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Busto Arsizio | 28 novembre 2023, 15:56

Il “regalo” dei volantini lasciati in piazza: il Comitato per il Diritto alla Salute replica al sindaco Antonelli

Gli attivisti, che sabato 25 novembre, vicino all’albero di Natale in piazza Santa Maria, hanno tenuto un presidio contro il futuro nosocomio Busto/Gallarate, rispondono al primo cittadino che li ha accusati di sporcare la città. Reazione, la loro, fra durezza e ironia. Oltre a ribadire le ragioni della campagna, il Comitato assicura: «Continueremo a circolare e a parlare»

Il presidio del 25 novembre in piazza Santa Maria

Il presidio del 25 novembre in piazza Santa Maria

Presidio contro l’ospedale unico del Comitato per il Diritto alla Salute del Varesotto in piazza Santa Maria. A iniziativa conclusa, rinvenimento di alcuni volantini, identici a quelli precedentemente distribuiti dagli attivisti, vicino all’albero di Natale in procinto di essere inaugurato. Immediata raccolta dei fogli, con il sindaco Emanuele Antonelli impegnato in prima persona, e bordate del primo cittadino contro il Comitato (VEDI QUI). La sequenza di azioni e reazioni, di affermazioni e repliche partita nel pomeriggio di sabato 25 novembre si arricchisce, ora, del comunicato diffuso dal Comitato per il Diritto alla Salute, dopo che un altro Comitato, quello Antifascista, ha detto la sua (VEDI QUI). Fra i passaggi più pesanti, l’ipotesi che abbandono e raccolta dei volantini possano essere una “sceneggiata orchestrata ad arte” (provocazioni a parte, il Comitato ipotizza  che i fogli, un “regalo di Natale”, siano stati lasciati da cittadini che li hanno ricevuti durante il presidio). Ribadite le proprie ragioni contro l’ospedale unico, e ricordate ruggini più i meno recenti nel rapporto con Antonelli, gli attivisti assicurano: «Continueremo a parlare». Di seguito, il loro comunicato.

Nel pomeriggio di sabato 25 novembre in piazza Santa Maria a Busto Arsizio si è tenuto un partecipato presidio organizzato dal Comitato per il Diritto alla Salute del Varesotto per ribadire l’opposizione al progetto dell’ospedale unico tra Busto e Gallarate e per denunciare il progressivo smantellamento della sanità pubblica carente di personale e di risorse.

Durante il presidio sono stati distribuiti dei volantini in cui si esprimono le ragioni della contrarietà all’ospedale unico e si propone in alternativa il rilancio e l’ammodernamento degli ospedali esistenti e la salvaguardia delle aree verdi e boschive di Beata Giuliana, che con l’ospedale unico andrebbero completamente distrutte.

In serata il sindaco di Busto Arsizio, Emanuele Antonelli, ha dichiarato di avere trovato alcuni di questi volantini ai piedi dell’albero di Natale installato in piazza Santa Maria. Secondo il sindaco, coloro che ce li avrebbero messi “parlano per niente, sono capaci solo di sporcarci la città”. Ma a cosa serve l’albero di Natale, se sotto non ci si possono mettere i regali? Può essere che qualcuno, tra i passanti che hanno ricevuto il volantino, abbia pensato bene di mettere ai piedi dell’albero di Natale il “regalo” che l’amministrazione di Busto Arsizio e il sindaco Antonelli ci hanno fatto, sostenendo la decisione di spendere 440 milioni di Euro per chiudere gli ospedali di Busto Arsizio e Gallarate e farne uno unico, invece di spendere 284 milioni di Euro per rilanciare e ammodernare le strutture ospedaliere esistenti.

Oppure può essere che quella dei volantini sotto l’albero sia stata una sceneggiata orchestrata ad arte dal sindaco e dai suoi adepti, forse nel tentativo di togliersi dall’imbarazzo in cui si trova perché sa che gran parte della popolazione è contraria all’ospedale unico, come abbiamo potuto constatare nei volantinaggi prima e durante il presidio del 25 novembre.

Secondo il sindaco Antonelli, “questa gente” (chi? chi ha messo i volantini sotto l’albero? chi aderisce al comitato?) “deve sparire dalla circolazione, è inutile, che vadano a lavorare, parlano per niente, sono capaci solo di sporcarci la città... Per favore, non cambiate solo città, cambiate paese, grazie”.

Prego, signor sindaco. Sappia che noi continueremo a circolare o a stare dove vogliamo. Sappia che continueremo a parlare, anche se questo la infastidisce tanto da avere definito “famigerato” il nostro comitato, in occasione di una commissione consiliare nello scorso mese di luglio. Sappia che continueremo a pretendere il rispetto delle norme per la tutela dell’ambiente e della salute umana e a rivendicare il diritto di cittadine e cittadini di partecipare alle decisioni; diritto che la sua amministrazione ha negato, pronunciandosi nel giugno del 2021 a favore della deroga al dibattito pubblico sull’ospedale unico.

Sappia che insulti e inviti minacciosi non fanno onore al ruolo che ricopre. La prossima volta, invece di buttare i volantini, ne prenda solo uno per sé, se lo porti a casa, se lo legga, e poi eventualmente lo metta nella raccolta differenziata della carta e non, come riportato dalla stampa locale, nel cestino dell’immondizia (indifferenziata). Sarebbe, questo, un gesto di civiltà.

S.T.

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