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Varese | 21 ottobre 2023, 10:00

L’altra metà - La donna nell’arte

Dal 600 ai giorni nostri, da Artemisia Gentileschi a Carla Accardi, da Daphne Casorati a Marina Abramovic

L’altra metà - La donna nell’arte

Per la stagione culturale della seconda parte del 2023 il Comune di Cherasco e il Comune di Busca, visto il successo riscontrato lo scorso anno, proseguono senza indugi il rapporto di collaborazione nel promuovere mostre affini con l’obiettivo di far transitare sui due centri zona, un numero sempre maggiore di visitatori e appassionati d’arte.

A Cherasco è promossa una esposizione antologica della scultrice Rosalda Gilardi.

La scelta è motivata dal corposo lascito di opere scultoree che l’artista di origini cheraschesi ha donato al comune. Si tratta di sculture di varie dimensioni realizzate utilizzando differenti materiali come la ceramica, la terracotta, il gesso, la pietra, il granito e il marmo.

Per individuare un’affinità con questa rassegna, Cinzia Tesio e Rino Tacchella ormai consolidati curatori di importanti mostre allestite negli anni scorsi, hanno pensato di promuovere una rassegna dedicata solo ed esclusivamente ad artiste donne.

Nell’arte, come in molti ambiti della vita, per le donne non è stato facile ricavarsi lo spazio che meritano. E allora l’idea che si è concretizzata è stata quella di proporre le poche che hanno partecipato e sono emerse a partire dal XVII secolo anche perché nei secoli precedenti il contributo femminile, per effetto del tipo di formazione a loro impartita, era riscontrabile nell’ambito di illustratrici di libri, ricamatrici o autrici di miniature su rame o su avorio utilizzate in oreficeria.

La mostra prende avvio con un ritratto di Lavinia Fontana, ma l’icona dell’esposizione è un’opera della scuola di Artemisia Gentileschi, artista impegnata in una costante ricerca dell’indipendenza e dell’affermazione artistica, pronta a combattere i pregiudizi incontrati nel cammino Orsola Caccia figlia del Moncalvo e Bacigalupo Carrea Maria l’artista romantica o neoclassica genovese divenuta famosa come ritrattista e per la nomina di Accademica di Merito all’Accademia Linguistica.

E poi nei secoli successivi le vengono ricordate con pannelli la svizzera Angelika Kauffmann, la sudamericana Frida Kalho e la polacca Tamara de Lempicka rinomata soprattutto per lo stile raffinato dei suoi ritratti in stile Art Decò.

Il numero delle artiste donne inizia ad aumentare considerevolmente agli inizi del ‘900 quando possono iscriversi e seguire i corsi di pittura all’Accademia sino ad allora di appannaggio degli uomini.

Quindi la progressiva e faticosa conquista di una posizione paritaria con gli artisti le donne artiste la raggiungono poco tempo fa quando si sottraggono dal ruolo stabilito dal conformismo e dall’ordinamento sociale e culturale di madre casalinga fino a quel momento in atto, ma gli viene riconosciuto un nuovo sistema di valori, una indipendenza e una significativa e originale creatività con cui competere e affermarsi.

Da questo momento si inseriscono le opere di artiste che hanno partecipato a vari movimenti del Novecento e tra queste alcune attive nel movimento futurista come Benedetta Cappa moglie di Marinetti l’ideologo del Futurismo, Annaviva futurista albisolese, moglie del pittore Acquaviva, che partecipa al futurismo esprimendosi con animate ceramiche a lustro e Regina la scultrice che per prima utilizza dei plexiglass colorati e ritaglia elementi figurali nella lamiera. Altra scultrice che si distingue è Egle Pozzi Biginelli allieva di Wildt e partecipe a più edizioni della Biennale di Venezia; stessa cosa per la savonese Rosalda Gilardi che partecipa con una scultura in marmo oggi esposta permanentemente nel Museo Guggenheim di Venezia

Naturalmente la carrellata comprende le artiste figurative appartenenti alla scuola casarotiana come Daphne Casorati, Platone, Marchesini, Bellotti, Lalla Romano o alla scuola romana come Raphael Mafai pittrice e scultrice espressionista e Giosetta Fioroni compagna di avventura degli artisti di Piazza del Popolo. E’ esposto un intrigante Cromogramma di Renata Boero, lavoro che appartiene al periodo in cui realizza opere avvalendosi di pigmenti naturali ricavati da erbe e fiori.

Non mancano le astrattiste per citarne solo alcune, ricordiamo Bice Lazzari, Dadamaino, Carla Accardi e la scultrice Nedda Guidi. Della scrittura si avvale Milena Milani che alle immagini associa scritte sia in opere su tela, sia su lavori ceramici.

Il percorso prosegue con le artiste optical come Marina Apollonio, Grazia Varisco e Nanda Vigo compagna di Piero Manzoni.

A grandi passi si giunge agli esiti più recenti quando gli artisti producono opere con materiali e mezzi tecnologici nuovi e inediti, realizzano azioni e performance e le documentano con riprese memorizzate su video cassette come Angioletta Firpo, Marina Abramovic e Vanessa Beecroft che dopo gli studi compiuti a Genova si diploma in scenografia a Brera e realizza opere con figure femminili disposte secondo precise scenografie, le foto di Lisetta Carmi nota per i suoi reportage sui camalli di Genova e via del Campo, o opere di arte concettuale come quelle realizzate da Ketty La Rocca esponente di spicco della corrente Poesia visiva e Gina Pane.

DOVE

Casa Francotto, Busca - Piazza Regina Margherita - 12022 Busca (CN)

Telefono 3715420603 per prenotazioni

ORARI

Venerdì dalle 15,30 alle 18,30

Sabato dalle 10,00 alle 12,00 – dalle 15,30 – 18,30

Domenica dalle 10,00 alle 12,00- dalle 14,30 alle 18,30

BIGLIETTERIA

INTERO 12 EURO

RIDOTTO 8 EURO (insegnanti, CRAL convenzionati, studenti universitari, under 16

GRATUITO ragazzi inferiori a 14 anni.

www.casafrancotto.it

I. P.

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