“Cani e gatti in città: diritti e doveri del buon proprietario”. Se ne è parlato lunedì 2 dicembre ai Molini Marzoli di Busto Arsizio. L’incontro, organizzato dalla Polizia locale, ha trattato la gestione degli animali domestici, che negli ultimi anni è radicalmente cambiata, portando a numerosi problemi non solo per i cani e i gatti, ma anche per la comunità.
Durante la serata sono stati mostrati alcuni dati statistici sulla presenza degli animali domestici a Busto e nei comuni limitrofi. Sono poi state elargite indicazioni pratiche sul giusto trattamento di cani e gatti, ad opera di Umberto Coerezza, Responsabile Igiene Urbana Veterinaria Ats Insubria. Al convegno erano presenti anche l’Assessore al Bilancio di Busto, Alessandro Albani, il Comandante e la Vicecomandante della Polizia Locale - rispettivamente - Stefano Lanna e Cristina Fossati, il responsabile Guardie Eco Zoofile OIPA Varese, Carlo Tomasini, e il Presidente dell’Associazione APAR ODV Emanuele Chareun.
Ad aprire la serata è stato il Comandante Stefano Lanna: «Sono felice che siano venute persone curiose di capire come comportarsi con gli animali e garantire loro le corrette condizioni di vita. Spesso - inconsapevolmente - abbiamo comportamenti sbagliati che danneggiano i cani o le persone. Gli animali non devono avere paura dell’uomo, ma conviverci».
A seguire l’intervento dell’assessore Alessandro Albani, sensibile al tema: «Siamo qui per parlare dell’importanza del benessere animale, perché gli animali sono un dono per l’uomo. Non mi riferisco solo ai cani impiegati nei salvataggi, nella pet therapy, e così via. Tutti gli animali - solo con la loro presenza - sono un supporto fondamentale per le persone: capiscono i momenti di difficoltà e di dolore, e ci aiutano a superarli».
«Venti o trenta anni fa non avremmo mai immaginato di dover discutere di queste tematiche - ha esordito poi Umberto Coerezza -. Oggi i problemi che gli animali portano alle città sono tanti, e sono dovuti ad una cattiva gestione».
Il Responsabile dell’Igiene Urbana ha fatto notare come - negli ultimi decenni - la condizione degli animali domestici sia cambiata radicalmente. Se negli anni Cinquanta i cani stavano nelle cascine a fare la guardia, legati ad una catena di poco più di 2 metri, oppure chiusi nei loculi in attesa di accompagnare il padrone a caccia, oggi gli animali domestici passano la maggior parte del tempo nelle case. Questo - sebbene sia visto con un trattamento dettato dall’affetto - non rispetta la natura dei cani e dei gatti stessi.
«Oggi è un disastro - ha continuato Umberto Coerezza - perché ci sono animali ovunque: negli appartamenti e nelle case singole. E il loro numero è decisamente aumentato».
In provincia di Varese ci sono circa 100 cani registrati per chilometro quadrato, mentre il numero dei gatti è impossibile da quantificare, poiché molti non sono dichiarati (sebbene dal 2020 sia obbligatorio il microchip anche per loro).
I doveri di un buon proprietario di un cane sono diversi, e sono stati illustrati durante l’incontro. Innanzitutto, è d’obbligo il microchip, fondamentale nel caso di smarrimento o di fuga dell’animale. Sono essenziali anche un ricovero e un’alimentazione corretti, oltre alla garanzia di cure veterinarie quando necessarie.
Altro punto cardine è un’adeguata attività motoria, che nelle aree urbane e nei luoghi aperti deve essere svolta con un guinzaglio lungo al massimo un metro e mezzo (ad eccezione di alcune aree per cani individuate dal comune, dove il guinzaglio non è necessario). È obbligatorio che il proprietario abbia con sé anche una museruola rigida, da far indossare all’animale qualora ce ne sia la necessità.
I cani possono accedere con il guinzaglio anche ai luoghi aperti al pubblico (ristoranti, bar, cinema, strade, ecc.), mentre sui mezzi di trasporto è necessaria anche la museruola.
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