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Gallarate | 07 febbraio 2023, 14:00

Una pianta per commemorare Giovanni Palatucci: «Un eroe dei nostri tempi»

Questa mattina nel parco di via Milano a Gallarate la cerimonia in ricordo dell’ex questore di Fiume, che ha perso la vita a Dachau il 10 febbraio 1945

Una pianta per commemorare Giovanni Palatucci: «Un eroe dei nostri tempi»

«Siamo qui per commemorare una figura che, oltre ad essere un esempio per noi, è sicuramente un eroe dei nostri tempi» così ha iniziato il suo discorso il questore di Varese, Michele Morelli, alla cerimonia di commemorazione di Giovanni Palatucci, ex questore di Fiume, medaglia d’Oro al Merito Civile, riconosciuto “Giusto tra le Nazioni”, per aver salvato dal genocidio migliaia di ebrei.

Questa mattina, infatti, al parco di via Milano a Gallarate, è stato piantumato un ulivo, donato da Ambrogio Nicora, in memoria dell’ex questore che perse la vita nel campo di concentramento di Dachau il 10 febbraio 1945.

Il questore, Michele Morelli, prosegue: «La figura di Giovanni Palatucci è importante perché combatte contro qualcosa molto più grande di lui. Combatte contro il Nazismo e salva nella sua vita oltre 5mila ebrei».

E poi nel 1944 è diventato questore di Fiume e tra le prime cose che fece: «Distrusse tutto il materiale documentario riguardante gli ebrei».

Poi la lettura di quanto scritto da Amos Luzzatto proprio su Giovanni Palatucci: « Nel nostro immaginario, l'eroismo ci appare come un gesto intenso, dimostrativo, che contrappone l'eroe a qualcuno o qualcosa molto più forte di lui: ad esempio, nella Bibbia troviamo la figura di Davide contro Golia. Tuttavia, nella coscienza del popolo ebraico esiste un'altra forma di eroismo ed è quella che vede il più debole affrontare per lungo tempo, ogni giorno, colui che è più forte e che non lascia scampo; ma contro cui va opposta, fino al limite estremo, una resistenza tenace, silenziosa e continua, senza gesti da immortalare ma sempre presente nel tempo. Questo è stato l'eroismo di migliaia di ignoti, nella storia. Questo è stato anche l'eroismo di Giovanni Palatucci. Non un eroismo sul campo di battaglia, ma l'eroismo di chi sa bene sia il pericolo che sta correndo sia il fine ultimo, che è il salvataggio di tante vittime innocenti e il riscatto dell'onore morale della propria divisa e della propria bandiera. È l'eroismo di colui che, nell'apparente grigiore di un ufficio, manovra come armi timbri e documenti, ben sapendo che tutto questo sarà adoperato contro di lui da un nemico tanto più forte, che cercherà di farlo scomparire nel buio o con infamante accusa di tradimento. Infatti, avrebbe potuto salvarsi, Palatucci, e, invece, a testa alta e senza mai tentennare, scelse la strada che fece terminare la sua corsa nel campo di concentramento di Dachau a 36 anni, un'età nella quale si fanno progetti per costruire il proprio avvenire. Il suo ricordo è stato, per fortuna, affidato alla memoria di coloro che si sono salvati ed Israele lo ha riconosciuto, a giusta ragione, come uno dei "giusti delle nazioni". Riposi in pace questo vero eroe, questo nostro fratello che, con il suo sacrificio disinteressato e nobile, al pari di altri, ci indica la strada per sperare ancora nell'uomo!».


Michela Scandroglio

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