Prendi le più belle case di Los Angeles, l’amore per l’interior design e una passione per la fotografia che ti travolge lentamente. Non è il solito profilo da serie tv, anche se gli ingredienti ci sarebbero tutti.
È la vera storia di Christine Bullard, cittadina di Los Angeles con passaporto italiano e residente a Varese, oltreché fotografa professionista con il desiderio di far conoscere la bellezza di uno stile di vita che ancora oggi affascina contribuendo ad alimentare quella fabbrica dei sogni che si chiama Hollywood. Guarda il caso, è proprio da un’altra delle grandi industrie americane dei sogni, quella musicale, che nasce la passione per la fotografia di Christine. Ancora una volta la storia è tutta di famiglia. Il padre di Christine, Victor Muschetto, era un fotografo professionista che curava la realizzazione delle più belle copertine degli album della celebre casa discografica Capitol Records. Non realizzazioni qualunque, ma quel genere di fotografie che, in modo talvolta iconico, hanno saputo incantare milioni di boomer facendoli innamorare della celebrità di turno ancor prima di aver ascoltato il vinile.
Dalla camera oscura del padre agli studi, tra una celebrità e l’altra, il passo è stato breve. Christine ha coltivato la passione paterna continuando gli studi al College dove, oltre alla fotografia, ha incontrato l’architettura. Un mix fatale che ha orientato tutta la sua produzione fotografica successiva oltre ad aver arricchito la sua esperienza professionale. Nel 2000, Bullard ha progettato e fondato la Garden Nursery School di Los Angeles lavorando successivamente con architetti e designer nella supervisione progettuale di edifici residenziali e commerciali. A chiusura del cerchio, Christine è diventata anche agente immobiliare.
È questo il mondo di Christine Bullard che ritroviamo nei suoi scatti ospitati in due luoghi della città che tutti i varesini conoscono. È soprattutto la raccolta presente al Cafe Lyceum a portarci all’interno delle più belle dimore di Los Angeles: un concentrato di America forte, potente nella forma e di grande richiamo per tutti gli amanti dell’architettura residenziale e gli appassionati di interior design. Delle foto di Christine colpiscono il rigore nell’immortalare l’armonia geometrica degli ambienti domestici e quella sensazione di emozione diffusa emanata dal sapiente dosaggio della luce talvolta esaltata dal tocco della “golden hour”. Gli ambienti sono inanimati, come spesso il genere richiede, e tuttavia riescono ad innescare nello spettatore la scintilla dell’immaginazione che conduce lontano, proprio nel cuore del Los Angeles lifestyle.
La mostra continua a Limbosco Bistrot dove Christine Bullard ci accompagna nella visita di alcuni luoghi iconici della città e non solo, tra siti commerciali ed edifici abbondonati da tempo. Abbiamo avuto il piacere di incontrarla all’ora dell’aperitivo per un'intervista.
Christine Bullard, la prima curiosità riguarda l’Italia. Perché il nostro Paese?
L'Italia, si sa, è nel mondo il Paese che raccoglie le più belle testimonianze di un grande passato artistico e culturale che si esprime ancora oggi in uno stile unico fatto di amore per la bellezza, per la forma e per tutto ciò che è creativo. Voglio però uscire un secondo dalla più classica delle narrazioni per raccontarvi di un altro amore, forse ancora più alto e forte ma strettamente correlato. Quello per le mie radici. È questa la ragione per cui, nel 2022, ho deciso di venire in Italia per riscoprire le mie origini paterne trovando in Varese una prima destinazione grazie alla presenza e all’aiuto di mia cugina che mi ha inizialmente accolto insieme a mia figlia Zoe. Il 9 febbraio 2023, ho ottenuto la cittadinanza italiana.
Leggendo la sua biografia e ascoltando le sue parole, ne esce un profilo personale e professionale ricco, intenso e appassionante; come le trame di alcuni film.
Per molti aspetti, senza esagerare, è così. Noi americani siamo capaci di inventare sempre nuovi capitoli della nostra vita, sia personale che professionale. Ci muoviamo, lasciamo un lavoro, ne iniziamo uno nuovo in una città diversa tenendo sempre alto il ritmo della nostra personale narrazione. Fa parte della nostra cultura “di pionieri” e io non ne sono esente. Quando poi c’è la passione, tutto diventa ancora più scorrevole e potente, come un bel film.
Tornando ai suoi lavori, ci dà tre aggettivi per definire il suo stile?
Elegante, semplice, lineare. Ricerco molto le simmetrie, soprattutto nella composizione e nell’inquadratura. La fotografia mi ha molto aiutato nel riuscire a creare una sintesi delle mie conoscenze professionali e non solo. Nelle mie foto dedicate a Los Angeles c’è il mio mondo concentrato in un’immagine. Non è solo forma. Allo spettatore lascio sempre spazio per allargarne l’orizzonte attraverso l’immaginazione.
Molte di queste case, ci raccontava, vengono messe in vendita così come le vediamo. Non si vende solo uno spazio ma anche un lifestyle. Vero?
Sì, proprio così. Dietro la vendita di questi immobili, c’è il lavoro di un team che va oltre l’architettura e si spinge nell’interior design. La casa viene ristrutturata, laddove necessario, per poi essere allestita - come fosse un set cinematografico - e venduta al miglio acquirente. Sta a chi la compra il compito di scrivere il resto della storia e continuare ad alimentare il mito della “città degli angeli”.
Lei ha lavorato anche con alcune celebrities. Ci può raccontare qualcosa in più?
Ne cito solo alcune. Forse la prima è quella a cui il mio ricordo si lega di più. Keanu Reeves ha donato, infatti, alcuni fondi per la realizzazione e la costruzione della Garden Nursery School da me ideata. Per questo, ancora oggi, sento di dirgli grazie. Per Kevin Spacey ho realizzato il servizio fotografico della sua dimora in Los Feliz. Come agente immobiliare, ho avuto tra i clienti Leonardo di Caprio. Sfortunatamente per me, in quell’occasione Leonardo ha deciso di non acquistare.
L'appuntamento con il Los Angeles lifestyle di Christine Bullard è negli orari di apertura di:
Cafe Lyceum – Via Giuseppe Bernascone, 12, Varese
Limbosco Bistrot – Vicolo Canonichetta, 5, Varese
Qui i lavori di Christine Bullard: www.cbullardphotography.com














