febbraio 2026, 19:00

Dramma di Lonate, Regione Lombardia vota per Jonathan: approvato il sostegno al ricercatore di Sant'Antonino

Il Consiglio Regionale ha dato il via libera alla mozione di solidarietà per i fatti di via Montello. Sostegno legale e psicologico alla famiglia Rivolta. Dell'Erba: «Il perimetro della propria casa è sacro». Ferrazzi: «C'è il rischio di ritorsioni, le istituzioni non dimentichino questa famiglia tra un anno»

Dramma di Lonate, Regione Lombardia vota per Jonathan: approvato il sostegno al ricercatore di Sant'Antonino

Il dramma consumatosi lo scorso 14 gennaio in via Montello 8 a Sant'Antonino di Lonate Pozzolo è diventato ufficialmente un impegno politico per la Regione Lombardia. Il Consiglio Regionale ha infatti approvato a larga maggioranza una mozione che esprime totale solidarietà a Jonathan Rivolta, il ricercatore di 33 anni che ha reagito mortalmente all’intrusione di Adamo Massa nella propria abitazione. Un voto che non si limita alla vicinanza formale, ma che impegna la Giunta a garantire un supporto concreto, sia legale che psicologico, per aiutare la famiglia a superare lo shock dell'aggressione e le conseguenti fatiche giudiziarie.

Ad aprire il dibattito è stato Christian Garavaglia (Fratelli d'Italia), primo firmatario della mozione, che ha definito «folli» le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi da alcuni parenti del rapinatore ucciso, secondo i quali Massa si trovava nella villetta «per lavorare». Romana Dell’Erba (FdI) ha invece posto l'accento sulla tutela delle mura domestiche, all'interno del quale nessuno dovrebbe temere conseguenze legali per aver difeso la propria vita. «Jonathan Rivolta si è difeso all'interno di quello che è il perimetro sacro della propria casa — ha dichiarato in aula la consigliera - Non possiamo permettere che un cittadino svegliato nel cuore della notte da chi entra con l'intento di rapinare o fare del male debba poi temere una condanna per essersi difeso». Sulla stessa linea Fabrizio Figini (Forza Italia), che ha ricordato come la casa sia «il frutto di sacrifici e risparmi di intere generazioni», sottolineando che chi sceglie di delinquere deve mettere in conto le gravi conseguenze dei propri gesti.

Un contributo significativo alla discussione è arrivato da Luca Ferrazzi (Gruppo Misto), che ha richiamato l'attenzione sul clima di tensione che ancora agita la frazione lonatese. «Esprimiamo la massima solidarietà a Rivolta, che evidentemente si è difeso — ha spiegato Ferrazzi — ma non dobbiamo dimenticare le minacce di vendetta che sono state rivolte alla famiglia. Il cordone di sicurezza messo in atto da Carabinieri e Polizia intorno alla casa serviva proprio a evitare aggressioni da parte dei parenti del malvivente». Ferrazzi ha poi lanciato un monito per il futuro: «Non vorrei che, una volta spenti i riflettori della cronaca, tra un anno questa famiglia venga dimenticata, mentre chi giura vendetta non dimentica. Serve un'attenzione costante anche dopo l'eventuale assoluzione di Jonathan».

Dall'opposizione, Gianmario Fragomeli (PD) ha espresso vicinanza umana al ragazzo, pur chiedendo un voto per parti separate sulla mozione. «Il tema della legittima difesa è importante — ha precisato Fragomeli — ma non spetta all'assessore o a quest'aula stabilire se questo sia un caso di legittima difesa o meno. È compito del magistrato. Votiamo sì alla solidarietà, ma restiamo cauti nell'invadere il campo della giustizia».

La seduta è stata segnata anche da un momento di tensione all'interno della maggioranza tra l'assessore alla Sicurezza Romano La Russa e il gruppo di Forza Italia. Quando i consiglieri azzurri hanno lasciato l'aula durante il suo discorso, La Russa ha commentato con sarcasmo ipotizzando «problemi di prostata» o una «pipì collettiva». La battuta ha scatenato l'ira di Marco Rota (FI), che l'ha definita «un insulto alla dignità dei consiglieri e dei cittadini». Dopo le scuse di La Russa, l'assessore è tornato sul merito della vicenda di Lonate: «Il delinquente deve sapere che se entra in casa d'altri rischia una coltellata o una fucilata. Jonathan è una vittima e la Regione sarà al suo fianco».

Con l'approvazione definitiva, il Pirellone si impegna formalmente a garantire ogni forma di assistenza alla famiglia Rivolta e a sollecitare l’Amministrazione comunale di Lonate Pozzolo affinché attivi iniziative di tutela per l'aggredito. Il documento chiede inoltre un intervento più deciso per ripristinare la legalità nelle aree sensibili e una revisione delle politiche nazionali sugli insediamenti che generano criminalità. Infine, la Regione valuterà la definizione di misure di sostegno permanenti per tutti i cittadini lombardi che dovessero trovarsi in futuro a vivere simili traumi all'interno delle proprie abitazioni o attività commerciali.

GioFe


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