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Economia | 05 febbraio 2026, 07:00

Corso Antincendio in azienda: obblighi, ruoli e perché la prova pratica fa la differenza

Gli incendi, in azienda, sono tra gli eventi più temuti perché mettono insieme tre fattori micidiali: tempo ridotto, stress alto ed errori umani che possono amplificare tutto

Corso Antincendio in azienda: obblighi, ruoli e perché la prova pratica fa la differenza

Gli incendi, in azienda, sono tra gli eventi più temuti perché mettono insieme tre fattori micidiali: tempo ridotto, stress alto ed errori umani che possono amplificare tutto. È per questo che la formazione antincendio non può essere letta come un “pezzo di carta”: serve a creare persone capaci di attivare procedure, gestire l’evacuazione e intervenire in sicurezza quando l’incendio è ancora un principio e non una tragedia.

Per fare ordine tra obblighi, ruoli e differenze tra corsi, abbiamo parlato con Raffaele Poleo, RSPP e formatore sulla sicurezza in GDM Sanità (Torino).

Raffaele Poleo, partiamo dall’essenziale: che cos’è il Corso Antincendio e a cosa serve, concretamente?
Il Corso Antincendio serve a preparare gli Addetti a gestire le emergenze in azienda: attivare le corrette procedure di evacuazione, sapere come intervenire in caso di principio di incendio con gli estintori e conoscere i sistemi di spegnimento come naspi e idranti. In sostanza forma gli Addetti che devono attuare misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, ma anche evacuazione e salvataggio in caso di pericolo grave e immediato.

Chi deve farlo: parliamo di un obbligo per tutte le aziende o solo per alcune?
È un obbligo che riguarda tutte le attività che hanno almeno un dipendente o un collaboratore: quindi non solo lavoratori “classici”, ma anche socio lavoratore, tirocinante, lavoratore con contratto temporaneo. Il Datore di Lavoro (o il Dirigente) deve incaricare una o più figure come Addetti antincendio — e, in alcuni casi, può ricoprire lui stesso quel ruolo — e assicurarsi che frequentino corsi specifici.

Quindi non basta “nominare”: bisogna garantire una copertura reale. Come si decide quanti Addetti servono?
Esatto. Non è detto che ne basti uno: è consigliabile formare un numero di persone tale da garantire sempre, durante l’orario di lavoro, la presenza di figure in grado di gestire l’emergenza. Turni, ferie e assenze non devono lasciare scoperto il presidio. In linea generale, il numero dipende da dimensioni dell’azienda, numero di dipendenti, grado di rischio dell’attività, e anche da quanto emerge dal DVR e dal Piano di Emergenza. E nella scelta conta anche la persona: predisposizione, lucidità e capacità di intervento.

Qual è il quadro normativo di riferimento?
Il riferimento è il D.Lgs. 81/08, che obbliga il Datore di Lavoro a designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio, evacuazione, salvataggio e gestione dell’emergenza. Per anni, sul piano della formazione antincendio, è stato centrale anche il D.M. 10 marzo 1998, con allegati che distinguono attività e contenuti minimi. Oggi, la normativa più recente richiamata per formazione e aggiornamento è il D.M. 2 settembre 2021, che ha aggiornato criteri e requisiti (inclusa la logica degli aggiornamenti).

Sul rischio incendio c’è molta confusione: come viene classificato e cosa cambia per i corsi?
Il rischio incendio veniva classificato in basso, medio e alto, con la recente normativa di parla di Livello I, Livello II e Livello III. E questa classificazione incide su tre cose: monte ore, contenuti e aggiornamenti. È importante anche non confondere questa classificazione con altre: il rischio antincendio è un tema specifico e non coincide né con la classificazione per la formazione lavoratori legata ai codici ATECO, né con quella del primo soccorso basata sui gruppi A–B–C.

Andiamo sul pratico: quanto durano i corsi?
Le durate minime tipiche sono:

Rischio basso / Livello 1: 4 ore (in genere 2 teoriche + 2 pratiche)

Rischio medio / Livello 2: 8 ore (5 teoriche + 3 pratiche)

Rischio alto / Livello 3: 16 ore (12 teoriche + 4 pratiche)
In tutti i casi è prevista una verifica finale di apprendimento. Per ottenere l’attestato, generalmente serve frequentare almeno il 90% delle ore previste e superare il test finale.

Una domanda diretta: si può fare online?
No, il Corso Antincendio non può essere svolto totalmente online; le lezioni che posso essere fatte online, ma solo in modalità Webinar/Aula Virtuale sono quelle relative alla parte di teoria. Le parti pratiche vanno svolte obbligatoriamente in presenza, perché la prova pratica è essenziale, anche per il rischio basso. La parte pratica non è un accessorio: è quella che ti mette in mano estintore, naspi e idranti e ti allena su procedure e tempi reali.

Che cosa si fa davvero durante le lezioni, oltre alle “nozioni di base”?
Ci sono contenuti minimi che ritornano sempre: cause dell’incendio, principi della combustione, sostanze estinguenti, rischi per persone e ambiente, misure di prevenzione, e poi tutta la parte operativa su procedure quando si scopre un incendio, quando scatta un allarme, come si evacua, come si chiamano i soccorsi e come si collabora con i Vigili del Fuoco. Nei percorsi a rischio medio e alto (ora chiamati rispettivamente, livello II e III) si entra anche in temi come vie di esodo, compartimentazioni, sistemi di allarme, segnaletica, illuminazione di emergenza, impianti e attrezzature di estinzione. La pratica, poi, è fatta di esercitazioni: uso degli estintori, e nei corsi più avanzati anche presa visione di DPI specifici (maschere, autorespiratori, tute) e addestramento operativo.

Nel testo si parla anche di un attestato “speciale” dei Vigili del Fuoco. Di cosa si tratta?
Per alcune attività è previsto un esame presso il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco per ottenere un attestato di idoneità tecnica. Non riguarda solo attività a rischio alto: dipende da specifici elenchi. L’esame prevede tre prove — scritta, orale e pratica — e alla fine la Commissione valuta l’idoneità. Anche sul lato amministrativo possono esserci quote e documenti da presentare (con possibili differenze territoriali): in pratica è un passaggio aggiuntivo che richiede preparazione e gestione corretta della documentazione.

Ultima: qual è l’errore più comune che vedi nelle aziende quando si parla di antincendio?
Pensare che basti “avere l’attestato”. La vera differenza la fa l’organizzazione: scegliere Addetti adatti, formarne abbastanza per coprire sempre i turni, e soprattutto dare valore alla parte pratica. Perché quando succede davvero, non vince chi ha letto il manuale: vince chi sa applicare la procedura senza esitazioni.

La sensazione, chiudendo questa conversazione, è che l’antincendio in azienda sia una cartina di tornasole: misura quanto un’organizzazione è capace di passare dalla norma alla realtà. La formazione non elimina il rischio, ma riduce drasticamente l’improvvisazione — e in emergenza l’improvvisazione è spesso il primo innesco, anche quando il fuoco non è ancora partito.



 




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