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Varese | 07 gennaio 2023, 15:27

Varese e un "grazie" molto raro: «Agli operatori del pronto soccorso. Non è tutto rose e fiori ma qui lavorano persone in gamba»

Mauro Gregori racconta la sua esperienza personale in un luogo spesso in sofferenza: «Credo sia importante riconoscere dei meriti... Uno sforzo è necessario per ridurre le attese aumentando il personale e con il buon senso dei cittadini, ma io ringrazio chi mi ha confortato ed assistito al meglio delle sue possibilità»

Varese e un "grazie" molto raro: «Agli operatori del pronto soccorso. Non è tutto rose e fiori ma qui lavorano persone in gamba»

Un "grazie" che raramente arriva, soprattutto nei confronti di un luogo spesso in massima sofferenza come il pronto soccorso dell'ospedale di Circolo. Eppure stavolta ecco che, quasi in una favola delle feste che speriamo innanzitutto abbia un lieto fine, arriva un ringraziamento agli operatori del triage per la professionalità, l'impegno e l'empatia dimostrati. L'intervento e il "grazie" sono quelli di Mauro Gregori, che si è ritrovato in pronto soccorso la sera dell'Epifania per un problema che oggi racconta sulla sua pagina "Varese la vedo così" con la consueta passione ed eleganza, oltre che con l'anticonformismo che spesso lo contraddistingue, facendo riflettere e discutere, cosa sempre più rara. Ve lo proponiamo non prima di aver augurato a Mauro una prontissima ripresa.

OSPEDALE DI CIRCOLO

UN RINGRAZIAMENTO AGLI OPERATORI DEL PRONTO SOCCORSO

Una storia vera. Vissuta in prima persona e che mi preme raccontarvi perché credo sia importante riconoscere, agli operatori del Pronto Soccorso dell’Ospedale, dei meriti.

Serata dell’Epifania, mi presento al Pronto Soccorso, consigliato anche dal mio medico di base, nella speranza che un mio improvviso problema di salute, non sia qualcosa di grave, ma facilmente risolvibile, rapidamente e con le cure più appropriate possibili.

Eccomi al Triage, un operatore assai cortese mi chiede quale sia il mio problema, capito che si tratta di qualcosa che va indagato con urgenza, mi fa sedere accanto a lui, all’interno, accanto alla sua scrivania ed immediatamente mi rassicura, mi prova la pressione, mi fa fare dei movimenti per accertarsi che il mio problema di salute non sia grave.

Mi affida un codice giallo e mi indica che sarò chiamato a brevissimo per un elettrocardiogramma, una visita neurologica, una successiva Tac. E così avviene.

La situazione va verificata.

Prima un elettrocardiogramma, poi incontro il medico di guardia, sensibilissimo e capace di enorme empatia, mi chiede come mai la mia storia clinica sia intonsa, scherziamo e mi dice che se riesce ad incastrare visite ed esami in poco tempo, eviterà di farmi tornare l’indomani o trattenermi la notte… sempreché il mio ”problema”, dopo le opportune verifiche, come appare a prima vista, sia qualcosa di risolvibile, semplicemente, con le giuste cure.

Chiama il neurologo, che mi visita, e tiene pronta la radiologia, gia’ allertata dall’operatore del triage, per effettuarmi una Tac. Così avviene. Attendo successivamente che il referto della Tac mi rassicuri e, dopo spiegazioni approfondite, senza necessita’ alcuna che io chiedessi chiarimenti, mi appronta la cura da effettuarsi nei successivi 20 giorni.

Nel frattempo un’infermiera, premurosa, mi aveva accompagnato alla Tac e successivamente somministrato una pastiglia per ridurre la pressione, che probabilmente per l’agitazione, si era alzata. A mezzanotte sono potuto rientrare a casa, sereno e felice di avere incontrato persone scrupolose, attente e disponibili.

Certo, il Pronto Soccorso di Varese è in sofferenza, come tutti i Pronto Soccorso d’Italia. C’erano persone in attesa da ore con codice bianco. Persone su brandine nei corridoi in attesa di una visita. Altre ricoverate in una mega stanza, almeno per una notte.

Quindi non è tutto rose e fiori, anzi…

Ma la professionalità, l’impegno e l’empatia sono state in grado, nel mio caso, di fare la differenza.

Di certo vanno eliminati dal Pronto Soccorso i casi meno problematici. Il dolore alla testa risolvibile con una aspirina, il mal di pancia, piuttosto che una febbre… tutte problematiche che, in prima istanza, potranno essere risolte o eventualmente approfondite, dalle Case di Comunità che si stanno approntando sul territorio, a Varese come ad Arcisate ed in altre località della provincia. Nel frattempo, uno sforzo da parte della Direzione Sanitaria per ridurre le attese, cosa che si può fare solo con un aumento del personale disponibile, è auspicabile. Si eviterebbero lunghe attese dei molti, che con piccoli problemi, si rivolgono alla nostra sanità d’urgenza.

Uno sforzo collettivo è necessario. Sia parte delle autorità competenti, che da parte del buon senso dei cittadini.

Nel frattempo io ancora ringrazio chi, ieri sera, mi ha confortato ed assistito al meglio delle sue possibilità.

Sono orgoglioso di avere incontrato persone in gamba. Grazie.
Mauro Gregori - Varese io la vedo così

Redazione

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