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Basket | 20 agosto 2023, 08:29

Stessa musica, interpreti diversi: la Biala Band vuole provare a regalare una sinfonia

Tanti cambiamenti, ancora una volta, ma quest’anno si riparte dalla certezza di un sistema che lo scorso anno ha dato soddisfazioni e ha fatto sognare. I nuovi ingaggi estivi sembrano mirati a riproporre lo stesso tipo di gioco, e in panchina il salto di qualità può essere dato da un coach di formazione americana (così come l’80% del roster) ma che conosce già la nostra pallacanestro

Tom Bialaszewski, nuovo coach della Openjobmetis Varese

Tom Bialaszewski, nuovo coach della Openjobmetis Varese

Cambiano gli interpreti ma non la musica. Perché possiamo facilmente immaginare che chi ha accettato di venire ad allenare la Openjobmetis in questo terzo anno dell'era Scola sia stato messo in guardia su quale sia lo stile di gioco prediletto dalla dirigenza. E sarà lo stesso che la banda di Matt Brase ha orchestrato la scorsa stagione, portando una piccola grande rivoluzione tecnica nel mondo della spicchia italiana.

Da Brase Band a Biala Band il passo potrebbe/dovrebbe essere brevissimo. Persino inesistente, se non fosse che i solisti sono tutti volti nuovi, con l’eccezione di tre elementi. Il primo anno del progetto quinquennale annunciato dal General non ha ancora superato l’esame del trattenere i propri gioielli, che sia per motivi tecnici o economici (con l’affaire Pelligra sempre alla finestra).

Nuovi interpreti ma stessa musica, dicevamo. E, anche volendo, difficile cambiare il motivo, visto il personale che coach Biala avrà a disposizione. Ricalcata sulla falsa riga l’ossatura della squadra da 17 vittorie in regular season della scorsa stagione: playmaker, centro e "altri tre" a gravitare attorno all’arco, per esemplificare in maniera estrema il concetto di gioco.

Partendo dall’asse play-pivot. Spessore opposto per i due nuovi arrivi: se da una parte c’è la scommessa Vinnie Shahid tutta da testare a certi livelli e che è chiamato a esplorare i suoi margini di miglioramento nel corso della stagione anche solo per avvicinarsi ai livelli del Colbey Ross dello scorso anno, dall’altra si ha il vero colpaccio dell’estate forse di tutta la LBA: un Willie Cauley-Stein coinvolto e motivato sarebbe indubbiamente un crack assoluto, ma proprio questi due aspetti sono forse ciò che lo ha messo fuori dalla lega stelle-strisce nonostante le notevoli doti atletiche di cui dispone e che nel sistema della Openjobmetis sarebbero un fit eccellente.

Due degli "altri tre" sono alla prima esperienza da questa parte dell’Atlantico: Gabe Brown, mancino classe 2000, è un giocatore meno di sostanza del suo omonimo predecessore, ma più attaccante e tiratore puro, mai sceso sotto il 38% da dietro l’arco nelle ultime tre stagioni; Sean McDermott è più esperto di sottobosco NBA (ha rimbalzato tra questa e la G-League per un anno, prima di stabilirsi nei Memphis Hustle nella lega di sviluppo) e forse più difficile da inquadrare a livello tecnico in un contesto FIBA, dove personalità e agonismo sono più costantemente richiesti. Insieme a loro il canadese Olivier Hanlan, chiamato a essere faro della squadra sia come collante tecnico (alla Markel Brown) sia dal punto di vista di leadership, alla luce della sua esperienza internazionale e del vuoto lasciato in spogliatoio da capitan Ferrero.

E gli italiani? Tutto loro il secondo quintetto (o forse no? Che Moretti o Woldetensae possano partire nei primi cinque e McDermott uscire dalla panchina? Per quello che conta…). Librizzi, sulla scia del finale della scorsa stagione, è pronto a prendersi definitivamente il posto di backup del playmaker; così come Virginio, dopo gli sprazzi di presenze lo scorso anno e la positiva esperienza con la nazionale Under 20 in estate, spera in un’entrata definitiva e decisiva nei piani tecnici dei biancorossi.

Già detto e scritto del nuovo acquisto Davide Moretti (leggi QUI), Tomas Woldetensae, arrivato a un passo dalla partecipazione al mondiale con la maglia azzurra, sarà il vero volto di quel briciolo di continuità tecnica che la Openjobmetis metterà in campo quest’anno.

Con Scott Ulaneo, lungo di riserva proveniente dall'A2 chiamato più di altri, cifre alla mano, a convincere i tifosi della bontà del suo ingaggio, sono dieci gli effettivi a disposizione dello staff tecnico (undici quando Okeke sarà abile e arruolabile). E di questi l’80% sono di formazione USA, tutti transitati dal college, a riprova dell’identità che questa squadra vorrà avere.

In panchina, rispetto al 2022/2023, il vantaggio sarà di avere un coach sì americano, sì di formazione americana, ma che allo stesso tempo conosce già la pallacanestro europea e il campionato italiano, visti i trascorsi sulla panchina dell’Olimpia Milano in veste di assistente di Messina. Il tallone d’Achille della Brase Band è stata la metà campo difensiva, e gli attacchi avversari travestiti da freccia di Paride lo hanno un po’ troppo spesso colpito. Ed è proprio in questo aspetto che forse coach Biala potrebbe far fare un salto di qualità più o meno ampio, non tanto a una squadra che rimane ancora tutta da scoprire con le proprie croci e le proprie delizie, ma al sistema scoppiettante che nel 2022/2023 aveva comunque regalato soddisfazioni e aveva fatto sognare diversi tifosi.

Con il doppio impegno campionato-Europa (Champions o Fiba Europe Cup che sia), oltre al costante e regolare apporto di tutti gli effettivi, avere uno spartito conosciuto e condiviso da tutti sarebbe un plus non indifferente.

Accordare gli strumenti: il motivo è sempre lo stesso, cambiano gli interpreti. Sperando che riproducano una melodia il più celestiale possibile…

Lorenzo D'Angelo


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