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Politica | 04 marzo 2023, 09:42

L'allarme del sindaco di Brenta: «Piccoli Comuni a rischio default»

In una lettera aperta Gianpietro Ballardin sottolinea con preoccupazione «l'aumento delle spese sociali che rischia di mettere in seria difficoltà la tenuta delle casse comunali e di conseguenza la possibilità di svolgere i servizi aggiuntivi richiesti dalla popolazione»

Il sindaco di Brenta Gianpietro Ballardin

Il sindaco di Brenta Gianpietro Ballardin

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta del sindaco di Brenta Gianpietro Ballardin sul rischio default dei bilanci del piccoli Comuni a seguito del continuo aumento delle spese sociali:

«In questi giorni molti Comuni del nostro territorio stanno redigendo i bilanci comunali, che saranno portati alla successiva discussione ed approvazione dei rispettivi consigli comunali. La preoccupazione di molti sindaci, con i quali ho avuto modo di confrontarmi, fa riferimento all’enorme costo che ognuno di noi dovrà sostenere per la spesa sociale che rischia di mettere in seria difficoltà la tenuta delle casse comunali e di conseguenza la possibilità di svolgere i servizi aggiuntivi richiesti dalla popolazione.

Tutti noi riconosciamo che dal punto di vista costituzionale i servizi sociali sono espressione dello Stato sociale, che si preoccupa di promuovere il benessere di tutti i cittadini, di eliminare le condizioni di bisogno in modo da consentire a tutti l’effettivo godimento dei diritti civili e politici e garantire il libero sviluppo della personalità. La legge prevede, infatti, che gli oneri per la tutela dei minori debbano essere pagati non dallo Stato o dalla Regione, ma dal Comune di riferimento. Se per le città di medie e grandi dimensioni non è un grosso problema, questo costo oggi ha una grande incidenza sul bilancio per i centri più piccoli, che talvolta non hanno alcuna fonte di entrata diretta, ma solo trasferimenti dallo Stato.

Sappiamo da condizioni vissute che su questo tema alcune realtà amministrative sono state costrette a dichiarare il “dissesto finanziario”, situazione che avviene «quando il Comune non è più in grado di assolvere alle funzioni ed ai servizi indispensabili» o quando non riesce a far fronte ai debiti contratti. La condizione estrema di questa situazione può portare al commissariamento e a successive nuove elezioni, che però non risolvono il dissesto finanziario se non a scapito dei servizi essenziali che verrebbero tolti alla popolazione rappresentata.

Le aree di intervento che si sono notevolmente incrementate in questi anni e che assorbono la maggior parte della spesa sociale sono tre: Famiglia e minori, Disabili e Anziani.

Posso portare quale esempio la percentuale relativa alla spesa sociale che il Comune di Brenta aveva nel bilancio del 1998 rispetto al totale della spesa corrente pari allo 0,76% sulla condizione sociale. Oggi, nel 2023, la quota varia tra il 16,5% e il 20% quale incidenza dei costi, creando situazioni preoccupanti sugli equilibri di bilancio.

I Comuni hanno in carico diverse situazioni di minori collocati presso strutture, che non sempre si trovano in zona, le cui rette superano ampiamente i 100 euro al giorno arrivando, a seconda della gravità del problema o della condizione della struttura, a superare anche quota 130 euro giorno sfiorando per singolo caso quote medie pari a 40.000€ anno. Si sono incrementati notevolmente i casi di assistenza domiciliare, le situazioni di accompagnamento economico al lavoro, le integrazioni economiche per gli anziani senza reddito collocati presso le case di riposo, il supporto agli alunni in difficoltà, il totale carico dei disabili senza reddito ricoverati in strutture e molte altre casistiche del bisogno.

Su questo ultimo aspetto, quello dei supporti scolastici, vorrei portare un esempio significativo. Ricordo che nell’anno 1998 i casi di supporto scolastico riguardavano un alunno, mentre oggi, anno 2023, queste situazioni vedono posti a carico della comunità di Brenta 28 alunni. Il mio grido di allarme vuole stimolare un’attenzione affinché i piccoli Comuni non siano lasciati soli.

In questa grave situazione diventa necessario un supporto della Regione e una maggiore attenzione dello Stato, affinché vengano predisposte le necessarie misure economiche di supporto, pena l’incapacità dei comuni a garantire un diritto costituzionale, quello della cura e dell’attenzione ai bisogni delle persone.

Non è pensabile agire con risposte che mi sono state date, quando ho posto a persone preposte questo grido di allarme sulla difficoltà che stavo vivendo: “Signor sindaco si arrangi, se non riesce a coprire questi costi si dimetta che sarà un commissario prefettizio a risolvere questo problema “e tutti noi amministratori sappiamo: come, in che modo, a scapito di chi e di quali servizi»

Redazione


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