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Varese | 08 febbraio 2024, 09:56

Inaugurata nella sala Varese Vive la mostra “Da solo non basto”. «Perché nessuno sia lasciato solo di fronte alla fatica di crescere»

L'associazione Persone e città ha coordinato l’iniziativa. Apprezzata la concretezza con cui viene messa a tema l’emergenza educativa

Inaugurata nella sala Varese Vive la mostra “Da solo non basto”. «Perché nessuno sia lasciato solo di fronte alla fatica di crescere»

Si è svolta presso la sala di Varese Vive l’inaugurazione della mostra “Da solo non basto”, alla presenza di un folto pubblico (i locali della mostra erano pieni di visitatori).

L’inaugurazione ha visto la presenza di molte autorità: tra gli altri il sindaco Davide Galimberti, il prefetto Salvatore Pasquariello, gli assessori Malerba, Molinari e Sanmartino, il consigliere regionale Emanuele Monti, il provveditore Giuseppe Carcano, alcuni sindaci dei comuni limitrofi, tra cui Matteo Marchesi primo cittadino di Sangiano, il sottosegretario regionale Raffaele Cattaneo.

Presenti anche la presidente dell’Ordine degli Architetti Elena Brusa Pasquè, il presidente dell’associazione imprenditori Aime Giuseppe Albertini e il direttore di Aime Gianni Lucchina, oltre a presidi, insegnanti e numerose persone impegnate nel settore sociale ed educativo.

Dopo un’introduzione di Enrico Angelini di Persone e città, associazione che ha coordinato l’iniziativa, i presenti sono stati accompagnati nella visita dal professor Marco Pippione, che ne ha sintetizzato gli aspetti più rilevanti.

Tutti hanno apprezzato la concretezza del modo con cui viene messa a tema l’emergenza educativa, con il racconto di storie di ragazzi che, giunti a un momento decisivo della loro esistenza, incontrano adulti disposti a camminare al loro fianco e ad accompagnarli nella rinascita. Imparano a studiare, a lavorare, escono dalla violenza come modalità usuale dei rapporti e dalle dipendenze, perché a mano a mano non hanno più bisogno di fuggire da se stessi.

Così, in cammino con altri, si rendono conto che “da solo non basto” e che aprirsi all’incontro con altri, con figure positive, è la strada giusta.

«Anche le istituzioni hanno un compito importante, che è quello di dare spazio ad esperienze, anche sul nostro territorio, che abbiano su questo tema lo stesso approccio, lo stesso cuore descritto nella mostra» afferma Patrizia Bianchi, responsabile di ”Agorà: comunità educante”, rete promossa a Varese da Educational Team, impegnata nella mostra.

Ed infatti questo evento si colloca nel quadro della costruzione da parte di “Agorà” , insieme agli altri partner, di una comunità educante, una rete cioè di realtà educative e di persone che sul nostro territorio mettano in comune la passione e le competenze per rispondere efficacemente alle molteplici domande e inquietudini che emergono dall’universo giovanile.

«Perché nessuno sia lasciato solo di fronte alla fatica di crescere, sia giovane che adulto», conclude Patrizia Bianchi.

Redazione

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