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Varese | 26 settembre 2023, 17:22

Ex Caserma, si va avanti nonostante i costi. E ora è ufficiale: l'ex Politeama sarà il nuovo teatro

Il Collegio di Vigilanza dell'Accordo di Programma ha fatto oggi il punto della situazione sulle due opere che daranno un nuovo volto culturale alla città di Varese. Quaranta milioni i costi complessivi: sono aumentati di 15 rispetto al 2014. Ecco i tempi, le novità e le dichiarazioni istituzionali

Ex Caserma, si va avanti nonostante i costi. E ora è ufficiale: l'ex Politeama sarà il nuovo teatro

Tre notizie dal centro di Varese.

La prima: il progetto di riqualificazione dell’ex Caserma Garibaldi prosegue. Nonostante il folle incremento del prezzo dei materiali rispetto a quando l’idea di dare un nuovo futuro al diroccato manufatto era nata, ovvero il 2014, anche il secondo stralcio del piano di rigenerazione è stato confermato.

La seconda: c’è una modifica nello stesso progetto, di cui occorre dare conto perché impatterà sulla vita dei cittadini. Non verrà realizzato un tunnel in piazza della Repubblica, in virtù della futura chiusura al traffico di via Spinelli, per permettere alle auto di uscire dal parcheggio sotterraneo: semplicemente verrà cambiato il senso di una delle uscite già esistenti.

La terza, forse la più importante: l'ex Politeama sarà ufficialmente il nuovo teatro di Varese.

Le tre nuove giungono dalla riunione oggi in programma del Collegio di Vigilanza dell'Accordo di Programma su Caserma e nuovo Teatro, l’organo che sovrintende l’esecuzione del cronoprogramma complessivo delle due opere e racchiude in sé le istituzioni che vi partecipano, ovvero Comune di Varese, Provincia di Varese e Regione Lombardia.

Il consesso ha fatto il punto della situazione e poi aggiornato la stampa. Primariamente su costi e tempi. Complessivamente la riqualificazione dell’ex Caserma e quella del Politeama ammonteranno a 40 milioni di euro, con un aggravio di 15 rispetto alle stime di ormai quasi 10 anni fa: 29 sono erogati da Regione Lombardia, 9 dal Comune di Varese, 1 dalla Provincia di Varese d’intesa con il Comune.

I tempi. Come anticipato QUI da VareseNoi, entro i primi mesi del 2024 i primi locali del nuovo polo culturale che prenderà posto nell’ex rudere militare saranno realtà e saranno fruibili. Si tratterà di quelli che occuperanno l’ala dell’edificio che dà su via Magenta, ovvero una prima parte dell’Archivio del Moderno di Mendrisio e le prime aule studi. Tutto il resto dei lavori avranno scadenza a fine 2024: a quel punto vedranno la luce il polo bibliotecario unificato, la seconda parte dell’Archivio del Moderno, gli spazi per i ricercatori, tutta la parte dell'area dedicata ai bambini e il completamento di via Spinelli che, come anticipato sopra, diventerà pedonale e un tutt’uno con piazza della Repubblica. In virtù di quest’ultima risultanza, quindi, le auto in uscita dal parcheggio sotterraneo confluiranno su via San Michele e su via Magenta, non più sulla stessa via Spinelli.

Per ciò che concerne il teatro, invece, è già stato affidato il progetto preliminare: l’esecutivo sarà pronto in estate.

Soddisfatti i commenti dei presenti a partire da quelli del sindaco di Varese Davide Galimberti che ha illustrato per punti le novità. «Mi piace ricordare che questo Accordo di Programma è nato nel 2014 quando Roberto Maroni era presidente di Regione e Attilio Fontana sindaco di questa città - ha invece esordito l’assessore regionale Massimo Sertori - È stato un lavoro lungo e non privo di difficoltà, ma siamo andati avanti a lavorare e siamo arrivati a oggi, pronti a portare tutto a compimento».

«Va riconosciuto l’impegno di Regione Lombardia, così sensibile alle esigenze del nostro territorio» ha ricordato il presidente della Provincia Marco Magrini. «Questo è un progetto di vera rigenerazione urbana - ha detto l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Civati - Ed è bello osservare che è la cultura il motore di questa rigenerazione. Caserma più nuovo teatro faranno di Varese uno dei poli culturali più importanti della Lombardia».

Sulla stessa linea l’assessore alla Cultura Enzo Laforgia: «Varese non è più un capolinea, ma un nuovo centro fatto di forze creative e progetti che fanno bene all’intero territorio».

La chiosa, con una sintesi anche politica, arriva dal presidente della Fondazione Molina Carlo Maria Castelletti, intervenuto in quanto proprietario del Politeama ora ceduto al Comune: «Sono felice della donazione fatta dalla mia fondazione e di aver trovato questo accordo. Dietro questi due progetti, teatro ed e polo culturale, c’è un sinergismo etico e politico tra istituzioni che è un esempio raro di collaborazione, perché va al di là dell’appartenenza politica e ideologica. Fa onore a Varese, che avrà così due nuovi gioielli ad aggiungersi a quelli esistenti»·

Fabio Gandini

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