Masnago, provincia di Sparta, Varese.
Un quarto d’ora di allenamento, il primo con Ioannis Kastritis in campo, e ci sembra di aver cambiato fuso orario, anzi pianeta.
In campo c’è concentrazione e silenzio, squarciati solo ogni tanto dai rimproveri decisi del greco ma anche di Marco Legovich; e poi ecco l’intensità, la grinta, la… difesa: pressione asfissiante di Mitrou-Long su Librizzi e viceversa, anticipi sui post basso, raddoppi, penetratori che trovano la sbarra chiusa all’accesso in area in luogo delle normali autostrade.
Rivoluzione?
Sembrerebbe, ma nessuna impressione ricavata dalla “practice” potrà valere qualcosa se i parquet ufficiali non la riporteranno fedele. E il primo parquet "vero" del 42enne del Peloponneso sarà uno dei più difficili: quello di Trapani (domenica, palla a due ore 20).
Kastritis pare nato pronto: «Dovremo giocare contro un team molto competitivo, che segna tanto e segna tanto soprattutto in contropiede, oltre a mettere tanta pressione in difesa - dice, circondato per la seconda volta dai microfoni - Il nostro approccio conterà molto: dovremo impedire loro di correre e giocare un basket troppo facile. Sarà la nostra prima partita ufficiale e la nostra prima chance di dimostrare che l’attitudine che dobbiamo avere nelle gare è quella giusta. Sono molto soddisfatto dello sforzo dei ragazzi in questi primi giorni e non vedo l’ora di scendere in campo».
Alla domanda se fosse o meno emozionato per l’esordio risponde diretto: «La cosa più importante in questo momento non sono certo io. È la squadra che deve riprendere la strada giusta e arrivare a fine stagione. Ciò che di cui abbiamo bisogno è instaurare le nostre regole e la nostra cultura e giocare tutti assieme nel modo in cui vogliamo. Se facciamo questo prima o poi le vittorie arriveranno. Questa è la nostra filosofia, il processo è la cosa più importante così come il giocare l’uno per l’altro».
Sul futuro: «Sono fiducioso per il futuro e su come andrà la stagione. Dobbiamo essere onesti con noi e con i tifosi. Onestamente sono molto ottimista e più che sicuro che la nostra stagione finirà nel modo in cui vogliamo».
In Sicilia la sua Varese sarà senza Jaron Johnson (sempre fuori squadra) e senza pure il suo sostituto, non ancora individuato sul mercato. Quali saranno allora le scelte dell’allenatore greco? «Giocheremo con i ragazzi che abbiamo. Sarà importante l’approccio tattico, ma soprattutto giocare con il cuore e seguendo le regole e i principi. Per ora è questa la cosa più importante. Io penso che i giocatori che ci sono oggi siano pronti a dare il 100% e questo è più che abbastanza per me. Ma si sa che insieme al management stiamo valutando quali opzioni abbiamo sul mercato per migliorare ulteriormente il roster e aiutare chi c’è ora…». In allenamento, intanto, da "4" si è visto molto Alviti... Chissà...
Ultima domanda del pre-partita: perché l’esclusione di Jaron Johnson? «Sono nuovo, voglio cercare di prendere le decisioni migliori secondo quelle che sono le mie idee e credo che coloro che sono rimasti siano il tipo di giocatori che si adattano meglio alla mia filosofia e che hanno davvero l’intenzione di impegnarsi in quello che la squadra e la società chiedono. E comunque siamo in sei stranieri e io preferisco avere 4 tra guardie e portatori di palla…».
Chiaro, limpido, Kastritis.














