Ha preso il via da Varese il Road Show nazionale “Valore X – Idee per crescere insieme”, promosso da Confidi Systema! per celebrare dieci anni di attività e guardare alle sfide future delle imprese. La scelta di Varese come prima tappa non è casuale: un territorio significativo, con forte vocazione industriale, agricola e manifatturiera, che rappresenta da sempre un osservatorio privilegiato sui cambiamenti in atto nel sistema economico e produttivo e da dove partì nel 1959 l’avventura di confidi con la Cooperativa artigiana di garanzia.
L’incontro, ospitato a Ville Ponti e realizzato in collaborazione con il Gruppo Class CNBC, ha visto una forte partecipazione di imprenditori, sistema bancario e associazioni di categoria.
«Valore X è molto più di un roadshow – ha dichiarato Enrico Cereda, presidente di Confidi Systema! - È un’occasione concreta di ascolto e dialogo con i territori. In un contesto in cui pianificare è sempre più complesso, mettere a fattor comune competenze, innovazione e risorse diventa fondamentale per rafforzare le imprese e rendere il sistema più competitivo valorizzando una consulenza di prossimità, capace di tradurre strumenti complessi in scelte concrete per le imprese».
Ad aprire il confronto il prof. Carlo Alberto Carnevale Maffè, SDA Bocconi School of Management, che ha offerto una lettura dello scenario economico e finanziario attuale, sottolineando le trasformazioni avvenute, la necessità di passare da un modello imprenditoriale implicito ad un modello più esplicito mosso da una visione evoluta, capace di sostenere investimenti, crescita e creazione di valore nel medio-lungo periodo. Centrale il ruolo di soggetti capaci di accompagnare le imprese non solo nel credito, ma nella costruzione di strategie di crescita sostenibili.
A seguire Giacomo Frizzarin, direttore della Divisione Small, Medium and Corporate di Microsoft Western Europe, ha evidenziato come tecnologia, digitalizzazione e intelligenza artificiale rappresentino oggi un fattore decisivo per la competitività delle PMI, se integrate in modelli di business consapevoli e orientati al lungo periodo.
Cuore dell’evento la Tavola rotonda “Valore X: sostenibilità, garanzia, consulenza”, che ha visto il confronto tra Confidi Systema! e i principali rappresentanti del sistema economico e associativo di varesino: Mauro Vitiello, presidente della Camera di Commercio di Varese, Chiara Radrizzani, vice presidente di Confindustria Varese, Paolo Rolandi, presidente di Confartigianato Imprese Varese e Giacomo Brusa, presidente di Confagricoltura Varese. Dal dibattito è emersa una visione condivisa: la crescita delle imprese passa da reti territoriali solide, da una finanza sempre più integrata con la consulenza e da un approccio collaborativo tra imprese, istituzioni e sistema finanziario.
«Oggi non possiamo più guardare al rischio con le lenti del passato: in un contesto così volatile, non è più solo un’equazione finanziaria, ma una sfida di adattamento alle variabili geopolitiche e tecnologiche. L’incertezza è ormai un elemento strutturale e bisogna trasformarla in un’opportunità di evoluzione per non restare isolati dai mercati internazionali. Per farlo, dobbiamo però superare il paradosso della liquidità che caratterizza la provincia di Varese: a giugno 2025, a fronte di depositi per oltre 25 miliardi di euro, gli impieghi verso le imprese sono calati del 4,8%. È prioritario ridurre questa distanza semplificando l’accesso agli incentivi e sostenendo il sistema dei Confidi, affinché l'informazione aiuti a tradurre le regole in scelte concrete anche per le imprese meno strutturate. Questa solidità finanziaria è la base necessaria per sostenere una trasformazione già in atto: nel nostro territorio continuando ad investire in innovazione, nelle energie rinnovabili, nel welfare aziendale, perché la sostenibilità rappresenta la vera leva di competitività per il futuro del nostro sistema produttivo», ha dichiarato Mauro Vitiello, presidente di Camera di Commercio di Varese.
«La garanzia deve premiare chi ha la struttura per crescere, superando la miopia degli algoritmi che faticano a leggere il valore delle filiere corte territoriali». Paolo Rolandi, presidente di Confartigianato Imprese Varese, ha portato al tavolo la necessità di valutare la solidità della rete e non solo i bilanci passati, denunciando poi il blocco degli investimenti: «I 4,2 miliardi inutilizzati di Transizione 5.0 dimostrano che i fondi si fermano contro il muro della burocrazia. Alle Pmi servono regole stabili e procedure standardizzate: senza il rispetto del principio di proporzionalità, la sostenibilità rischia di trasformarsi solo in una tassa occulta sulla produzione».
Chiara Radrizzani, vicepresidente di Confindustria Varese ha affermato: «Sempre di più servono sistemi di garanzia flessibili e strumenti di finanza alternativa che sappiano adattarsi alle esigenze eterogenee e diverse di un sistema produttivo in profonda trasformazione. L’innovazione è un elemento fondamentale anche nella finanza d’impresa per riuscire ad assicurare l’accesso al credito delle Pmi e, conseguentemente, per lo sviluppo del sistema produttivo anche in termini di esportazioni. Dobbiamo evitare che le garanzie, in particolare quelle pubbliche, si concentrino solo sulle aziende con merito di credito più elevato. Confidi e sistema bancario devono operare per favorire il sostegno anche alle imprese con rating meno elevati, ma comunque strategiche in termini di filiere produttive, di sviluppo e tenuta sociale. Pensiamo ad esempio alle startup: il fermento imprenditoriale di un territorio è un elemento dirimente di competitività. Dobbiamo trovare garanzie che rispondano a questa specifica esigenza con strumenti ad hoc».
«Il settore agricolo ha esigenze finanziarie specifiche, legate a cicli produttivi lunghi e a rischi diversi rispetto ad altri comparti: per questo richiede strumenti di credito e garanzia adeguati e mirati che aiutino l’impresa a mantenere nel tempo il proprio equilibrio economico – così Giacomo Brusa, presidente di Confagricoltura Varese -. Sul territorio varesino le aziende agricole faticano ancora ad accedere a nuova liquidità e a credito utile a sostenere la gestione, gli investimenti di lungo periodo richiesti dalla transizione sostenibile e i passaggi generazionali. Per questo è necessario costruire una vera filiera del credito, in cui Confidi Systema! possa svolgere un ruolo di snodo e facilitatore tra banca e impresa favorendo un accesso al credito più equo e coerente con le specificità del settore».


















