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Varese | 13 gennaio 2023, 15:11

In via Sanvito il benzinaio melomane trasforma il distributore in un museo della musica: «Una passione di famiglia»

Maurizio Malnati, classe 1961 e padre di Jacopo volto noto dei Pantellas, porta la sua passione all'interno della Q8 che gestisce al civico 62: stereo, radio, grammofoni e tantissimi lp di nomi storici della musica: «Il disco che amo di più? Morrison Hotel dei Doors. Jim fu un gigante»

In via Sanvito il benzinaio melomane trasforma il distributore in un museo della musica: «Una passione di famiglia»

La voce delle sirene, per noi sessantenni, arriva diretta da via Silvestro Sanvito 62, e filtra attraverso la porta oscurata da piccole veneziane di una stazione di servizio, una cosa se vogliamo molto americana, da Route 66, con i veloci Greyhound a trasportare i passeggeri direttamente nel sogno yankee. 

Invece siamo a Varese, in una strada trafficata, a due passi dall’ex Cagiva, ma la «pompa da benzina», per dirla con Guccini, vanta nobili natali perché appartiene alla famiglia Malnati dal 1952, quando Romano, con il cugino Luigi Marcolli, la inaugurò con il marchio Cif Petroli, poi diventato Aquila nel 1958, quindi Total, Monte Shell, Shell e oggi Q8, con il figlio Maurizio capo riconosciuto delle sirene e loro complice, a differenza di Ulisse. 

Chi si ferma a far benzina, infatti, può lenire il mal di portafoglio non appena varca la soglia dell’ufficio per pagare, perché da uno straordinario impianto Grundig del 1978 con casse Super Hi-Fi Box 1500, capita che esca la voce notturna di Bruno Martino, indimenticabile crooner con la sua immortale “Estate”, tra i più eseguiti standard jazz, o quella senza limiti di Caterina Valente, che per Mina fu un modello. E poi Peppino Gagliardi, Bobby Solo, Domenico Modugno e tutto ciò che fa Sessanta e dintorni.  

Maurizio Malnati, come del resto chi scrive, è un “impallinato”, ovverossia raccoglitore di ogni cosa emetta un suono, dalle 50 e passa radio d’epoca, tutte rigorosamente funzionanti e sparse tra il distributore e la casa di Montonate, alle centinaia di lp e 45 giri, alcuni con gruppi o cantanti “esoterici” e sconosciuti ai più, e un retrobottega da far invidia alla Nasa, perché il benzinaio è anche radioamatore patentato dal 1986, -nickname IK2IQE- dopo un inizio, a 14 anni, come Cb -che vuol dire banda cittadina, 27 Megahertz- con la trasmittente regalatagli da papà Romano.  

Ma il mondo, si sa, è piccolo, e Maurizio è figlio dello storico concessionario Piaggio per Varese e provincia, un tempo con sede in via Sacco, dove la mamma del vostro cronista acquistò la 125 faro basso nel 1952, probabilmente prima donna in città a girare in scooter. E non è finita, perché il Malnati è padre di Jacopo, ovvero la metà de “I Pantellas”, youtubers demenziali ma non troppo di grande successo.

La vena di follia buona, insomma, si trasmette per fortuna anche alle nostre latitudini, e intanto che scattiamo le fotografie per l’intervista, Maurizio snocciola a cascata titoli di dischi leggendari, “24 Carat Purple” «il primo disco acquistato a 12 anni», poi “Mina Canzonissima 1968” lp di culto con la stupenda “Quando ero piccola”, «una canzone che amo molto ed è parte della mia vita». 

Maurizio Malnati, classe 1961, non è di molte parole, ma racconta di una passione vera, trasmessa da papà e mamma: «In famiglia la musica non è mai mancata, mio padre, che ha 92 anni, mi consigliava di ascoltare Bruno Martino e Johnny Dorelli, che reputo la più bella voce italiana. Martino lo staresti a sentire tutta la sera, per me è stato una straordinaria scoperta. Poi la passione per le trasmissioni radio, anche mia sorella Fiorella e mia madre Silvana sono state radioamatrici, mentre papà amava altre discipline, è stato presidente del gruppo ciclistico Unione sportiva Sant’Ambrogio e poi della Fias (Federazione italiana attività subacquee) di Varese».

Nell’ufficio della stazione di servizio non si sa dove buttare l’occhio, tra il radiogrammofono Blaupunkt del 1957 e l’incredibile Schaub-Lorenz “Music-center” anni Sessanta con registratore a bobine incorporato che registrava direttamente dall’apparecchio e ci fa ascoltare, con assoluta fedeltà, una Sonata di Beethoven, incisa a suo tempo dal suo precedente proprietario tedesco. I dischi sono un po’ dappertutto, assieme a modellini di ciclomotori e vecchie fotografie che raccontano la storia di famiglia, con macchine naturalmente anni ’60, e papà Romano davanti a una magnifica Giulietta Alfa Romeo, alla Topolino ultima serie e all’immancabile Fiat 1100, senza parlare della raccolta di Vespa in riparazione, Malnati e Marcolli avevano anche l’officina, negli anni belli del boom economico.  

Non c’è corsa con Maurizio, nel rivangare la musica di allora: «Milva? Ce li ho tutti. Modugno? Eccoli qui. Ranieri? Ho la raccolta completa, come di Morandi e Miranda Martino, grande voce!». Ecco poi un salto in avanti, con i primi lp di Angelo Branduardi che ogni tanto passa a fare il pieno, poi Baglioni «chi non ha ballato da ragazzo sulle sue canzoni?» Vasco Rossi «lo ascolto poco, ma non mi dispiace», Lucio Battisti e gli amatissimi Pooh.

«La mia ex moglie, Maria Luisa, negli anni ’80 teneva la posta del fan club dei Pooh e di Miguel Bosè, che conobbi personalmente durante un suo concerto a Scalea nel 1984. I Pooh sono stati la colonna sonora della mia gioventù, e naturalmente ho tutti i loro dischi. Poi Connie Francis, Marcella Bella… ah ecco John Denvers e poi Elvis, con la collezione completa come del resto quella dei Beatles. Di Branduardi amo molto “Donna ti voglio cantare”, lui è un folletto, un menestrello medievale».

Sopra l’impianto Grundig giganteggia il poster di Jim Morrison, leader carismatico dei Doors: «A 15 anni mi comperai “Morrison Hotel” con il mio adorato “Roadhouse Blues”, e questo è il disco che probabilmente amo di più. Nessuno ha mai capito Morrison fino in fondo, lui è stato un gigante». Ma lì accanto ci sono i dischi di Gianni Togni e Riccardo Cocciante, perfino Drupi, Vecchioni, I Camaleonti, Johnny Mathis e Andy Williams –già per iniziati- e The Carpenters, con la magnifica voce di Karen Carpenter, purtroppo prematuramente scomparsa. 

L’ufficio di Maurizio Malnati offre infiniti spunti che tratteggiano il personaggio, c’è pure la targa che indica “La via degli juventini” – la passione calcistica per le zebre è di famiglia- le raccolte complete dei dischi di Selezione dal Reader’s Digest, i dvd di John Denver, la fotografia della leggendaria Mobilgirgi, un ventilatore Lesa anni ’50, la fotografia dei Pantellas e quelle giganti di Audrey Hepburn e Marilyn Monroe. 

Maurizio si fa fotografare con un 33 giri del mitico Fred Buscaglione, in copertina nelle vesti di croupier con l’immancabile “bambola” seduta accanto, e poi tira fuori qualche decina di 45 giri e qui quasi scendono i lacrimoni nel vedere passare Morandi, Michele, Marcella Bella, Marisa Sannia, Peppino Gagliardi, Robertino, Nico Fidenco, Jimmy Fontana… voci e volti dei Sanremo della nostra infanzia. 

Il benzinaio musicomane ci saluta con il Grundig che implacabile materializza i nostri ricordi, mostrandoci un lp imperdibile, “Caterina”, album di successi italiani della Valente, inciso per la Decca, con la cantante, bellissima, sdraiata in copertina in abito nero scollato accanto a un grammofono. «Lo trovi su ebay a 30 euro, non fartelo scappare. Voci così non ce ne sono più!».

Mario Chiodetti

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