Due sono le cose sorprendenti di ALL DAY VINTAGE EXPO, il felice happening nel cuore di Varese che si è svolto in una giornata di quasi estate nella bella location del bistrot Limbosco.
La circolarità ovvero ridonare agli oggetti di consumo una seconda vita fa bene almeno due volte. Prima di tutto unisce le generazioni ovvero le mette letteralmente insieme in uno stesso luogo; poi le rende solidali nello sforzo comune di lasciare un futuro più sostenibile. Erano proprio questi gli effetti più visibili dell’evento ALL DAY VINTAGE EXPO, un grande no stop espositivo, iniziato all’ora del brunch, di prodotti fashion vintage (il criterio sarebbe che, per definirsi vintage, la loro origine debba essere datata almeno 20 anni prima del periodo attuale) e artigianali - i celebri pezzi unici - dove creatività ed inventiva erano guidate dal concetto della “seconda vita”.
Grazie alla sua formula espositiva all’insegna della contaminazione di stili, di destinazioni, di persone, all’evento c’erano quasi tutti: dalle famiglie con bambini alle giovani coppie, dai tipi alternativi e un po’ metropolitani alle signore amanti dello stile originale. Una format ormai più che collaudato nelle grandi realtà metropolitane ma che a Varese risulta ancora poco esplorato.
E allora perché non (ri)provarci? Devono essersi posti questa domanda Martina, Jacopo e Stella, rispettivamente stylist professionista e titolari del bistrot Limbosco, locale sito a metà del caratteristico e affascinante Vicolo Canonichetta a Varese. Una strada la cui vocazione è stata per anni quella dell’anticamera pedonale verso lo spazio della città presidiato dal suo tesoro più antico - il Battistero di Varese - e dalla centrale Basilica di San Vittore. Perché non esaltarne quindi la sua vera bellezza anche attraverso serate di questo tipo?
Jacopo, Stella e Martina devono averlo capito bene visto il garbo e l’informalità con cui hanno servito l’evento di ieri, non il primo di questa serie ma sicuramente ottimamente riuscito. Gli ingredienti? Circolarità e contaminazione in luogo che per sua origine è social per definizione, il bistrot. La location, infatti, con la sua bella veranda coperta che pare quasi una serra e il suo cortiletto interno, si è davvero ben calata nel ruolo di spazio ideale per un show espositivo impreziosito da alcune proposte di street food – buonissimi i tacos rivisitati – e da una selezioni di vini di ottima fattura (uno su tutti il nebbiolo).
Gli espositori che hanno animato la kermesse fino a sera tardi non hanno fatto mancare la loro dote di originalità. Da segnalare i vestiti di @market.gal che ha scelto di mettere insieme originali e colorati tessuti recuperati da preziose tovaglie e capi di “second hand” donando loro una seconda e migliore identità di vestiti cuciti a macchina. Parliamo dell’upcycling, forse il movimento più forte che sta caratterizzando la moda oggi.
Non potevano mancare l’arte del knitting - la maglia all’uncinetto che sta ritornando di moda in tutto il mondo - con le creazioni di @wasabi_knit e l’interessante selezione di capi vintage di @thenewnew_varese, @lepi_vintageshop e @stampovintage. Un parterre davvero creativo e di qualità che non ha deluso gli ospiti e ha premiato il bel lavoro di art direction, selezione e organizzazione svolto dalla milanese Martina in arte @usedconfused. Il dj-set prima e la musica dal vivo all’orario dell’aperitivo hanno fatto il resto con il locale che non riusciva a contenere più gli ospiti. Qualcuno a fine serata ballava sulle note di alcuni famosi pezzi vintage forse contagiato dall’atmosfera ancora effervescente.
Grazie a ALL DAY VINTAGE EXPO abbiamo infine capito un’altra cosa: la creatività fa bene anche al cervello e continua a fare la differenza rispetto alla nuova intelligenza artificiale il cui limite è proprio quello di non essere in grado di creare qualcosa di nuovo e sorprendente partendo dall’esistente. Quanto al pianeta, la risposta è abbastanza scontata.
















