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Politica | 03 dicembre 2023, 13:55

L'ALTRA VARESE - Mister preferenze affonda i colpi: «Galimberti, la città è fatta di piccole cose»

Intervista al consigliere comunale e commissario cittadino di Forza Italia Mimmo Esposito: «Varese è diventata brutta, la gente continua a chiedermi perché non vengono messe a posto le strade, i marciapiedi, i tombini. E poi c'è il problema della sicurezza». La giunta? «È anonima, conta solo il sindaco, che però fra tre anni non potrà più ricandidarsi». E il centrodestra? «Scegliamo subito il candidato e facciamo tutto quello che c'è da fare per riprendere Palazzo Estense»

L'ALTRA VARESE - Mister preferenze affonda i colpi: «Galimberti, la città è fatta di piccole cose»

Mister 685 preferenze: nessuno meglio di lui alle ultime elezioni amministrative del Comune di Varese. 

Sulla popolarità,  Mimmo Esposito - consigliere comunale e commissario cittadino di Forza Italia - può guardare tutti dall’alto nella politica varesina. Lo dicono i numeri. Ed è allora anche per questo che si prende il lusso di bacchettare a destra e a manca l’amministrazione Galimberti. «Io porto la voce della gente, che vuole le piccole cose»

E quindi come sta Varese dal suo punto di vista, Esposito?

Sta sempre peggio. La gente continua a chiedermi perché questa città non venga messa a posto: le strade, i marciapiedi, la cartellonistica. E poi c’è il discorso della sicurezza…

Continui.

Manca. Zona stazioni, via Como, via Piave, piazza della Repubblica… Proprio l'altro giorno una signora mi ha detto: “Mimmo, quando porto la macchina nel parcheggio di piazza Repubblica la sera, oppure quando vado a riprenderla, resto sempre al telefono con mio marito collegato. Ho paura delle persone che vedo in giro, tutte con la bottiglia in mano…». Ecco, capite? Sicurezza, degrado… E poi le buche, i cimiteri mezzi abbandonati… È questo che vedono le persone. Varese si è imbruttita, i negozi chiudono: se la città non è attraente, alla gente passa la voglia.

Perché secondo lei l’amministrazione non la pensa così o non si accorge di tutto questo?

Perché il sindaco Galimberti pensa solo alle grandi cose, mentre invece la città è fatta di piccole cose. Un altro signore mi ha chiesto: “Mimmo, ma a quanto ammontano i lavori per l'ex Caserma Garibarldi?”. Io gli ho risposto: 40 milioni. E  lui: “Io per la cultura non li spenderei 40 milioni. Ci sono altre priorità…”. Questo sostengono i varesini...

Lei è qui dal 1990…

E a quei tempi la città era un gioiello. Sembrava una città svizzera: le strade a posto, la segnaletica a posto, una piccola Lugano, messa bene, bei negozi. Il peggioramento è avvenuto nella pulizia, nella bellezza, nell’ordine, nella cura. E poi il mercato….

Cosa non va con il mercato?

È brutto. Devono sistemarlo, sembra una tendopoli, va messo a posto.

Immaginiamo che l’elenco delle doglianze sulle “piccole cose” sia ancora lungo…

Un’altra signora mi ha chiamato per un tombino in via Caracciolo: non è ben fissato e ogni macchina che passa fa rumore, di notte non riesce più a dormire. È una cosa poco importante secondo voi? E ancora: a Velate, dove c’è il cimitero, la curva sembra una piscina ogni volta che piove… È un anno che è così.

Si sente ascoltato dalla giunta quando porta alla sua attenzione queste problematiche?

Se la cosa esce sulla stampa sì, perché i giornali sono una cassa di risonanza.

Perché secondo lei il Comune apparentemente non manda qualcuno in giro per la città a raccogliere queste segnalazioni, un po’ come fa lei?

Perché loro già hanno vinto le elezioni. E hanno visto che bastano i grandi progetti per restare al potere.

Non teme che possa succedere la stessa cosa fra tre anni? Nel frattempo l’amministrazione potrebbe aver inaugurato diverse opere pubbliche…

Può essere, ma a quel punto Galimberti non potrà più candidarsi….

Quindi?

Questa giunta è anonima. Tutto è incentrato sul sindaco. Quindi senza di lui…

Non le piace nessuno tra gli assessori?

Solo l’assessore alla Cultura, Laforgia, che ogni tanto ci ascolta.

Restando alle prossime amministrative, però, chi non potrà sbagliare sarà proprio il centrodestra…

Vero, quindi il candidato deve essere scelto subito, intendo non più tardi che dopo le Europee del 2024. Bisogna partire compatti, con un’idea chiara, andare in giro per i rioni, fare tutto quello che si può fare.

Due anni fa ha pesato anche l’astensionismo sul voto?

Dobbiamo portare la gente a votare, ma il problema non è solo questo. La prima volta in cui ha vinto Galimberti, il centrodestra ha pagato la rottura degli equilibri e l’uscita di Malerba, la seconda volta la malattia di Roberto Maroni: se lui avesse potuto effettivamente mantenere la sua candidatura, non ci sarebbe stata storia. Bianchi io l’ho sostenuto, ma non tutti hanno avuto grande voglia di farlo.

Meglio un candidato politico o proveniente dalla società civile?

Il nostro futuro candidato potrà essere tutti e due. Io sul politico avrei un’idea precisa, ma per ora non la dico.

In generale come dovrà essere il prossimo sindaco?

Empatico, dovrà vivere in mezzo alla gente. E poi intercettare i finanziamenti per le cose che servono, non solo per le grandi opere, perché la gente vuole il tombino a posto, non solo la caserma.

Come giudica l’opposizione attuale, di cui lei fa parte?

Fa il suo lavoro, ma dovrebbe essere ancora più presente e determinata nel far presente quello che non va. E dovrebbe portare più idee. 

Come sta invece Forza Italia?

Il partito sta iniziando a crescere, ma io vorrei portare facce nuove che abbiamo voglia di mettersi a disposizione della città e della sua politica.

Tornando alle grandi opere, lei su Largo Flaiano ha segnalato un problema ben preciso. Le hanno dato ascolto?

Fino a oggi no. Il problema è l’inclinazione del nuovo ponte: ci sono ottanta centimetri di dislivello da una parte all’altra... Quando pioverà tanto, l’acqua allagherà i negozi e i box delle abitazioni che sono dalla parte in discesa.

Cosa rimprovera ancora all’amministrazione?

Che si rimangia le sue stesse idee, come Nature Urbane, forse perché vengono bocciate dai cittadini, e che non ne porta avanti nessuna di quelle che in passato funzionavano. Per esempio la Notte Bianca: perché non farla più? Il centro di Varese è morto, nemmeno io ci vado più...

Andrea Confalonieri e Fabio Gandini


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