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Varese | 27 luglio 2023, 07:20

IL RICORDO DI CHIARA E CHRI - Uomini nudi davanti al dolore. Uomini per questo

La note de "Il pescatore" di De André, tra le lacrime di un padre e di una madre, le teste basse e confuse e attonite dei ragazzi e una città nuda davanti al dolore, hanno accompagnato i ricordi degli amici per Chiara e Christian all'oratorio Don Gabbani di Valle Olona

IL RICORDO DI CHIARA E CHRI - Uomini nudi davanti al dolore. Uomini per questo

“Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno
Non si guardò neppure intorno
Ma versò il vino e spezzò il pane
Per chi diceva ho sete e ho fame”.

Fabrizio De André era un ateo. Non credeva, non professava. A lui, però, la generalità della critica ha cucito addosso la definizione di “ateismo mistico”, perché nelle sue poesie ha, come nessuno, raggiunto le vette di Dio cercandole nell’uomo.

Ha cercato tutta la vita, Faber, sguazzando negli abissi frequentati dagli ultimi, dai fragili. Ultimi e fragili come ci siamo sentiti noi ieri sera davanti all’accettazione pubblica di una fine crudele, alle lacrime di un padre e una madre, alle teste basse e confuse e attonite dei ragazzi (leggi QUI).

Nell’aria le note de “Il Pescatore”: in un momento dai connotati religiosi, celebrato e vissuto nei pressi di un luogo sacro, si è scelto un ateo per provare a dare un senso al più incomprensibile dei disegni divini.

Perché l’uomo non può raddrizzare le curve che Dio disegna per lui. Le accetta, le percorre, le riempie dei suoi passi.

I suoi passi di uomo, nudo davanti al dolore, uomo per questo.


F.Gan.

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