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Economia | 18 marzo 2024, 16:45

Besozzo, in sciopero i lavoratori dell'azienda V2 Components

Si tratta di una piccola impresa di 15 dipendenti che opera nell'indotto Whirlpool: «Chiediamo il pagamento dei mancati stipendi e chiarezza sul nostro futuro». In campo anche il sindaco che dopo un incontro con i lavoratori ha scritto alla proprietà alle prese con una difficile successione al vertice dopo la tragica morte del titolare: «Clima di preoccupazione perché alle dichiarazioni non seguono atti concreti»

(foto d'archivio)

(foto d'archivio)

Giornata di sciopero oggi, 18 marzo, all'azienda V2 Components di via Trieste a Besozzo, piccola azienda metalmeccanica che opera nell'indotto Whirlpool e nella quale lavora una quindicina di dipendenti.

La protesta è stata convocata dalla Fiom Cgil che nei giorni scorsi aveva incontrato con i lavoratori anche il sindaco Gianluca Coghetto, insieme ai dipendenti della Attilio Vanoli, impresa che fa capo alla stessa proprietà che sta avendo difficoltà nella successione al vertice dopo la tragica morte, lo scorso anno, del titolare. 

«I lavoratori chiedono il pagamento degli stipendi e chiarezza sul loro futuro - fa sapere la Cgil - lo sciopero è stato indetto per avere garanzie su contributi e retribuzioni e per chiedere certezze sulle prospettive future».

In campo c'è anche il sindaco di Besozzo Gianluca Coghetto che ha sentito la proprietà delle due aziende dal quale ha ricevuto rassicurazione, ma alla quale ha inviato una lettera.

«Nell'incontro che ho avuto in municipio con i lavoratori ho subito percepito l'elevato senso di appartenenza, dimostrato da tutti loro e l'elevato capitale umano di cui dispone la sua ditta - si legge nella lettera del sindaco - ne sono testimonianza in questo anno di attesa, l'impegno che i lavoratori hanno profuso nel garantire la produzione e rispettare i tempi di consegna. Tutto questo operando in una situazione di assenza formale di guida ed assumendosi ruoli di responsabilità in prima persona».

«Nell'incontro - continua Coghetto - mi sono permesso, come concordato con la proprietà, di esporre alcune risposte ai problemi che impediscono di far ripartire l'attività. I lavoratori erano già informati ma tra loro inizia a serpeggiare un clima di sfiducia e di preoccupazione perché alle dichiarazioni non seguono atti concreti. Mi riferisco alle date inizialmente prospettate e poi rimandate sull'effettiva situazione della successione e la nuova nomina dell'amministratore. Non secondario il pagamento degli stipendi arretrati che servono a far fronte alle spese quotidiane di ogni lavoratore. Mi auguro che questa situazione si risolva concretamente. Rinnovo la mia disponibilità nel collaborare nell'interesse di tutti ed in particolar modo dei lavoratori e delle loro famiglie». 

M. Fon.

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