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Opinioni | 24 giugno 2024, 07:06

LETTERA AI MATURANDI. Sì, l’Esame di Stato è l’inizio di una nuova vita

Tra l’ansia per le prove scritte e quelle orali, spesso ci si dimentica che la maturità non segna solo la fine delle scuole superiori, ma soprattutto un grande cambiamento. I maturandi sono pronti per iniziare la loro nuova vita nel “mondo dei grandi”

LETTERA AI MATURANDI. Sì, l’Esame di Stato è l’inizio di una nuova vita

La nostra giovane collega Alessia Martignon, studentessa universitaria, si rivolge ai ragazzi che dopo gli scritti affronteranno il round finale della maturità. Buon esame a tutti e buona vita!

La maturità, quel momento tanto atteso, ma allo stesso tempo tanto temuto da tutti gli studenti delle scuole superiori. È la fine di un percorso che dura 5 anni, e segna l’addio ad una scuola che ti ha visto entrare bambino e uscire giovane donna o giovane uomo. È la libertà dalle verifiche scritte e dalla paura per le interrogazioni a sorpresa, dalle materie che non ci piacciono e dalle ore di educazione fisica (tanto divertenti per qualcuno, interminabili per altri).

Ma la maturità è anche quel momento in cui termina la vita da ragazzino e inizia quella da adulto, anche se non ce ne accorgiamo subito. In quinta superiore, segna solo la fine della scuola e l’inizio delle vacanze, che tutti gli studenti vogliono iniziare il prima possibile. Ma, in realtà, è molto di più.

Cari maturandi, a settembre non tornerete più in quella scuola al tempo stesso tanto odiata e tanto amata, quella scuola dove avete pianto, preso insufficienze e sopportato interminabili lezioni sulla Divina Commedia, ma nella quale avete anche riso, scherzato, stretto nuove amicizie. A settembre vi aspetta il “mondo dei grandi”, sia che scegliate di proseguire gli studi, sia che decidiate di andare a lavorare.

 

All’università non avrete più quell’ansia delle verifiche quotidiane e nessuno vi obbligherà a studiare “minacciandovi” con le interrogazioni. Alcuni di voi non saranno nemmeno tenuti a frequentare le lezioni. «Menomale», starete pensando in cuor vostro.

Ma se da una parte è una grande liberazione, dall’altra significa che sta a voi organizzarvi, decidere quando sostenere gli esami, studiare nonostante nessuno vi chiederà la lezione del giorno prima. Questo significa crescere e diventare responsabili.

E se andrete a lavorare, sarete catapultati in un mondo completamente diverso da quello a cui siete abituati. Scadenze, responsabilità, mansioni più o meno piacevoli, orari fissi e magari scomodi, nuovi colleghi, capi a cui dovrete rendere conto. Ma, nonostante questo, magari troverete il lavoro della vostra vita, e vi sveglierete alla mattina con il sorriso per la giornata che vi aspetta.

La maturità è questo: un cambiamento di vita, da una parte difficile e spaventoso, dall’altra atteso ed emozionante perché pieno di novità. Se riuscirete ad adattarvi a questa trasformazione della vostra quotidianità, allora sarete davvero “maturi”, perché non basta superare l’Esame di Stato per esserlo.

La maturità è, appunto, solo un esame. La conclusione di un percorso, che però non lo definisce. Non importa come andranno le prove scritte e nemmeno l’orale. Certo, se otterrete un buon voto, sarà una bella soddisfazione per voi e per le vostre famiglie. Ma la valutazione finale non determina il vostro valoro, né come studenti né come persone. Quello che importa è come avete affrontato la scuola superiore, liceo o istituto professionale che sia, e come vivrete il cambiamento che vi aspetta.

Adesso che avete finito le prove scritte e siete in apprensione per quella orale, vi dico solo di godervi il momento. Una leggera ansia è normale, e in fin dei conti anche bella, perché significa che qualcosa di importante sta per succedere. E allora, quando vi troverete davanti ai vostri professori per l’ultima volta, tirate un sospiro e sorridete. Ce l’avete fatta, avete portato a termine 5 anni - magari molto duri e impegnativi - e ora vi state preparando per la vostra nuova vita. Non è una fine, ma solo l’inizio.

Alessia Martignon

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