«L’obiettivo è quello di giocare una coppa europea il prossimo anno: dobbiamo quindi fare ancora dei passi in avanti questa stagione».
Metti i due gm della Pallacanestro Varese - Maksim Horowitz e Zach Sogolow - a chiacchierare durante la pausa del campionato davanti alla stampa: ne viene fuori un quadro sul qui e ora biancorosso con tanti risvolti, dalla squadra al mercato, da NBA Europe ad Assui. Niente di trascendentale, niente di assolutamente nuovo.
Una chiacchierata, appunto.
Kastritis
Siamo contentissimi di Ioannis: è ancora più bravo di quanto ci aspettassimo. Ci ha dato un’identità difensiva molto forte, che prima ci mancava. Il suo approccio quotidiano è perfettamente in linea con quello che vogliamo: manca ancora un po’ di focus sulla parte offensiva, ma arriverà. Anche se i risultati non sono stati sempre perfetti, abbiamo comunque giocato meglio in una lega ancora più forte rispetto agli anni precedenti. Ioannis ci ha dato un’impronta “greca” che si è mescolata con la nostra cultura americana. Ha un ego molto basso, vuole sempre imparare ed è una caratteristica molto importante: non si sente mai un allenatore “arrivato”.
Sogolow: Il modo in cui giochiamo ci tiene sempre in linea e questo lo dobbiamo lui. Abbiamo perso molte partite, ma siamo spesso rimasti in partita fino alla fine. Le vittorie e le sconfitte di misura tendono a compensarsi nel tempo. Il net rating è una misura oggettiva del valore della squadra. Ci piace molto l’approccio di Kastritis perché usa ogni momento utile per lavorare: ha davvero voglia di crescere.
Rimpianti sulla stagione in corso
Non ci piace cambiare giocatori durante la stagione: quando succede è sempre un rimpianto. Quello che è successo con Moody quindi non è motivo di orgoglio, anche se il suo trasferimento ha giovato anche a lui come giocatore. Se avessimo avuto da subito il budget per il 6+6 sarebbe stato meglio, ma alla fine la scelta fatta è stata giusta per la squadra. L’errore con Moody non ci ha consentito di aspettare Freeman.
Il 6+6
Lo stiamo considerando anche per l’anno prossimo: molto dipenderà dal budget e dal fatto di giocare o meno una coppa europea. Vogliamo scegliere la direzione della squadra il prima possibile e poi muoverci in modo coerente in quella direzione.
Settore giovanile
Villa e Bergamin hanno il contratto, quindi i prossimi giovani a entrare stabilmente in prima squadra potrebbero essere loro. Altrimenti c’è un gap: ci sono giocatori come Prato e Kangur che non hanno ancora i quattro anni di formazione italiana. In alternativa potremmo prendere un giocatore di panchina da A2 o B, ma si tratterebbe comunque di profili destinati a giocare pochissimo o quasi per nulla.
Playoff: ci credete?
L’obiettivo principale è come giochiamo per noi. Poi certamente vogliamo riuscire a giocare una coppa europea l’anno prossimo. È chiaro quindi per noi che dobbiamo continuare ad andare avanti, focalizzandoci giorno per giorno.
Alviti
Se continua a giocare come negli ultimi due anni, ci piacerebbe fargli un’offerta. La scorsa estate ci ha detto: «No grazie, voglio guardare il mercato». Potrebbe riaccadere anche quest’anno.
Assui
Aspetteremo il buyout, che dovrà essere lui a pagarci. Non è necessario aspettare il primo luglio per muoversi sul mercato.
Il mercato
Tolti Nkamhoua, Alviti ed Élisée, tutti gli altri hanno un contratto anche per l’anno prossimo, ma con clausole legate alle coppe europee e ad altre condizioni.
Freeman
Stiamo lavorando come se non dovessimo cambiarlo, ma abbiamo una nostra lista: se troveremo che vale davvero e il coach dirà “facciamo il cambio”, allora lo faremo. Allerik ha comunque giocato bene contro Brescia. Quello che ci è mancato di più in questa stagione è stata la continuità: è difficile mantenerla se si continua a cambiare. In questo momento la costanza conta più di un piccolo upgrade tecnico. C’è sempre anche la possibilità di trovare un giocatore che possa servire pure per l’anno prossimo. Pagare sei americani è un lusso? Sì. però la rotazione del coach è di “otto e mezzo” e per noi il 6+6 è diventato più una forma di assicurazione.
Giocatori europei: si prenderanno?
Bisogna considerare la struttura del roster: avere un giocatore con passaporto europeo aiuta tantissimo per la questione dei visti. Detto questo, per noi non conta la nazionalità ma come il giocatore interpreta il basket che vogliamo noi insieme al coach. Conta più lo stile di gioco che la bandiera.
NBA Europe
Secondo me sarà cosa positiva: con più competizioni il livello si alzerà e tutti dovranno raggiungere quel livello. Il fatto che NBA Europe sarà socia con FIBA preserverà le leghe domestiche, quindi la lega italiana resisterà, per anni. Poi ci sono i posti di NBA Europe che saranno riservati a chi vincerà la BCL, quindi partecipare alle coppe europee sarà importante. In generale NBA Europe porterà attenzione a tutto il movimento; più soldi, più valore.














