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Busto Arsizio | 29 settembre 2023, 00:38

Nuovo ospedale, a Busto via libera all’Accordo di programma tra cartelli e proteste

Polemiche, manifesti e contestazioni da parte del pubblico ieri sera in Consiglio comunale. La seduta viene anche sospesa dalla presidente Rogora, che più volte intimerà ai manifestanti di rispettare il regolamento. Alla fine la delibera passa col voto della maggioranza, del misto e del gruppo di Farioli

Nuovo ospedale, a Busto via libera all’Accordo di programma tra cartelli e proteste

Bastano pochi secondi e la discussione in Consiglio comunale a Busto Arsizio sull’Accordo di programma sul nuovo ospedale si infiamma.
Il sindaco Emanuele Antonelli ha appena iniziato il suo intervento, quando dal pubblico – ieri sera nutrito come non accadeva da tempo – iniziano a spuntare cartelli contro il progetto.
«No ospedale unico», «sì al potenziamento di entrambi gli ospedali», «la Vas è stata una finzione», i messaggi esposti, anche da rappresentanti dei comitati. Ma anche «imbarazzante è l’accordo di programma», con un richiamo a un termine usato in più occasioni da Antonelli per bollare negativamente gli interventi da lui non condivisi.

A quel punto, regolamento alla mano, la presidente dell’assise Laura Rogora invita i contestatori a consegnare i cartelli alle forze dell’ordine, presenti in maniera massiccia a Palazzo Gilardoni proprio in previsione di possibili contestazioni sopra le righe.
Qualcuno, però, non vuole cedere i manifesti: il clima si surriscalda e Rogora sospende la seduta, portandosi poi tra il pubblico per chiedere con decisione di riporre i cartelli.

Dopo alcuni minuti, alla ripresa dei lavori, la scena si ripete. A quel punto è Antonelli a “concedere” ai manifestanti di proseguire nella loro protesta, purché silenziosa, sebbene la presidente dell’assise sia di parere diverso.
«Un accordo di programma epocale – scandisce il sindaco –. Il premio più grosso va a tutti gli operatori sanitari che hanno lottato fin dall’inizio affinché questo ospedale si potesse fare. Io voto responsabilmente e convintamente sì. Ringrazio la Regione e Attilio Fontana per aver pensato a Busto. Non prenderò in considerazione chi parla a vanvera non essendo del mestiere o, peggio, per ideologie politiche».

Si apre il dibattito. Il capogruppo del Pd Maurizio Maggioni afferma che «l'Accordo di programma presenta dei problemi aperti che devono ancora essere visti in questa sede». E cita, in particolare, le compensazioni. «Ma il rischio – aggiunge – è che qui in Consiglio non torni niente una volta approvato l’accordo».
Tanti dubbi anche da parte di Santo Cascio (Progetto in Comune): «Da qui a otto anni che risposte diamo a chi è in cura negli attuali nosocomi? – chiede –. E a furia di promettere ci sta scappando un sacco di personale».
Applausi scroscianti dal pubblico e nuova “minaccia” di espulsione da parte della presidente.

Dai banchi della maggioranza prendono la parola Paolo Geminiani, Massimo Rogora (Fratelli d’Italia), Orazio Tallarida (Forza Italia), Alessandro Albani (Lega), Marco Lanza (Lista Antonelli). Tutti a favore del progetto.
Anche Matteo Sabba (a sua volta della Lista Antonelli), che in commissione si era astenuto e che non ha nascosto note e profonde perplessità: «Non sono soddisfatto dell’attuale gestione della sanità locale, la parte della diagnostica è stata regalata al privato. Bisogna fare mea culpa anche in questa regione e comprendere i dubbi dei cittadini. Qui si parla della salute, noi maggioranza di centrodestra ci giochiamo la faccia. Da qui ai prossimi anni dobbiamo essere rompiscatole e controllare tutto». E Sabba non ha nascosto che non farà nascere a Busto il suo primo figlio, provocando la reazione del sindaco: «Non è rispettoso per chi lavora all'ospedale, dove passano migliaia di persone al 90 per cento soddisfatte».

Favorevole anche Emanuele Fiore del gruppo misto e Popolo, Riforme e Libertà, col capogruppo Gigi Farioli che dice: «Questo è semplicemente l’inizio di un percorso proficuo. E da domani lavoriamo sugli odierni siti perché il nuovo ospedale non nasca sulle ceneri di strutture fatiscenti».
Alla fine la delibera sull'ipotesi di accordo di programma - che passa tra qualche protesta anche a Gallarate (leggi qui) - viene approvata. Con l'astensione del Pd e Cascio unico contrario. E qualcuno tra il pubblico che, prima di congedarsi, urla «vergogna».

Riccardo Canetta

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