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Busto Arsizio | 29 maggio 2024, 15:32

Brevetto di navigazione in Rete, al liceo Crespi gli studenti di tutta Italia presentano i loro progetti

Sono 25 gli istituti che hanno partecipato all’iniziativa con l’obiettivo di «creare un modello riproponibile e, soprattutto ergonomico ed economico per le scuole»

Brevetto di navigazione in Rete, al liceo Crespi gli studenti di tutta Italia presentano i loro progetti

Si è tenuto questa mattina al liceo Crespi di Busto Arsizio l’evento conclusivo del "Brevetto di navigazione in Rete”, un progetto nazionale che intende accrescere la consapevolezza degli studenti nell'utilizzo di Internet e nella navigazione in rete.

All’iniziativa hanno partecipato 25 istituti e, più nello specifico «50 docenti, che hanno dovuto fare anche la fase di formazione, 37 classi e 950 studenti», ha spiegato la professoressa Cristina Boracchi, preside del liceo Crespi.

Diverse le istituzioni che hanno partecipato all’evento: il prefetto della provincia di Varese Salvatore Pasquariello, il dirigente dell’Ufficio Scolastico Giuseppe Carcano, la vicesindaco della città di Busto Arsizio Manuela Maffioli e, in veste di vicepreside e assessore alle Politiche Educative, Daniela Cerana.

«I brevetti devono essere più diffusi per dare ai ragazzi più piccoli di voi l’opportunità di capire che non è un gioco lo smartphone», ha detto il prefetto rivolgendosi agli studenti.

Anche la vicesindaco, nonché assessore alla Cultura di Busto, ha avuto un pensiero per loro: «Quello che oggi diciamo a voi, in grande parte vale anche per noi. Dobbiamo plaudere a questo progetto perché, per quanto ci riguarda, come amministrazione, siete parte attiva di una comunità».

Poi, dopo i risultati dell’indagine condotta tra gli studenti e i docenti delle scuole in rete esposti dalla professoressa Claudia De Napoli, è intervenuto il professor Luca Mari (università Liuc), uno dei maggiori esperti in intelligenza artificiale al mondo.

Il docente dell’università castellanzese ha mostrato ai ragazzi il funzionamento delle chatbot, portando loro una riflessione: «”Aiutanti o sostituti?” quando abbiamo un lavoro da svolgere va bene farci aiutare e sostituire, ma ne siamo sempre responsabili noi. Usare le chatbot come “amplificatore di potere” per aiutare gli altri e diventare persone migliori ha senso».

Infine, i ragazzi dei vari istituti della rete hanno illustrato i loro diversi progetti che hanno spaziato dal cyberbullismo alla sicurezza in rete.

Michela Scandroglio

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