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Attualità | 10 giugno 2023, 18:02

VIDEO E FOTO. L'arcivescovo e i 15 neo sacerdoti: «Non eroi o truppe speciali. E non conta l'essere tanti o pochi ma con Gesù»

Il Duomo di Milano gremito per la commovente cerimonia: tre dei giovani sono della nostra provincia. La celebrazione, l'ordinazione e la felicità con il "lancio" in piazza: tutte emozioni da rivivere. In allegato l'omelia

foto dal video della Diocesi Ambrosiana

foto dal video della Diocesi Ambrosiana

Solennità e commozione intrecciate nell'ordinazione dei 15 nuovi sacerdoti della Diocesi Ambrosiana. Tre di loro sono varesini: don Marco Zambon di Busto, don Matteo Garzonio di Gallarate e Jacopo Speroni di Abbiate Guazzone. Ma anche altri neo preti sono del territorio, ad esempio don Alessandro Torretta di Vanzaghello. TUTTI I NOMI QUI 

Il Duomo di Milano era gremito, dolcemente invaso dai familiari, dagli amici e dalle parrocchie di origine che si erano mobilitate per essere presenti. L'arcivescovo monsignor Mario Delpini ha ricordato che «noi oggi non celebriamo una sorta di reclutamento di truppe speciali per una qualche missione di resistenza al male e di costruzione della pace. Noi celebriamo le ordinazioni presbiterali, cioè il dono dello Spirito che consacra questi uomini perché siano associati alla missione di Gesù, con lo stile di Gesù, con la forza e la sapienza che vengono dall’alto, così diverse dalla sapienza e dalla potenza che viene dalla terra».

I nuovi sacerdoti - ha detto ancora - sono chiamati, seguendo l’insegnamento dei discepoli, a «non abbandonare la via di Gesù». Così monsignor Delpini ha ricordato: «Non conta l’essere tanti o l’essere pochi: conta essere con Gesù».

Il 22 giugno i sacerdoti apprenderanno le destinazioni. Intanto non dovranno «costruire la Chiesa su di sé», non sono «eroi chiamati a imprese solitarie», perché, ha sottolineato ancora l’Arcivescovo, «solo una comunità può diffondere tra gli uomini che Dio ama la vocazione alla fraternità. I preti non sono ordinati per costruire la Chiesa su di sé, il fondamento sono gli apostoli e i profeti e la pietra angolare è Cristo Signore».

Ancora, monsignor Delpini ha rammentato ai nuovi presbiteri e a tutti i presenti che «la parola che la Chiesa ha da dire è la verità di Dio che si è rivelata nel Bambino Gesù. Ci portiamo dietro enormi biblioteche e forse non riusciamo a dire l’essenziale. O parliamo troppo o siamo muti a proposito dell’essenziale. Questa umanità ferita ha certo bisogno di comprensione, di antidolorifici, ma la salvezza, la speranza viene solo da Gesù».

E infine quel messaggio appassionato ai giovani: «Non so quanti fossero gli angeli della moltitudine dell’esercito celeste, ma forse i pastori erano quindici, o forse anche di meno, forse undici, come quelli convocati da Gesù sul monte di Galilea. E dunque voi, pochi come siete, imperfetti come siete, diversi come siete, andate con tutta la Chiesa a lodare Dio e cantare la gloria di Dio e la pace per l’umanità».

L'arcivescovo ha poi letto un messaggio del cardinale Angelo Scola, arcivescovo emerito della Diocesi: «Offro le fatiche legate alla mia età per questi giovani che si fanno coraggiosi testimoni nel travagliato mondo di oggi».

Quindi la folla si è riversata in piazza, dove è esplosa una grande festa. Striscioni, slogan e il lancio dei ragazzi in aria. Grande festa, che poi si riverserà nelle varie comunità in attesa di sapere quale sarà la prima missione.

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Ma. Lu.

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