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Opinioni | 21 maggio 2023, 12:02

IL COMMENTO - Romagna mia, anzi nostra: ponti e vacanze passiamoli in Riviera

In mezzo a tante parole, ecco quale sarebbe un vero gesto di aiuto concreto da parte dei cittadini della provincia di Varese nei confronti di quella che è anche la "loro" Riviera. Fu la prima ad aprirci le porte quando il Covid chiuse la Lombardia con la sua accoglienza, le sue spiagge, le sue pinete, la sua gente con il sorriso e il cuore grandi. È il momento di restituire qualcosa

Immagini tratte dalla pagina Facebook "Cervia e Milano Marittima" e da Cerviaemilanomarittima.org (foto Mattias Foschi)

Immagini tratte dalla pagina Facebook "Cervia e Milano Marittima" e da Cerviaemilanomarittima.org (foto Mattias Foschi)

Romagna mia, Romagna nostra.

Quelle parole cantate dai ragazzi con pale, secchielli e badili in mezzo al fango di Faenza e Cesena ci sono entrate in gola e si sono fermate all'altezza del cuore perché non c'è cittadino della provincia di Varese che non abbia corso da bambino, o non l'abbia fatto da grande con i suoi figli e i suoi nipotini, sulle spiagge piatte, lunghe e infinite di quelli che sono anche il suo mare e la sua Romagna.

Tra Punta Marina, Cesenatico, Milano Marittima, Cervia, Rivazzurra, Rivabella e Riccione, nomi dolci e suadenti come il richiamo di questa terra-sirena, in tanti hanno dato il primo o l'ultimo bacio, osservati dalla luna quando la distesa di ombrelloni si ritira ordinatamente per la notte (qui è tutto ordinato e pulito eppure profuma ancora di buono e vero). E altrettanti hanno passato le vacanze arrivando con gli amici in treno o con i nonni alla chiusura delle scuole, imparando a muoversi in bicicletta o a piedi tra odore di pinete, piadine e canali, con l'unico rumore delle cicale in sottofondo o, al massimo, della musica portata dal vento e diffusa negli stabilimenti balneari dalle mitiche Radio Sabbia, Radio Bruno, Radio Gamma, Radio Stella e Radio Studio Delta, perché in Riviera anche la radio fa vacanza.

Diciamo la verità: in Romagna siamo diventati meno musoni e seri di quanto appariamo a chi arriva in provincia di Varese e abbiamo imparato perfino a sorridere e godere della vita.

Di fronte a un popolo, come lo definisce giustamente il Corriere di Romagna, che non ha versato una lacrima e non ha ancora chiesto "aiuto" di fronte agli inviati di tv e giornali, ma si sta aiutando da solo, affratellato da un sentimento che fa ancora la differenza e che non possono capire quelli che, mettendo le mani avanti, sostengono che è impossibile quantificare i danni (tutto è possibile, basta volerlo), anche noi abbiamo una possibilità per restituire qualcosa a chi ci ha sempre regalato il piacere dell'accoglienza e il gusto della vita. Non a caso fu proprio la Romagna a spalancare per prima le porte dei suoi lidi alla Lombardia e alla provincia di Varese chiuse per Covid.

Quella possibilità ci permette di posizionare la Riviera, ma anche la colline e le città romagnole, in primis quel fenomenale mosaico di storia e colori che è Ravenna, al primo posto quando dovremo scegliere qualche giorno o settimana da passare lontano da casa.

Quello che non abbiamo ancora visto, in questo caso, può aspettare. La "mia" e nostra Romagna, no.

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Sento la nostalgia d’un passato
ove la mamma mia ho lasciato

Non ti potrò scordar
casetta mia

E in questa notte stellata
la mia serenata
io canto per te

Romagna mia
Romagna in fiore
Tu sei la stella
Tu sei l’amore

Quando ti penso
vorrei tornare
dalla mia bella
al casolare

Romagna, Romagna mia
lontan da te
non si può star

Quando ti penso,
vorrei tornare,
dalla mia bella,
al casolare

Romagna, Romagna mia
lontan da te
non si può star

Andrea Confalonieri

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